Violenza donne: Eures, uccisa 1 donna ogni 3 giorni Allarme sicurezza giovanissime per 9 su 10 - Trojano:"Confidarsi con conoscente e denunciare subito"
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Sempre più preoccupanti i casi di femminicidio in Italia nella Giornata per l'eliminazione della violenza contro le donne: 91 vittime a ottobre 2020 . In Italia 1 donna viene uccisa ogni 3 giorni e la pandemia fa crescere il numero di violenze. Ma la violenza non è solamente fisica, molteplici sono le tipologie di attacchi verso le donne: psicologici, sessuali, stalking, mobbing, violenza assistita, violenza economica, ecc. In 4 casi su 5 l'omicida è convivente e la casa è il luogo dove nella maggior parte delle volte avvengono le violenze.
Con l'introduzione di 4 nuovi reati del Codice Rosso - violazione misure di protezione per vittime, costrizione al matrimonio, revenge porn, sfregi permanenti - 3932 nuove indagini sono state aperte. Ma
Ma anche le ragazze e le adolescenti sono vittima di violenza: 9 giovani su 10 non si sentono al sicuro secondo l'Osservatorio indifesa di Terre des Hommes e ScuolaZoo. Più di 3 adolescenti su 3 dichiarano di aver avvertito personalmente disagio da comportamenti, commenti o avances da parte di adulti. Il 70% dichiara di aver subito molestie o apprezzamenti sessuali, quasi una su tre è stata palpeggiata in luoghi pubblici (31%). Tra minacce, molestie palpeggiamenti il 40-50% dei casi ha fatto finta di nulla per paura o per vergogna.
Così spiega Marianna Trojano, Psicoterapeuta e responsabile dell'Area Psicologica della sede Campana dell' Osservatorio Violenza e Suicidio: "Il sesso femminile è nonostante tutto, ancora percepito come il sesso debole, e lo dimostrano tutti quegli episodi nei quali ogni qualvolta una donna è vittima di maltrattamento e abusi emergono espressioni come "se l'è scelto lei" o "se l'è cercata", quasi la donna debba assumersi la colpa di un qualcosa che è avvenuto a suo danno ma che si da per scontato sia stato provocato da lei stessa."
"Un tempo si parlava di "delitto d'onore", finalizzato a preservare, tutelare e ripristinare la dignità familiare. Ora invece si parla di "delitto passionale" ma non è cambiato molto dal momento che il principio causale è similare. Si tratta pur sempre di delitti dove il "movente" è il sentirsi traditi, umiliati per aver perso il controllo su ciò che veniva percepito come di propria proprietà, incapace di pensiero, di decisioni autonome e privo di libertà di espressione.
Molti femminicidi, specie quelli commessi dagli ex partner, sono perpetrati da uomini deboli, fragili, insicuri, incapaci di elaborare il "lutto della separazione" che viene percepito come abbandono. E a fronte dell'abbandono si sentono quasi in diritto di ledere e distruggere l'identità e la reputazione di quella che allora era di proprio dominio".

La Dott.ssa Marianna Trojano Psicoterapeuta e responsabile dell'Area Psicologica della sede Campana dell' Osservatorio Violenza e Suicidio
"Da qui l'uso del Web sembra essere diventato lo strumento "mortificante", più veloce e immediato ma che al contempo può generare effetti e conseguenze devastanti e drammatiche sul piano psicologico tanto da amplificare gli atti vendicativi e punitivi per un amore non corrisposto secondo le proprie aspettative, negato o deluso".
"Il fenomeno del cosiddetto "Revenge Porn", definito anche "pornovendetta" è un reato, ovvero una forma di abuso sessuale tramite la diffusione di immagini o video intimi di una persona senza il suo consenso, attuato sia on-line che off-line e può intaccare la sfera psicologica, intima, personale, sociale e professionale di una persona anche a distanza di anni.
"Questa Azione lesiva può essere così tanto pericolosa da indurre la persona a percepirsi come inerme, impotente ed annientata tanto da non vedere più alcuna forma di via d'uscita, se non quella di rinunciare alla vita. Ecco perché è fondamentale sensibilizzare la nostra società, a partire dalle fasce più giovani, ad una cultura del rispetto, per combattere lo stereotipo di genere che ha fatto e continua a fare molte vittime".
"E' fondamentale dunque sensibilizzare la nostra società, con l'ausilio delle istituzioni scolastiche, ad attività volte promuovere una cultura del dialogo verbale scevro da pregiudizi e giudizi, e impregnato di empatia. L'Osservatorio Violenza e Suicidio è attivo su tutto il territorio nazionale mediante l'istituzione e la collaborazione di varie sedi regionali volte ad offrire supporto psicologico e legale a chiunque senta il bisogno di dar voce ad una forma di malessere e disagio vissuta sulla propria pelle e senta il bisogno di essere aiutato".
Contatti:
Dott.ssa Marianna Trojano Psicoterapeuta e responsabile dell'Area Psicologica della sede Campana dell' Osservatorio Violenza e Suicidio
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