LOMBARDI (FI): Pista ciclabile: il Comune di Rimini sapeva di non aver diritto al finanziamento regionale e sta confidando nella benevolenza di una Giunta Regionale "amica" per limitare i danni.
Devo ringraziare l'Assessore Vecchi per la tempestiva e puntuale risposta alla mia interrogazione sulla questione del finanziamento regionale per la pista ciclabile sul lungo mare di Rimini sollevata sulla stampa dalla Consigliera Moretti. È quanto afferma il Consigliere Lombardi a margine della risposta alla sua interrogazione a risposta immediata.
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Devo ringraziare l'Assessore Vecchi per la tempestiva e puntuale risposta alla mia interrogazione sulla questione del finanziamento regionale per la pista ciclabile sul lungo mare di Rimini sollevata sulla stampa dalla Consigliera Moretti. È quanto afferma il Consigliere Lombardi a margine della risposta alla sua interrogazione a risposta immediata. Dalla risposta della Giunta ricavo tutti gli elementi di cui avevo bisogno per farmi un'idea della vicenda e perché anche l'opinione pubblica riminese si renda conto del pressappochismo con cui la Giunta Riminese si è mossa in questa occasione.
In primo luogo da parte regionale si evidenzia come il bando a cui Rimini ha fatto ricorso, è stato costruito insieme alle amministrazioni provinciali e comunali firmatari dell'Accordo dell'aria, attraverso incontri tecnici e tale bando condiviso, prevedeva piste ciclabili in sede "separata e protetta". Quindi il Comune di Rimini sapeva bene sin dall'inizio a quali requisiti si doveva attenere.
Infatti, nella risposta si evidenza come il provvedimento di revoca si sia basato sul fatto che il progetto definitivo è sensibilmente diverso dal progetto preliminare formalmente ammesso al finanziamento che prevedeva appunto una realizzazione in sede protetta, con ciò dimostrando che la Giunta Riminese sapeva bene di realizzare un'opera difforme da quella ammessa al finanziamento.
Il Comune di Rimini ha poi chiesto in data 14 aprile la sospensione del provvedimento di revoca del finanziamento, e su tale istanza la Regione, con molta "benevolenza", ha ritenuto di interessare nuovamente la commissione di valutazione del bando, per verificare se ed in quali termini sia concedibile almeno una quota parte del finanziamento.
Nella mia replica - conclude Lombardi - ho preso atto che il Comune di Rimini sapeva bene di realizzare un progetto difforme dal bando ed ho preso atto anche della particolare attenzione dimostrata dalla Giunta regionale nei confronti del' Amministrazione riminese auspicando che analoga attenzione sia stata riservata in passato e venga riservata in futuro anche ad altre Amministrazioni non politicamente affini alla giunta regionale.
Noto infine che in ogni caso anche qualora la Regione dovesse salvare parte del finanziamento, la pista ciclabile sul lungo mare costerà ai cittadini riminesi ben più di quanto previsto e che tali risorse aggiuntive saranno sottratte ad altri interventi a mio avviso certamente più necessari ma forse mediaticamente meno rilevanti per l'immagine del Sindaco Gnassi.
In primo luogo da parte regionale si evidenzia come il bando a cui Rimini ha fatto ricorso, è stato costruito insieme alle amministrazioni provinciali e comunali firmatari dell'Accordo dell'aria, attraverso incontri tecnici e tale bando condiviso, prevedeva piste ciclabili in sede "separata e protetta". Quindi il Comune di Rimini sapeva bene sin dall'inizio a quali requisiti si doveva attenere.
Infatti, nella risposta si evidenza come il provvedimento di revoca si sia basato sul fatto che il progetto definitivo è sensibilmente diverso dal progetto preliminare formalmente ammesso al finanziamento che prevedeva appunto una realizzazione in sede protetta, con ciò dimostrando che la Giunta Riminese sapeva bene di realizzare un'opera difforme da quella ammessa al finanziamento.
Il Comune di Rimini ha poi chiesto in data 14 aprile la sospensione del provvedimento di revoca del finanziamento, e su tale istanza la Regione, con molta "benevolenza", ha ritenuto di interessare nuovamente la commissione di valutazione del bando, per verificare se ed in quali termini sia concedibile almeno una quota parte del finanziamento.
Nella mia replica - conclude Lombardi - ho preso atto che il Comune di Rimini sapeva bene di realizzare un progetto difforme dal bando ed ho preso atto anche della particolare attenzione dimostrata dalla Giunta regionale nei confronti del' Amministrazione riminese auspicando che analoga attenzione sia stata riservata in passato e venga riservata in futuro anche ad altre Amministrazioni non politicamente affini alla giunta regionale.
Noto infine che in ogni caso anche qualora la Regione dovesse salvare parte del finanziamento, la pista ciclabile sul lungo mare costerà ai cittadini riminesi ben più di quanto previsto e che tali risorse aggiuntive saranno sottratte ad altri interventi a mio avviso certamente più necessari ma forse mediaticamente meno rilevanti per l'immagine del Sindaco Gnassi.
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