I Premi del Concorso internazionale di lungometraggi FFDUL25- Film Festival Diritti Umani Lugano XII edizione, 12 - 19 ottobre

Premio della Giuria al Miglior Film LETTERS FROM WOLF STREET di ARJUN TALWAR PREMIO ONG, assegnato quest’anno da Amnesty Svizzera, HOW TO BUILD a "LIBRARY" di MAIA LEKOW e CHRISTOPHER KING PREMIO DEL PUBBLICO promosso dalla città di Lugano con la collaborazione di Banca Stato al film "PROMIS LE CIEL" di ERIGE SEHIRI MENZIONE SPECIALE della GIURIA a "MY DEAR THÉO" di ALISA KOVALENKO
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Sabato 18 ottobre 2025, alle 20.30 al Cinema Corso, la consegna dei premi del Concorso  internazionale FFDUL24, giunto alla sua terza edizione. Nato per ampliare lo sguardo sui Diritti  Umani attraverso il linguaggio universale del cinema, il Concorso riunisce opere provenienti da tutto  il mondo, scelte per la forza con cui riescono a trasformare storie individuali in riflessioni collettive.  Tra generi, linguaggi e prospettive diverse, il Concorso continua a crescere, offrendo al pubblico un  viaggio tra visioni capaci di interrogare, emozionare e lasciare un segno profondo. 

Questi i premi assegnati per il Concorso internazionale di lungometraggi FFDUL25: 

PREMIO DELLA GIURIA AL MIGLIOR FILM 

Letters from wolf Street di Arjun Talwar 

Replica: domenica 19 ottobre, al Cinema Corso, alle ore 14.30. 

PREMIO ONG assegnato quest’anno Amnesty Svizzera 

How to build a library di Maia Lekow e Christopher King 

Replica: domenica 19 ottobre, al Cinema Iride, alle ore 16.30. 

PREMIO DEL PUBBLICO promosso dalla Città di Lugano con la collaborazione di Banca Stato Promis le ciel di Erige Sehiri 

Replica: domenica 19 ottobre, al Cinema Iride, alle ore 18.30. 

MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA  

My dear Théo di Alisa Kovalenko 

Le repliche dei tre premi principali sono previste durante la giornata di domenica 19 ottobre,  al Cinema Corso e Cinema Iride.

www.festivaldirittiumani.ch 

I PREMI 

PREMIO DELLA GIURIA al MIGLIOR FILM 

La giuria, composta dalla co-direttrice editoriale del FIFDH di Ginevra Laila Alonso Huarte, dal  montatore cinematografico Catălin Cristuțiu, e dalla giornalista - membro della European Film  Academy e della FIPRESCI - Alin Tasciyan, ha valutato gli otto film in Concorso e ha assegnato il  premio della Giuria al miglior film a Letters from wolf Street di Arjun Talwar, consegnato al  produttore Gregor Streiber, con la seguente motivazione: 

La Wolf Street di Varsavia, che dà il titolo al film, è un microcosmo dell'Europa di oggi, visto attraverso  gli occhi di un regista indiano che vi abita. Questo documentario autobiografico che riflette le sue  esperienze, osservazioni e senso dell'umorismo in un mondo pieno di contraddizioni, ricorda le opere  di grandi maestri come Agnès Varda e Jonas Mekas. 

La giuria ha deciso di assegnare, inoltre, una menzione speciale a My Dear Théo di Alisa Kovalenko  con la seguente motivazione: 

“My Dear Théo ha una qualità documentaristica autentica che ci porta al fronte, in Ucraina, e ci fa  stare tra i volontari che hanno sacrificato la loro vita in difesa del loro Paese. La parte più  impressionante di questo documentario è che è stato realizzato da una madre che ha preso la  coraggiosa decisione di separarsi da suo figlio per difendere la sua patria.” 

La replica di Letters from wolf Street è prevista per domenica 19 ottobre, al Cinema Corso, alle  ore 14.30. 

PREMIO ONG  

How to build a library di Maia Lekow e Christopher King ha vinto il Premio ONG, assegnato  quest’anno, e per le prossime due edizioni, da Amnesty Svizzera. 

Si consolida, così, la collaborazione in nome di una missione comune: promuovere e proteggere i  diritti fondamentali - ovunque nel mondo. Un impegno che si fa sempre più urgente e necessario in  un contesto internazionale drammatico, che vede quotidiane violazioni dei diritti umani, il cui ruolo  cruciale è ciecamente messo in discussione da più parti. 

La giuria composta da Maria Mbit (cineasta, sociologa, ricercatrice e attivista), Sarah Rusconi (giornalista, dal 2009 è la portavoce della Sezione svizzera di Amnesty International nella Svizzera  Italiana), Natalie Wenger (giornalista, è responsabile tematica per la regione Africa e Medio Oriente  per Amnesty International Svizzera), Federico Franchini (giornalista) e Mete Seven (regista  indipendente) ha decretato che: 

“How to Build a Library” esplora l'evoluzione di un'iniziativa culturale affrontando temi cruciali quali le disuguaglianze strutturali, l'incuria dello Stato e il percorso di decolonizzazione in corso. Il film presenta una narrazione ricca di sfumature sulla resistenza e la partecipazione culturale, sottolineando l'importanza dell'articolo 27 della Dichiarazione universale dei diritti umani e dell'articolo 15 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, entrambi volti a proteggere diritti fondamentali spesso trascurati e sottofinanziati dai governi. 

In questo contesto, la biblioteca rappresenta uno spazio fondamentale per la conoscenza, l'impegno culturale e la conservazione dei traumi storici. Essa trascende la sua mera funzione, incarnando la partecipazione pubblica e la documentazione storica. La negligenza dello Stato nei confronti di questa istituzione culturale simboleggia una più ampia negazione delle ingiustizie storiche, che spesso sfocia in un'amnesia postcoloniale. Questa negligenza ostacola il percorso di condivisione e superamento delle ferite del colonialismo da parte della comunità, impedendo la ricerca di riparazioni e di un futuro inclusivo. 

Le protagoniste - due donne forti, indipendenti e determinate - rappresentano un esempio di resistenza contro il silenzio della società, assumendo un ruolo attivo nella difesa di verità, memoria e

www.festivaldirittiumani.ch 

giustizia a nome delle loro comunità. Lavorano per trasformare la biblioteca in un centro di resistenza, creatività e cura, dimostrando il potere della memoria collettiva nel contesto di fallimenti sistemici. I loro sforzi illustrano anche il costo personale dell'attivismo in un contesto di abbandono da parte dello Stato. 

La biblioteca diventa emblematica dell'eredità coloniale e del fallimento delle autorità, intrecciando lotte culturali e civiche. Questa connessione raggiunge il culmine con le proteste della Generazione  Z in Kenya, tuttora in corso, a sottolineare come la rinascita della biblioteca e la lotta contro le disuguaglianze siano espressioni del medesimo, più ampio, movimento per la giustizia. 

La replica del film è prevista per domenica 19 ottobre, al Cinema Iride, alle ore 16.30. 

PREMIO DEL PUBBLICO 

A Promis le ciel va il Premio del Pubblico, consegnato da Roberto Badaracco, Vicesindaco e  capo Dicastero cultura, sport ed eventi della Città di Lugano. Il premio, promosso proprio dalla  Città di Lugano, con la collaborazione di BancaStato, simboleggia il legame e la fiducia tra il Festival  e il suo pubblico che, anche quest’anno, ha partecipato attivamente alla votazione in tutte le giornate  dedicate al concorso.  

La replica del film è prevista per domenica 19 ottobre, al Cinema Iride, alle ore 18.30. 

ELENCO REPLICHE 

PREMIO DELLA GIURIA COME MIGLIOR FILM 

Letters from Wolf Street di Arjun Talwar 

domenica 19 ottobre, al Cinema Corso, alle ore 14:30 

PREMIO ONG assegnato da Amnesty Svizzera  

How to build a library di Maia Lekow e Christopher King 

domenica 19 ottobre, al Cinema Iride, alle ore 16:30. 

PREMIO DEL PUBBLICO  

Promis le ciel di Erige Sehiri 

domenica 19 ottobre, al Cinema Iride, alle ore 18.30. 

INFO su tutti i film in concorso 

https://www.festivaldirittiumani.ch/it/programma/film/concorso 

IL FESTIVAL E LE COLLABORAZIONI 

Il festival 2025, con la co-direzione di Antonio Prata e Margherita Cascio e la presidenza di  Roberto Pomari, e fortemente voluto dalla Fondazione Diritti Umani di Lugano, rinnova inoltre  le collaborazioni con associazioni e ONG locali e internazionali. 

Il Film Festival Diritti Umani Lugano, inoltre, ha costituito nel 2015 il network nazionale dei Film  Festival e Forum sui Diritti Umani, insieme a FIFDH di Ginevra e Human Rights Film Festival  Zurich. Oltre confine, il festival collabora con il Festival dei Diritti Umani di Milano.

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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