Alessandra Mazzi, consulente e autrice: con “Robe da Mazzi” porta la chiarezza professionale dentro la vita privata
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Nella vita professionale, insomma, è una che i meccanismi li vede bene. “Robe da Mazzi” (Abra Books, 2026) nasce proprio da questo paradosso: una donna che sa leggere le dinamiche complesse meglio di chiunque e che, nella vita sentimentale, continua a scegliere di restare un po’ di più. Non per ingenuità. Per una forma di autosabotaggio lucidissima, che è poi il tema più interessante del libro.
Dodici figure maschili attraversano le pagine, ciascuna con la propria diagnosi tardiva: non su di loro, ma sulla versione di Mazzi che ha scelto di stare accanto a ciascuno. Il libro non vuole insegnare niente, e lo dice esplicitamente fin dalla prefazione. Eppure insegna moltissimo, soprattutto a chi si riconosce in quella zona grigia tra il capire e il decidere.

La voce narrante è sempre riconoscibile, calibrata, capace di essere tagliente senza diventare amara. Vale la pena leggerlo.
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Ufficio Stampa
Cristiano Romanelli
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cris.autore@hotmail.it
