Terremoto politico a Bevagna: la maggioranza va in frantumi nel Consiglio più infuocato degli ultimi 25 anni
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(Bevagna) Non si ricordava un'aula consiliare così politicamente infuocata da almeno un quarto di secolo. Il pubblico delle grandi occasioni accorso nell'assise cittadina di Bevagna — tra cui spiccavano numerosi ed esperti ex amministratori e vecchie glorie della politica locale — ha assistito a una vera e propria resa dei conti a cielo aperto. Un consiglio comunale ad alta tensione dove, citando Alcide De Gasperi, in molti hanno pensato: «Credevo che piovesse, ma non che grandinasse!».
Il clima si è surriscaldato fin dalle prime battute con l'attacco frontale sferrato dal consigliere di Sinistra italiana Mirko Ronci. Oltre a denunciare una reiterata mancanza di trasparenza e partecipazione istituzionale, Ronci ha puntato l'indice contro il pesante incremento della TARI da 58.000 euro per il 2027. Una scelta definita inaccettabile di fronte alle difficoltà economiche delle famiglie, accusando la giunta di inasprire la pressione fiscale per rimpinguare l'avanzo libero anziché i servizi sociali. La replica della sindaca Annarita Falsacappa è stata di una durezza inusuale: accuse di assenteismo e pretestuosità che hanno costretto il Presidente del Consiglio a intervenire per sedare le scintille tra i due.
Ma il vero e proprio terremoto politico si è scatenato all'ottavo punto all'ordine del giorno: la votazione sul Documento Unico di Programmazione (DUP) 2027-2029, pilastro fondamentale per l'approvazione del bilancio di previsione. A far saltare il banco è stato l'intervento fiume del vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici, Giordano Antano. Nel ripercorrere gli investimenti per circa 7 milioni di euro già spesi sulla sicurezza delle scuole tra il capoluogo e la frazione di Cantalupo, Antano ha espresso forti dubbi sulla sostenibilità finanziaria del nuovo polo scolastico, un’opera da ben 11 milioni di euro da coprire tra mutui e finanziamenti.
L'uscita del vicesindaco ha scatenato la reazione veemente della prima cittadina. Sorpresa e infuriata per una posizione mai palesata prima in giunta su un dossier gestito dallo stesso Antano, Falsacappa ha parlato apertamente di un vero e proprio «casus belli» orchestrato ad arte per spaccare la maggioranza in vista delle elezioni amministrative del 2027.
La maggioranza non c'è più: sfiducia di fatto e manovre d'opposizione
Il momento del voto ha certificato il corto circuito e l'isolamento politico della sindaca. Voto contrario: al «no» compatto di Sinistra IItalianae della civica di centro-destra si è aggiunto l'incredibile e clamoroso voto contrario dello stesso vicesindaco Antano. L'astensione del PD e dei Socialisti: pesantissima l'astensione del Partito Democratico per bocca del segretario comunale Biagetti, mossa che nell'ambiente politico è risuonata come un vero e proprio «commissariamento» nei confronti della lista Congresso Civico. Si è astenuto anche il socialista Nardeschi dall'opposizione, accendendo un ipotetico credito politico per il futuro. Membri isolati: a difendere l'operato della giunta e votare a favore è rimasto soltanto il gruppo consiliare di Congresso Civico, ormai orfano del sostegno organico dei partiti strutturati che ne avevano decretato la vittoria.
Uno stallo surreale tra deleghe e veleni
Nonostante lo strappo clamoroso e senza precedenti, il vicesindaco Antano non ha rassegnato le dimissioni né ha restituito le deleghe ai lavori pubblici. Dal canto suo, la sindaca Falsacappa ha glissato al momento sull'ipotesi di una revoca formale, liquidandola come semplice «interpretazione» dell'opposizione. Il finale della diretta streaming lascia Bevagna in una situazione di stallo e profonda crisi politica: una maggioranza polverizzata, una giunta sfiduciata dai suoi stessi uomini chiave e una corsa verso le amministrative 2027 che si preannuncia infuocata.
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