L’arte nei luoghi dell’acqua: al MAF di Milano il Festival che trasforma i depuratori in musei viventi
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Sotto la direzione artistica di Ornella Piluso, artista e fondatrice del progetto, il Festival propone un’articolata serie di iniziative che pongono l’accento sulla relazione tra arte, ambiente ed energia, ispirandosi al tema 2025: “Il sogno circolare”. Una visione poetica ma concreta, che immagina il ciclo delle acque come metafora di rigenerazione culturale e collettiva.
Musei che sognano, arte che cammina
Tra i momenti principali in programma, l’incontro di apertura dal titolo “Quando il MAF sogna: i musei possono sognare?” vedrà protagonisti studiosi, critici d’arte, curatori e filosofi in un confronto sulle nuove frontiere della museologia, con l’intervento di esponenti del mondo accademico e culturale come Rolando Bellini, Maria Fratelli, Giuseppe Oreste Pozzi e Stefano Bruno Galli.
Seguirà “La nascita della bellezza”, una performance di danza firmata TEATROSCIENZA, con la danzatrice Elena Pavoni, inserita nel palinsesto del Fringe Milanooff. Lo spettacolo sarà replicato anche nella giornata di sabato.
La “Performance del Tubo”: 80 metri di arte partecipata
Uno dei momenti più attesi è la “Performance del Tubo”, prevista nel pomeriggio di venerdì 19 settembre: un’azione collettiva che coinvolgerà il pubblico e oltre 40 artisti contemporanei nel trasporto simbolico di un grande tubo fognario, trasformato in scultura itinerante. L’opera, lunga 80 metri, diventa simbolo del ciclo dell’acqua e della trasformazione attraverso l’arte.
La performance, a cui parteciperà anche il maestro Michele Sangineto, attraverserà il paesaggio del MAF tra installazioni e scorci rigenerati, dando forma a un “fiume umano” che restituisce valore simbolico al gesto quotidiano della depurazione.

Un’installazione che connette: “Il tubo si ferma, il sogno continua”
Il sabato sarà invece dedicato alla fase installativa del tubo: l’opera sarà posizionata lungo la rete di recinzione che collega il MAF al sentiero del Parco della Vettabbia. L’intervento site-specific si configura come la terza edizione del progetto “Arte in rete”, e si propone di ridefinire il concetto di confine trasformandolo in connessione visiva e culturale tra industria e paesaggio.
Un museo fuori dai canoni
Con decine di installazioni permanenti firmate da artisti italiani e internazionali, il MAF – Museo Acqua Franca è oggi un caso studio nel panorama museale europeo: un museo diffuso, inserito in un contesto produttivo e ambientale, che mette in dialogo tecnologia, arte pubblica e cittadinanza attiva.
Come sottolinea Ornella Piluso, “i depuratori sono le nuove cattedrali della natura, luoghi simbolici dove si compie una trasformazione fondamentale, non solo dell’acqua, ma del nostro sguardo sul mondo.”
Arte, ambiente, partecipazione
Il Festival Internazionale dei Depuratori rappresenta oggi una delle esperienze più innovative di arte ambientale in Italia. Un progetto che, attraverso il linguaggio universale dell’arte, invita a ripensare lo spazio urbano, i luoghi della tecnica e il nostro stesso rapporto con le risorse naturali.
Per il programma completo e informazioni:
www.artedamangiare.it
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Depuratore di Milano Nosedo, Via S. Dionigi 90, Milano
Ufficio Stampa
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