Coppa d’Africa 2025 : Il Marocco viene dichiarato campione a tavolino, lasciando il Senegal con l'amaro in bocca

Le regole parlano chiaro: gli articoli 82 e 84 del regolamento della Coppa d’Africa prevedono che una squadra che abbandona il campo senza l’autorizzazione dell’arbitro sarà automaticamente considerata sconfitta e esclusa dalla competizione.
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Verona, (informazione.news - comunicati stampa - sport)

 Mané e i suoi compagni pagano a caro prezzo la scelta di abbandonare il campo nei minuti di recupero dei tempi regolamentari, dopo l'assegnazione di un calcio di rigore agli avversari. Campioni per due mesi, sconfitti poi a tavolino con un netto 3-0.

 L'errore di Brahim Diaz dal dischetto, un tentativo maldestro di trasformazione, diventa un'illusione collettiva; così come perde significato il gol decisivo di Pape Gueye nei tempi supplementari. La Confederazione Africana di Calcio (CAF) interviene clamorosamente riscrivendo la storia: accoglie il ricorso del Marocco e assegna alla squadra nordafricana la Coppa d’Africa che il Senegal aveva conquistato sul campo a gennaio.

 Nonastante la vittoria fisica sui marocchini per 1-0 grazie a Hakimi e compagni, arriva la doccia fredda dalla Commissione d’Appello che ribalta il risultato. Nel comunicato ufficiale si legge: "In merito al ricorso della FRMF sull’applicazione degli articoli 82 e 84 del Regolamento della Coppa d’Africa CAF (AFCON), il Comitato d’Appello della Confédération Africaine de Football (CAF) ha stabilito che, in osservanza dell’articolo 84, la Nazionale del Senegal è dichiarata sconfitta a tavolino nella finale della TotalEnergies CAF Africa Cup of Nations (AFCON) Marocco 2025 con un risultato registrato di 3-0 a favore della Fédération Royale Marocaine de Football (FRMF)".

 La decisione di ritirarsi per protesta si è rivelata un punto cruciale, causando ripercussioni che si sono estese ben oltre la conclusione della partita. Ma facciamo un passo indietro. Era il 18 gennaio, un giorno che entrerà nella storia per il caos scatenatosi nei minuti finali di una partita equilibrata. Sullo 0-0, in pieno recupero, l'arbitro fischia un rigore a favore del Marocco, una decisione molto contestata dai senegalesi.

 Senza attendere autorizzazioni, la squadra africana esce dal campo in aperto segno di protesta, rifiutandosi di proseguire il gioco. Solo dopo dieci minuti, grazie all'intervento persuasivo di Mané, il Senegal torna in campo. Brahim Diaz fallisce il rigore in maniera clamorosa e, nei tempi supplementari, Pape Gueye segna il gol che regala al Senegal la vittoria e la tanto ambita coppa.

 Tuttavia, le regole parlano chiaro: gli articoli 82 e 84 del regolamento della Coppa d’Africa prevedono che una squadra che abbandona il campo senza l’autorizzazione dell’arbitro sarà automaticamente considerata sconfitta e esclusa dalla competizione. Inoltre, il mancato rispetto dei suddetti articoli comporta una sconfitta a tavolino con risultato fissato sul 3-0.

 Tale infrazione ha fornito alla nazionale marocchina una base solida per presentare ricorso contro la sconfitta subita sul campo. Da quella contestazione è scaturita una lunga serie di verifiche e discussioni che hanno portato alla recente e definitiva sentenza della CAF. Il Marocco ha ottenuto anche altre decisioni favorevoli relative alle sanzioni accessorie.

 Tra queste c'è la riduzione delle multe per comportamenti antisportivi e casi secondari legati al match. Ad esempio, nell'incidente relativo ai raccattapalle marocchini che avevano cercato di sottrarre l’asciugamano al portiere Mendy del Senegal per distrarlo, la multa inflitta è stata ridotta a 50mila dollari.

 La Commissione ha comunque confermato la responsabilità della Federazione Marocchina per tale comportamento. La nazionale marocchina, dal canto suo, ha dichiarato che l’obiettivo del ricorso non era mettere in dubbio il risultato sportivo sul campo, ma garantire l’applicazione delle norme previste dal regolamento. Tuttavia, questo sembra tutt'altro che l'epilogo definitivo della questione: dal fronte senegalese sarebbero infatti già in corso valutazioni sulla possibilità di presentare un nuovo ricorso agli organi internazionali di giustizia sportiva, incluso il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna.

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