Referendum costituzionale: le ragioni del nostro NO

Lo scorso Giugno si è svolto a Roma il Convegno “Italia Repubblica precaria” organizzato dal Forum Diritti Lavoro e da USB.
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Attraverso l'intervento di costituzionalisti, professori universitari, giuristi ed avvocati, ha disegnato ed argomentato le ragioni del nostro NO al Referendum sulle modifiche alla Costituzione che si svolgerà probabilmente a Novembre.

Di quel Convegno si sono riprodotti gli atti che costituiscono il numero 0 di una rivista che dovrebbe accompagnare d'ora in poi l'attività del Forum Diritti Lavoro.

Il lavoro è stato prodotto sia a livello cartaceo, sia informaticamente e sotto trovate il collegamento alla versione on line.

Riportiamo di seguito parte dell'introduzione alla pubblicazione.

… I detrattori quanto i sostenitori delle politiche neo liberiste concordano, tutto sommato che il processo di revisione costituzionale è datato a partire dalle prime riforme sul lavoro. Questo processo ha origini nella stagione del berlusconismo e non s’interruppe mai, neppure coi governi Prodi. Ha continuato il suo cammino, allargando lo spettro della sua azione, fino a entrare con prepotenza -senza trovare ostacoli da parte di Cgil, Cisl e Uil, né opposizione del centrosinistra -nel welfare: sono stati presi di mira la sanità, la scuola, la previdenza. Il lavoro e il welfare sono stati veri e propri campi di battaglia delle politiche neoliberiste........

… Le riforme costituzionali sono il culmine della “lotta di classe al contrario”, come cerchiamo di argomentare e dimostrare nelle pagine di questo quaderno...

… il quadro che si sta delineando impone di allungare lo sguardo verso le prossime iniziative che a marce forzate si stanno muovendo contro il lavoro e lo stato sociale. Si avverte forte il bisogno di un nuovo strumento di analisi teorica, di mobilitazione intellettuale e di schieramento politico e culturale, che sappia essere duttile in mano al sindacalismo alternativo e di classe e alle lotte che ingaggia contro le politiche neoliberiste e le pratiche padronali; che sappia orientare e contribuire a ricomporre l’opposizione sociale, in tutte le sue articolazioni; che si proponga e sappia svolgere il compito di delineare nuove prospettive di lotta delle classi lavoratrici e dei ceti medi impoveriti dalla crisi. C’è un’urgenza che si manifesta ormai sempre più chiaramente... la conquista di nuovi diritti per tutti i ceti sociali creati e sfruttati dalle nuove forme del lavoro nell’era digitale. È in questo senso che le pagine di questa pubblicazione vanno lette e attentamente prese in considerazione. Esse cadono nell’anno zero della nuova fase dell’attacco ai diritti del lavoro, contrassegnata dalle riforme costituzionali. Nel contempo, esse potrebbero essere il numero 0 di una rivista utile alle lotte per la difesa dei diritti acquisiti e la conquista di nuovi diritti del lavoro. Una sorta di “prova tecnica di trasmissione” che ci auguriamo si trasformi in un segnale di comunicazione chiaro e forte.
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