Con “Dalla fine in poi” i MalìaTheBand firmano il loro manifesto sonoro
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Se doveste presentare l’album con una sola frase a chi ci sta ascoltando ora, quale sarebbe?
Ascoltatelo ad occhi chiusi e vedrete che la vita inizia Dalla fine in poi.
Il disco ha un andamento quasi narrativo. È stato costruito come una storia?
No, non è stato pensato come una vera e propria storia, anche se racconta una parte della mia vita. In realtà è come se fosse composto da tante piccole storie, legate tra loro ma che possono anche esistere da sole.

In studio avete seguito più l’istinto o l’idea di un suono preciso da raggiungere?
Quando ho scritto i pezzi avevo già in mente un’idea di come dovessero suonare, e alcune cose che volevo fare le abbiamo mantenute così come erano state pensate all’inizio. Poi però, in studio, tutto cambia: quando gli strumenti iniziano a incontrarsi e a dialogare tra loro nasce qualcosa di nuovo. A quel punto ci siamo lasciati guidare dall’istinto, dalle parole e dalla musica, andando anche oltre l’idea iniziale che avevo in testa.
Cosa sperate che resti nel cuore di chi ascolta “Dalla fine in poi” per la prima volta?
Speriamo resti la nostra semplicità nel raccontare le cose e l’idea che tutto può cambiare, che si può evolvere. Che la vita, anche dopo momenti difficili, può essere bella, che vale sempre la pena di essere vissuta e che i sogni possono realizzarsi quando meno te lo aspetti, proprio come sta accadendo a noi.
https://open.spotify.com/intl-it/artist/0OwJ372pbxiLm5P903TbXr
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