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L'Associazione Transdolomites sollecita una visione di futuro ampia per gli Impianti a fune in Val di Fassa

L'importanza della ferrovia Trento-Penia : come concretizzarne la visione. La riorganizzazione aziendale degli impianti a fune nel centro Fassa tra le funivie Buffaure spa e Catinaccio Impianti a Fune spa che ha dato vita alla Catinaccio Buffaure spa Società Benefit e l’entrata in servizio del nuovo impianto di risalita di collegamento tra Campitello e Col Rodella dimostrano la volontà di preparare le società impianti di risalita ad affrontare nuovi scenari per il futuro.
Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - trasporti)

La riorganizzazione aziendale degli impianti a fune nel centro Fassa tra le funivie Buffaure spa e Catinaccio Impianti a Fune spa che ha dato vita alla Catinaccio Buffaure spa Società Benefit e l’entrata in servizio del nuovo impianto di risalita di collegamento tra Campitello e Col Rodella  dimostrano  la volontà di preparare le società impianti di risalita ad affrontare  nuovi scenari per il futuro.

Investimenti ed obiettivi così importanti non possono però limitarsi ad un approccio localistico. Stiamo assistendo ad importanti cambiamenti nel settore del turismo, della mobilità ma non solo.

Anche  il  clima sta cambiando ovunque e questo  deve essere di stimolo per affrontare sfide importanti.

Ancora una volta ci è  di esempio la Svizzera con il progetto “ Kompass Schnee” presentato lo scorso mese di novembre.  Vuole essere una guida nell'orientamento strategico e negli investimenti futuri. Si basa su previsioni climatiche scientificamente fondate, in base alle quali delineare tendenze e relativi provvedimenti a seconda del loro impatto.

Tra i partner di Kompass Schnee  troviamo Svizzera Turismo, l'Associazione svizzera dei manager del turismo (ASTM),le principali associazioni turistiche svizzere e partner del mondo scientifico, del turismo, dell'amministrazione e della politica.

In Svizzera, ( e lo vediamo molto bene anche da noi) con l'aumento delle temperature, l'isoterma di zero gradi sale, riducendo la  prospettiva di trovare piste innevate. Gli inverni si accorciano, nevica meno e, soprattutto a bassa quota, in molti luoghi ci si chiede se in futuro sarà ancora possibile offrire ai turisti piste di buona qualità. I dati di MeteoSvizzera e il supporto del Politecnico federale di Zurigo (ETH), nel progetto citato cercano di mostrare l'andamento delle nevicate e le possibilità di innevamento artificiale in 23 regioni montane svizzere.

Con pochi clic è possibile trovare previsioni sulla sicurezza della presenza di neve fino al 2050, inserendo parametri relativi all'altitudine di una destinazione, selezionando la regione corrispondente e l'orientamento del terreno. Un altro strumento mostra, inserendo ulteriori parametri, come dovrebbe evolversi il potenziale di innevamento delle piste da sci nei prossimi anni.

Nell'ambito di «Kompass Schnee» sono stati definiti tre ambiti strategici: «Strategia A - Continuare con gli sport sulla neve», «Strategia B - convivere con condizioni di innevamento incerte» e «Strategia C - compensare con le altre stagioni». Anche se non è ancora possibile definire quante località sciistiche svizzere rientrino in ciascuna categoria, in molti luoghi è già visibile una maggiore attenzione al turismo estivo.

Ciò non significa che il turismo invernale scomparirà ma sta cambiando e gli investitori anche da noi dovranno far i conti con realismo e senso di programmazione strategica

In questo contesto la ferrovia si inserisce con prepotenza come colei che sempre più fungerà da collante tra inverno, primavera, estate, autunno. Queste ultime le  “ tre buone stagioni “fino ad alcuni anni erano tra le meno considerate a favore dell’inverno.

  Se da un lato fa riflettere la progressiva scarsità di neve , dobbiamo riflettere seriamente  su come nelle città di pianura le sempre più  mortali ondate di calore da anni spingono i cittadini alla ricerca di località più respirabili.

Ecco allora che la ferrovia diventa il cordone ombelicale che collega le pianure alla montagna favorendo ( dove presenti) i trasferimenti potendo fare a meno delle automobili.

Due piccioni  con una fava; se da un lato la ferrovia garantisce 365 giorni all’anno la raggiungibilità tra le diverse altitudini, la transizione dalla gomma al ferro permette di ridimensionare i flussi di traffico e ridurre le emissioni del settore dei trasporti.

Il problema ora non è quello di rimpiangere quello che si è perso ( vedi la Ora-Predazzo) ma prendere il toro per le corna e programmare da subito il da farsi.

Per le Valli dell’Avisio possiamo fare un salto di qualità tra la visione teorica alla concretizzazione dell’infrastruttura? Per Transdolomites la risposta è SI!!!!!

Come? Sezionando il progetto della ferrovia Avisio in lotti funzionali intervenendo dove maggiore è la pressione di traffico e dove il treno potrà creare le connessioni tra paesi e impianti a fune ossia tra  Castello di Fiemme e Penia-

 

  • Su questa tratta possiamo individuare dei lotti minori che allo stesso tempo siamo funzionali realizzabili su più punti in Val di Fiemme e Val di Fassa che progressivamente andranno a unirsi .
  • Quanto sta avvenendo nel mondo degli impianti di risalita in Val di Fassa crea la condizione ottimale per avviare la progettazione del primo lotto ferroviario  tra Campitello e Penia . Collegare Campitello -Canazei – Alba-Penia e di conseguenza le stazioni a valle degli impianti a fune con una ferrovia a binario unico “ Libererebbe “ questa porzione di territorio  da una importante quantità di  traffico che ha come destinazione gli impianti e i paesi. Un servizio su ferro accessibile per residenti e turisti. Tratta che come tempo di realizzazione ( burocrazia esclusa ) si potrebbe vedere alla luce in 3-4 anni.
  • Quello che si potrà realizzare è una infrastruttura essenziale con linea ferroviaria a raso, priva di linea elettrica di trazione perché si potranno utilizzare treni a batteria: affidabili, privi di emissioni, e volendo anche a guida automatizzata. Per ottimizzare l’investimento si può ipotizzare una stazione di ricarica degli accumulatori a Penia o la ricarica rapida che avvenga  nel momento in cui il treno opera le fermate di servizio.
  • Con l’allungamento della linea ferroviaria sull’asse Penia-Castello la linea elettrica di trazione andrà realizzata ma potrà essere discontinua permettendo di fare tratto di linea con batteria e altri  con linea aerea utilizzando il pantografo.
  • Questo prima tratta rappresenterebbe un unicum per la regione dolomitica

 

  • Più si allunga la linea più crescono le motivazioni a utilizzare il treno e maggiori sono le condizioni del ritorno dell’investimento. La costruzione della linea in val di Cembra per collegarsi a Trento benchè impegnativa è strategica per connettere le valli dell’Avisio alla città di Trento e linea ferroviaria del Brennero. Essere connessi al Corridoio del Brennero è la condizione fondamentale   per accedere al cofinanziamento europeo.

 

  • Conclusione ; il problema non sono i soldi ma la volontà di cambiare.  Come ebbe a dire Nelson Mandela “ Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso” mentre venendo in Trentino, Alcide De Gasperi ebbe a dire “ politica vuol dire realizzare”

 

INFO

Massimo Girardi, Presidente di Transdolomites

Cell. 320.4039769

www.transdolomites.eu

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