Confintesa Sanità Lazio: “40 milioni promessi, ma il reparto SPDC del Sant’Andrea è al collasso”
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A pochi giorni dalla Giornata Mondiale della Salute Mentale, mentre si moltiplicano proclami e promesse di investimenti per migliorare l’assistenza ai pazienti psichiatrici, la realtà che emerge dal reparto
SPDC (Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura) dell’AOU Sant’Andrea di Roma è sconcertante.
Secondo quanto denunciato da Confintesa Sanità Lazio in più note ufficiali, la struttura versa in condizioni gravi, segnate da degrado strutturale, carenze igieniche, mancanza di sicurezza per operatori e pazienti e una cronica scarsità di personale. Le segnalazioni, inviate formalmente alla Direzione dell’ospedale, sono firmate da
Alessio Minadeo, Vice Segretario Nazionale Confintesa Sanità, e
Sandra Di Blasio, Segretario Provinciale di Roma di Confintesa Sanità.
Nella nota del 13 ottobre 2025 viene descritto un quadro che, se confermato, appare incompatibile con i principi fondamentali dell’assistenza psichiatrica. Le stanze di degenza e gli spazi comuni sono in condizioni igieniche considerate insufficienti, con arredi deteriorati e ambienti poco salubri. A questo si aggiunge l’assenza di vie di fuga sicure per il personale in caso di aggressioni, un problema noto e già segnalato in passato, e la mancanza di un sistema di videosorveglianza e di allarmi adeguati a garantire sicurezza e tempestività d’intervento. A peggiorare ulteriormente la situazione vi è la gravissima carenza di operatori socio-sanitari: nel reparto è presente un solo OSS e un’ausiliaria, un organico del tutto inadeguato per la tipologia di utenza e per il livello di rischio del servizio. Anche l’organico infermieristico risulta insufficiente, soprattutto nei turni pomeridiani, con il personale spesso costretto a coprire contemporaneamente il reparto, l’ambulatorio e il day hospital, compromettendo la qualità dell’assistenza e la sicurezza di pazienti e operatori.
“Questa non è sanità degna di un Paese civile”, ha dichiarato Alessio Minadeo. “Parliamo di un reparto psichiatrico, dove la sicurezza dovrebbe essere una priorità assoluta, e invece si lavora in condizioni di degrado strutturale e con personale insufficiente. Non basta annunciare fondi: servono interventi immediati e concreti”.

A queste carenze strutturali si aggiungono criticità organizzative che coinvolgono direttamente il personale OSS. In un’ulteriore nota del 7 ottobre,
Minadeo e Di Blasio hanno denunciato turni disallineati rispetto a quelli infermieristici, un’organizzazione inefficiente del servizio OSS h24 e un utilizzo non ottimale delle risorse umane disponibili. Le nuove assunzioni, secondo Confintesa, dovrebbero essere indirizzate con priorità ai reparti più scoperti, come lo SPDC, che oggi opera quasi privo di supporto.
“Non possiamo chiedere al personale di fare miracoli”, ha sottolineato Sandra Di Blasio. “Se vogliamo garantire sicurezza e dignità, servono organici adeguati e una gestione razionale dei turni. Con un solo OSS in servizio non si assicura né assistenza né tutela per chi lavora”.
Le denunce arrivano a pochi giorni dalle dichiarazioni del Presidente della
Regione Lazio Francesco Rocca, che ha annunciato un investimento di 40 milioni di euro per potenziare la rete di assistenza psichiatrica regionale. Ma la distanza tra le parole e la realtà è profonda. Al
Sant’Andrea — come in molti altri reparti psichiatrici — operatori e pazienti si trovano quotidianamente a convivere con ambienti degradati, turni scoperti e rischi concreti per la sicurezza.
“Le parole non bastano”, ha aggiunto Minadeo. “Se la Regione intende davvero migliorare l’assistenza psichiatrica, deve intervenire subito nei reparti che oggi vivono situazioni di emergenza strutturale e organizzativa”.
Il tema della sicurezza non è nuovo. Già nell’estate 2024 un’infermiera fu aggredita nel reparto SPDC, portando alla luce criticità strutturali e gestionali mai risolte. A distanza di oltre un anno, nulla sembra essere cambiato. Per questo Confintesa Sanità Lazio chiede un intervento urgente e concreto: ristrutturazione dei locali, potenziamento degli organici, implementazione di sistemi di sicurezza e sorveglianza, formazione obbligatoria per la gestione delle aggressioni e maggiore trasparenza nella gestione dei reparti psichiatrici.
Nei giorni appena successivi alla Giornata Mondiale della Salute Mentale, il caso del Sant’Andrea assume un valore simbolico. “La salute mentale non è uno slogan da ripetere una volta l’anno”, ha concluso Di Blasio. “È una responsabilità quotidiana che si misura nella qualità delle strutture, nella sicurezza di chi lavora e nella dignità dei pazienti. E su questo oggi siamo lontanissimi da standard accettabili”.
Ufficio Stampa
Marco Bangalli
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