La poesia nel metaverso secondo il poeta Francesco Nigri

Riflessione del poeta Francesco Nigri sulle evoluzioni tecnoclogiche e sulle possibilità del loro utilizzo letterario
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Il poeta Francesco Nigri, autore del libro di poesie d'amore IL SEGRETO DI EBE - Edizioni Albatros Il Filo, recentemente proposto al Premio Strega Poesia, riflette dal suo Blog www.francesconigri.it sulle evoluzioni tecnologiche e sulle possibilità che il metaverso potrà offrire in campo letterario, soprattutto relativamente alla poesia.

Nigri è convinto che con l'avvento del metaverso ci si appresta a vivere un periodo di grande cambiamento, quasi una rivoluzione. Ma che non bisogna averne paura. "Si tratta di strumenti. E come ogni strumento tutto dipende da come li si utilizzano" afferma Nigri.

E pensa subito alle positività che ne possono derivare. "Si tratta, al di là di piattaforme e spazi, di una dimensione nuova in cui poter esprimere praticamente tutto. Purtroppo anche le negatività. Ma dobbiamo prepararci alle positività. E da subito."

Sempre secondo Nigri.. "Il Metaverso sarà indubbiamente utile nella ricerca scientifica, negli studi, nelle tecniche di interventi chirurgici e di trattamenti per la salute, per esempio. E potrà essere utile anche negli ambiti letterari, trasformando l’imaging in un contesto affiancabile alla oralità e alla musicalità. Un nuovo modo di creare e produrre e realizzare ad esempio reading letterari."

Ed immagina così un teatro dotato di visori e attrezzature per il metaverso. "Un teatro in cui la poesia è immersione in una dimensione espressivamente più coinvolgente, in cui imaging, musica e versi si fondono sino a consentire riflessioni profonde e più tangibili (anche tangibili dal punto di vista fisico, tattile, visivo, uditivo), emozioni interiori da quasi vissuto che possono invogliare alla trasposizione nella vita reale di un vivere diverso, più armonico col desiderio interiore. Proprio perchè in un immaginario quasi reale provato e vissuto."

Ma Nigri non si ferma ad una riflessione: lancia un appello. "Ci apprestiamo a vivere un tempo di grande responsabilità per chi organizzerà eventi del genere. Di grande trasformazione, rivoluzione direi, per chi scriverà poesia, musiche, disegnerà e immaginerà contesti scenografici. Una grandissima responsabilità ma anche una opportunità entusiasmante. Poeti carissimi: svegliamoci. Il futuro è già alle porte. E se si ama davvero la poesia come strumento autentico (e non il blaterarci su per sola voglia di apparire e mettersi in mostra), occorre preparsi. E studiare."

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