Riccardo Muti e l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini a Ravenna Festival 2025

La Sinfonia da I Vespri Siciliani di Verdi, la Sinfonia N. 4 di Mendelssohn e la N. 5 di Beethoven: una esecuzione raffinata di un programma che è una scelta di opere di confine, per una riflessione sull'oggi
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 La Sinfonia da I Vespri Siciliani di Giuseppe Verdi per l'apertura del Concerto di Ravenna Festival 2025 al Pala de Andrè tutto esurito, Sabato 5 Luglio, con Riccardo Muti sul podio dell'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini.

 Un attacco rapido per una esecuzione che esalta lo slancio ritmico della Sinfonia, capace di investire d’immediatezza teatrale ogni angolo della partitura.

Così si coglie pienamente la specificità di un’opera che, nell’arte di Verdi, si colloca all’inizio della svolta cruciale verso una nuova fase creativa. L’unità del vasto arco formale si coniuga dunque con la minuzia dei dettagli con quella tensione narrativa propria dello stile verdiano in quella convivenza di vecchio e nuovo che costituisce il fascino tutto speciale dei Vespri. Il tutto come indicativo della capacità di Muti di metterne in rilievo, con grande equilibrio formale, l’architettura grandiosa e insieme di coglierne i contrasti interni in un mirabile gioco di chiaroscuri.

A seguire, la Sinfonia n. 4 in la maggiore, op. 90 (MWV N 16) di Felix Mendelssohn-Bartholdy detta "Italiana", in quanto scritta durante il viaggio di formazione che il compositore fece nel nostro Paese tra il 1830 e il 1831.

Qui l'Orchestra Giovanile Cherubini ha saputo unire, come Riccardo Muti oggi ci insegna, quell'insieme di chiarezza classica e di espressione romantica che caratterizzano la sinfonia,, con grande sensibilità poetica.

Infine, la scelta di Riccardo Muti della Sinfonia N. 5 di Ludwig van Beethoven, scelta che riporta alla memoria una grande incisione del maestro Muti alla guida della The Philadelphia Orchestra (EMI Classics), scelta che è, sotto vari aspetti, significativa, densa di ricordi storici.

L'attacco della sinfonia fu usato dalle trasmissioni in italiano di Radio Londra durante la seconda guerra mondiale, in quanto, in codice Morse, tre punti e una linea formano l'iniziale V di Victory, le quattro note introduttive sono molto famose nella cultura pop, mentre il primo movimento è stato inserito nel disco d'oro di oltre cinque ore di durata contenente suoni e immagini della Terra e dell'umanità conservato nelle sonde spaziali USA.

 Una esecuzione raffinata che ha chiuso un programma che è una scelta di opere di confine, senza tempo, terreno di riflessione sull'oggi, sulla speranza di in mondo nuovo, di pace, affidato anche alla forza ed alla speranza dei giovani.

 Foto all. di- Gabriele Semprini

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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