Arte e Cultura
"Antigone" riscrittura per lampi da Sofocle, con drammaturgia e regia di Marco Martinelli e musiche di Ambrogio Sparagna, al Teatro Alighieri di Ravenna
Ravenna Festival presenta, il 28 maggio 2026, " Antigone" nella riscrittura per lampi da Sofocle, con drammaturgia e regia di Marco Martinelli e musiche di Ambrogio Sparagna, al Teatro Alighieri di Ravenna.
Antigone, messa in scena ad Atene per la prima volta nel V secolo a.C. da Sofocle, racconta il drammatico contrasto fra due modi diversi di intendere la giustizia. Il conflitto è incarnato da due personaggi: il re di Tebe, Creonte e la giovane Antigone. Il primo vieta la sepoltura di Polinice, accusato di essere nemico della patria; la seconda, sorella di Polinice, trasgredisce la legge appellandosi al diritto divino, preesistente alle leggi imposte dall’autorità pubblica.
Figura archetipica, simbolo universale di ribellione, Antigone ci riporta al nostro presente stravolto da guerre e pretese di giustizia divina, interrogando il nostro senso di responsabilità e di giustizia.
Dopo alcune commedie di Aristofane – l’ultima, Lisistrata, «colei che scioglie gli eserciti» – per inaugurare un nuovo quadriennio di collaborazione tra Ravenna e Pompei, Marco Martinelli propone per la prima volta una tragedia, Sofocle, lavorando con cento adolescenti su un’altra potente figura femminile, che disobbedisce e si rivolta contro le leggi ingiuste, e che mossa dall’amore sfida il mondo, per dare degna sepoltura al fratello Polinice contro la volontà del nuovo re di Tebe.
E allora: chi sono i tiranni e i ribelli di oggi? quale è la nostra Tebe? quali sono le ingiustizie dei nostri tempi?
Il finale di Antigone:
CREONTE " Ha la lingua insolente e il cuore coraggioso, ma è suddito e donna, non può nulla contro di me. Se solo non fossi abbandonato, se solo non dovessi essere così crudele, se solo sapessi provare ancora l’amore che Antigone prova. Forse sarei un altro uomo, forse sarei un altro re. Se solo qualcuno conoscesse il dolore che provo, se solo sapessero che mi strapperei la pelle dal viso e le unghie dalle dita, forse allora avrebbero pietà anche di me
Antigone
riscrittura per lampi da Sofocle
drammaturgia e regia Marco Martinelli
aiuto regia Valeria Pollice, Gianni Vastarella
musiche Ambrogio Sparagna
spazio e luci Vincent Longuemare
costumi Roberta Mattera
musiche eseguite da Ambrogio Sparagna e Vincenzo Core, Antonio Matrone, Alessia Salvucci, Raffaello Simeoni
assistente alla regia Vincenzo Salzano
guide teatrali Mirjam D’Ambrosio, Riccardo De Pasquale, Ines Mennella, Stefania Piedepalumbo
con la partecipazione degli adolescenti di Polo liceale “Ernesto Pascal” di Pompei, Istituto tecnico “Eugenio Pantaleo” di Torre del Greco, Istituto tecnico “Renato Elia” di Castellammare di Stabia, Liceo Artistico “Giorgio De Chirico” e Liceo “Pitagora – Croce” di Torre Annunziata
produzione Parco Archeologico di Pompei
in collaborazione con Ravenna Festival, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Collettivo LaCorsa