Tre Anime in Cammino: Prima Ed Originale Fatica Editoriale di Antonio Degl'innocenti

Antonio Degl' Innocenti è una delle figure più vivaci del panorama culturale, giornalistico in particolare, del Valdarno. Laureato in storia contemporanea, ha alle spalle un curriculum di tutto rispetto a livello giornalistico, sia come carta stampata che come conduzione televisiva. Di recente ha portato a termine la sua prima fatica editoriale: Tre anime in cammino. Maschere, codici e note, Ed. Masso delle Fate. Lo abbiamo intervistato per introdurci al meglio dentro la sua pubblicazione.
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Firenze, (informazione.news - comunicati stampa - editoria e media)

In questo libro sono descritti personaggi molto diversi, tutti dalla biografia intensa e, per certi versi, spettacolare. Cosa li accomuna?

La passione e la motivazione che hanno messo nel loro viaggio terreno. I tre protagonisti — Aldo Berti, Guido Brogelli e Bruno Tosi — non si sono mai incontrati, hanno vissuto in luoghi differenti e operato in campi del tutto distinti. Eppure, ciò che li avvicina, o almeno questa è stata la mia percezione, è la forte spinta al riscatto: il voler perseguire con tenacia i propri interessi. Un aspetto che considero oggi fondamentale. Tutti e tre nascono nella prima metà del 900 in periodi difficili per il nostro Paese: chi ha guardato la guerra negli occhi, chi è stato perseguitato dalla dittatura, chi era orfano. Nonostante le avversità, ho trovato nelle loro vite qualcosa di avvincente e, direi, spettacolare.

Entriamo nello specifico di Aldo Berti, suo compaesano, che lei definisce "l'altro volto dei film western"...

Per molti miei compaesani Aldo era ricordato semplicemente come una "comparsa dei film western", ma era tutt’altro. Nascondeva una vita di ricerca personale non comune. Una figura mai banale che, con le proprie capacità, riuscì a entrare nel giro degli attori del genere dell'epoca. Tuttavia, la sua anima era inquieta; la sua ricerca non era dedicata solo alle cose terrene come il denaro, i viaggi o la dissolutezza. Ad Aldo non era mancato nulla di ciò che il mondo può offrire, ma la sua destinazione era un'altra. Non è un caso che, a un certo punto, lasci il cinema per dedicarsi a una dimensione differente. Era uno spirito libero in cerca di pace, con una storia che a tratti definirei poetica.

La figura più intrigante è quella di Brogelli, dalla vita avventurosa e, direi, criptica.

Lui è uno dei personaggi più singolari nei quali mi sia imbattuto. La sua vita è un "giallo" ancora carico di ombre. Ha vissuto in America sotto falso nome per anni; perseguitato dall’FBI, ha condiviso la cella con Julius Rosenberg in persona. Forse — ma di questo non ho certezza assoluta — si tratta dell’unico italiano implicato nel caso che costò la sedia elettrica ai coniugi Rosenberg. Archeologo, scrittore e giornalista, la vita di Guido è un susseguirsi di eventi intricati. Il suo racconto offre uno spaccato del secolo scorso davvero fuori dal comune.

Infine lei presenta un grande eclettico, Bruno Tosi: legato al mondo del giornalismo e delle arti, nutriva quasi una venerazione per Maria Callas.

Bruno possedeva un carisma incredibile. L'ho conosciuto personalmente e ne rimasi folgorato. Riuscì a trasmettermi in poco tempo un amore sincero per la musica, per la Callas e per la sua adorata Venezia. Prima di incontrarlo, ero piuttosto ignorante in ambito musicale e conoscevo Venezia solo per studi accademici; dopo aver parlato con lui, tutto ha assunto un sapore diverso. Era un giornalista che aveva dedicato l’intera vita alla musica, portando in tutto il mondo la sua mostra dedicata alla "Divina". Ha contribuito in maniera incisiva, con una sorta di devozione, alla sua città e al Carnevale. Pensate che fu lui la mente della “Festa delle Marie”. Per lui Venezia era un grande palco... e che palco! Nonostante le difficoltà, non è mai venuto meno al suo impegno, sempre con il sorriso sulle labbra.

In conclusione, qual è la lezione umana che si può trarre da questi tre personaggi?

Che la vita ha bisogno di motivazione per essere vissuta pienamente; ha bisogno di mete che riempiano lo spirito, la mente e il cuore. Oggi viviamo un’epoca spesso segnata dal solo perseguimento dei beni materiali, pensando che possano appagare lo spirito. Aveva ragione Dickens quando, in Canto di Natale, descriveva le catene che ci costruiamo in vita come l'avidità e l'isolamento. Oggi tutto ciò sembra un male ricorrente, a cui ci siamo quasi assuefatti. Le storie di questi tre uomini sono state per me una spinta alla riflessione: persone nate nelle difficoltà che sono riemerse forgiate nello spirito, capaci di orientare la propria esistenza con volontà. Anche se sconosciuti al grande pubblico, ci ricordano che ognuno va giudicato per quello che è, non per quello che ha.

Come anteprima, può accennare ai lettori i prossimi appuntamenti?

La prima presentazione, grazie alla disponibilità del Comune di Rignano, si terrà nella sala del Consiglio Comunale venerdì 13 febbraio alle ore 18:30. Sarà un momento speciale, essendo il mio paese natale e quello di Aldo Berti. Proseguiremo a Montelupo l’11 marzo alle ore 17:00 presso l’Auser, e poi a Firenze il 26 maggio, presso la prestigiosa sede della FUA (Florence University of the Arts), in un evento organizzato dall’associazione Consonanze (ore 18:00). Altre date sono in programmazione in diverse zone, inclusa ovviamente Venezia. Ci auguriamo di poter organizzare qualcosa anche a Roma entro l’anno. Per rimanere aggiornati potete seguire la pagina Instagram "Tre anime in cammino" cercandola direttamente o cliccando sul seguente link: https://www.instagram.com/treanimeincammino?igsh=MTJ4ZWtscDk1ejc1aw%3D%3D&utm_source=qr

Il libro di Antonio Degl' Innocenti presenta, a nostro parere, un pregio fondamentale che ci preme  sottolineare: la vita, sia personale che professionale, si costruisce attraverso alcuni punti fermi che la rendono unica ed originale. E parliamo di volontà ferrea, culto della libertà, progettualità pura e ,soprattutto, amore per l'essere e non per l'avere.

Franco Banchi

 

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