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1897 Storia di un riscatto di Lorenzo Rossomandi

Vorrei che Martina potesse rappresentare ciò che ogni italiano di oggi dovrebbe essere. Una persona che, con forza ed energia si opponga alle errate consuetudini che rovinano il nostro vivere quotidiano, e che con forza, caparbietà e profondo senso civico decida di cambiare le cose. Con forza, caparbietà e profondo senso civico.
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1897 - Storia di un riscatto di Lorenzo Rossomandi

Il progresso inizia quando si riconosce la dignità dei più deboli

Ambientato a Quarrata, comune italiano prov. di Pistoia in Toscana nel 1897, il romanzo s’ ispira alla storia vera della contessa Gabriella Rasponi Spalletti, una delle prime donne dirigenti italiane e membro del Consiglio Nazionale delle Donne Italiane, (CNDI) e di Gianbattista Caselli, commerciante di cappelli di paglia in Tizzana (fraz.di Quarrata) che con testamento lascia 50.000 lire al Comune per la costruzione di un ricovero per vecchi e un ospedale per curare i poveri.

Attorno a questi due personaggi, sensibili ai problemi e condizioni sociali del loro territorio, Lorenzo Rossomandi crea una deliziosa storia di riscatto sociale dalla povertà, dall’ignoranza, dalle ingiustizie, un passo importante per un futuro risveglio delle coscienze, un’ esplosione di umanità.

Il racconto affronta la condizione delle donne prive di ogni forma decisionale in una società inequivocabilmente maschilista, lo sfruttamento del lavoratori, la netta separazione fra ricchi e poveri in una trama articolata da dialoghi spontanei e situazioni volutamente romanzate.

Martina, “figlia della miseria”, ma fanciulla vivace e ingenuamente sfrontata, è l’inconsapevole protagonista del riscatto femminile, il nonno, Adolfo, soprannominato “Grinta”, il suo braccio destro: un connubio d’intesa fra vecchia e nuova generazione che aprirà la porta del cambiamento nel piccolo Comune di Quarrata, comune come tanti di una giovane Italia da poco Unita. Tutti gli altri personaggi, frutto dell’abile immaginazione dell’autore, risultano pedine fondamentali al progetto di crescita e di rinnovamento sociale ed economico fortemente voluto dalla nobile e “realmente esistita” figura della contessa, dal defunto imprenditore di cappelli e da Martina e Adolfo: tutti all’unisono portavoci di un piccolo popolo che vuole essere considerato artefice della propria crescita in un’ Italia Unita.

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