Politica e Istituzioni
Aspetti chiave del Referendum 2026 sulla separazione delle carriere dei magistrati
Il punto di vista e le motivazioni del No in occasione del Referendum costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati, che si terrà il 22 e 23 marzo 2026, dove il quesito chiede di confermare la riforma (“riforma Nordio”) che istituisce due distinti CSM (giudici e pm) e introduce l’estrazione a sorte per i componenti e crea una nuova Alta Corte disciplinare.
Su questo argomento il Senatore del PD Walter Verini risponde, nell’intervista, alla domanda : "Quali tempistiche e modalità attuative sarebbero previste per l'introduzione di questa riforma?"
" Mah, se vincesse il NO, come mi auguro, questa riforma morirebbe e potremmo occuparci dei problemi veri della giustizia e della sicurezza. Se vincesse il SÌ, dovrebbero essere fatti decreti attuativi ( ricordo che si cambieranno sette articoli della Costituzione ) e ci vorrebbero mesi, se non anni. E comunque sarebbe ulteriore tempo perso, rispetto alla necessità di occuparci del sistema giustizia. Dentro il quale - lo dico - c'è anche la vergogna nazionale della situazione delle carceri, che questo governo si ostina pervicacemente ad ignorare. Una vergogna, una situazione esplosiva. Vedete, chi ha sbagliato e dopo tre gradi di giudizio viene giudicato colpevole e condannato ad una pena certa, non deve essere trattato come una bestia. Lo Stato pratica la giustizia, non la vendetta. E se una persona che sconta la pena, che paga il suo debito con la società, in carcere viene rieducato, prende un diploma, impara un mestiere, quando esce non torna a commettere reati. Investire così nei trattamenti in carcere significa non solo quindi rispettare l'art.27 della Costituzione, ma anche nella sicurezza dei cittadini e della società. Cito questo, per dire che questo Governo ha freddamente e con cinismo riaperto la guerra contro la Magistratura invece di occuparsi dei problemi reali."
"E voglio aggiungere una cosa: quando la Meloni pretende di indicare alle Procure i capi di reato su cui indagare ( come ha fatto a Torino); quando la stessa pretende di censurare gli atti dovuti, il rispetto della legge nei casi del centro in Albania per i migranti o addirittura nel caso dell'ufficio Centrale della Cassazione che rispetta le norme sui quesiti referendari chiesi da 540000 cittadini, ecco, quando fanno tutto questo, già prefigurano una Politica che detta cosa fare alla Magistratura. La separazione dei poteri in una democrazia è fondamentale. Se salta questo equilibrio di pesi e contrappesi, una democrazia viene ferita".
Agenzia Stampa (Leggi tutti i comunicati)
Via del Verzaro, 19
06123 Perugia
casaglia7@gmail.com
3389723233