Dalla Sardegna al mondo: il vino racconta i territori, le relazioni aprono nuove strade
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La Sardegna del vino si presenta ai mercati internazionali attraverso le sue cantine, i paesaggi e le persone che ne custodiscono l’identità. La RES – Rete Enoturismo Sardegna partecipa a FINE WineTourism Marketplace Italy, in programma il 27 e 28 ottobre a Riva del Garda, con un lavoro di confronto con buyer, tour operator e agenzie internazionali, dedicato allo sviluppo di proposte di viaggio nei territori vitivinicoli dell’isola.
Al centro degli incontri, la possibilità di collegare le visite in cantina all’ospitalità, alla gastronomia, alla scoperta dei borghi e alle esperienze con le comunità locali. Un percorso che punta a trasformare l’interesse per il vino sardo in occasioni di soggiorno e conoscenza della Sardegna nelle diverse stagioni.
A rappresentare questo impegno sono Luigi Cau, Presidente RES e socio della cantina Bingiateris; Elvio Curreli, Presidente della Cantina di Santadi e Vicepresidente RES; Gianluca Fancello, Presidente della Cantina Dorgali; Irene Sotgiu e Monica Santoro, responsabili della segreteria organizzativa RES; e Fausto Faggioli, coordinatore di progetto RES e Presidente della Commissione Turismo Italiani nel Mondo CIM.
Luigi Cau: una proposta condivisa che valorizza le identità dei territori
«Essere a FINE significa presentare una Sardegna capace di lavorare insieme, valorizzando le peculiarità di ogni territorio e di ogni cantina. La RES intende contribuire a sviluppare un’offerta enoturistica riconoscibile, nella quale la qualità dei vini si accompagni alla qualità dell’accoglienza. Il confronto con gli operatori internazionali ci aiuta a comprendere le esigenze dei mercati e a tradurre il nostro patrimonio di esperienze in proposte concrete e organizzate», sottolinea Luigi Cau.
Elvio Curreli: dalla cultura del vino al valore per le comunità
«Aprire le porte di una cantina significa condividere il lavoro, la storia e il legame con la terra che rendono possibile ogni bottiglia. Per una realtà come Santadi, l’enoturismo rappresenta l’opportunità di far conoscere anche il contesto umano e culturale in cui nasce il vino. L’obiettivo è coinvolgere le attività locali e contribuire a generare valore per l’intera comunità, dando al visitatore ragioni per fermarsi, approfondire e tornare», afferma Elvio Curreli.
Gianluca Fancello: esperienze autentiche e nuove prospettive per i giovani
«I nostri territori hanno molto da offrire a chi desidera conoscerli attraverso l’incontro con le persone. Il vino può accompagnare il visitatore alla scoperta dei paesaggi, della cucina e dei saperi locali. A Dorgali questo legame è parte della nostra identità. Lavorare in rete ci permette di proporlo con maggiore forza e di creare le condizioni per nuove professionalità e opportunità per i giovani», evidenzia Gianluca Fancello.
Irene Sotgiu: ascolto e Monica Santoro: dare seguito agli incontri e accompagnare le opportunità
«Queste giornate sono una tappa di un percorso che prosegue dopo la fiera. Raccogliere le richieste, mantenere il dialogo con gli operatori e coordinare le disponibilità delle realtà coinvolte sono passaggi essenziali per trasformare l’interesse in collaborazioni. La cura delle relazioni e dei dettagli è parte della qualità dell’accoglienza che vogliamo proporre», aggiungono Irene Sotgiu e Monica Santoro.
Fausto Faggioli: enoturismo e Turismo di Ritorno per collegare la Sardegna al mondo
«Sono felice di affiancare questa squadra e di contribuire a collegare le risorse dei territori con nuove opportunità di sviluppo. L’enoturismo coinvolge un’intera comunità: attorno alla cantina possono crescere ospitalità, ristorazione, artigianato e servizi. In questo percorso il Turismo di Ritorno apre una prospettiva preziosa: per gli italiani nel mondo e i loro discendenti, un sapore, una tradizione o un incontro possono diventare il punto di partenza per ritrovare le proprie radici. Anche attraverso il dialogo con la Commissione Turismo CIM, possiamo lavorare su esperienze capaci di unire identità, autenticità e nuove relazioni», dichiara Fausto Faggioli.
La partecipazione a FINE rappresenta quindi un’occasione per consolidare il confronto tra la rete e gli operatori della domanda internazionale. L’impegno è dare seguito agli incontri, approfondire le richieste e sviluppare collaborazioni coerenti con le caratteristiche delle cantine e con la capacità di accoglienza dei territori.
Dalla Sardegna al mondo, il vino diventa un invito a conoscere una terra attraverso chi la vive: un percorso tra radici, ospitalità e nuove possibilità per le comunità locali.
Ufficio Stampa
Luigi Cau
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