Pompeo Pontone: “È arrivato il momento di sviluppare un quadro normativo sull’AI”

Dopo 25 anni di esperienza nei settori della Finanza Quantitativa e dei Derivati Finanziari e una serie di progetti di Fintech e Data Science all’attivo, Pompeo Pontone si esprime sulla questione dell’intelligenza artificiale e sulla necessità di un quadro normativo a protezione dei cittadini
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Pompeo Pontone, Investor e Investment specialist, con all'attivo diversi progetti di Fintech e Data Science, fornisce la sua analisi sul complesso equilibrio tra benefici e rischi legati all'intelligenza artificiale.

L'AI nella vita di tutti i giorni: le riflessioni di Pompeo Pontone

L'intelligenza artificiale è riuscita, oltre che a farsi sempre più sofisticata, a divenire parte integrante delle piccole azioni che le persone compiono nella loro vita quotidiana. Si parla di una vera e propria rivoluzione del modo di vivere che si va modellando man mano che l'AI avanza. L'esperto evidenzia infatti come stia "modificando anche la vita delle persone comuni, ad un livello che va al di là di quanto si possa comprendere". Se un tempo tale tecnologia era utilizzata solo in alcuni campi, sono già diversi anni che è "impiegata in quasi tutti i settori dell'economia": dalle infrastrutture all'agroalimentare, dal manifatturiero alla pubblica amministrazione. Insomma, nessun ambito è escluso. Ed il fatto che oggigiorno l'intelligenza artificiale venga ormai adoperata nella maggior parte dei settori, per Pompeo Pontone indica chiaramente che sia arrivato il momento di "individuare un giusto equilibrio tra i vantaggi che derivano dall'innovazione e la protezione dei cittadini".

Pompeo Pontone: la necessità di un quadro normativo che protegga i cittadini

Recentemente è stato pubblicato un articolo sul magazine digitale "EUreporter" con un focus sulla gestione dell'intelligenza artificiale all'interno dell'Unione Europea, in modo da garantire la sicurezza dei cittadini senza frenare l'avanzamento dell'AI e precludersi quindi i benefici che ne derivano. L'unica soluzione affinché questo avvenga consisterebbe nell'elaborazione di una serie di norme ad hoc che regolino le modalità in cui persone e imprese si approcciano a tale tecnologia e il rapporto con la protezione dei dati. Pompeo Pontone ritiene infatti che sia fondamentale "sviluppare quanto prima un quadro normativo completo e chiaro sull'intelligenza artificiale", in particolar modo "nelle cosiddette applicazioni dell'intelligenza artificiale ad alto rischio". L'anno scorso, il dibattito sulla questione ha spinto la Commissione Europea a elaborare un White Paper, nel quale sono state inserite proposte di regolamentazione avanzate da tutte le parti interessate, per fornire una base al quadro normativo.

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