Ambiente
Bagnoli, un’altra inutile passerella. Giuseppe Alviti leader Federazione nazionale Lavoratori manifesta assieme alla popolazione e la società civile.
Giuseppe Alviti leader Federazione nazionale Lavoratori manifesta assieme alla popolazione e la società civile.
Un nodo irrisolto per le grandi opere in Italia: a distanza di anni e di progetti mai realizzati, la bonifica e il recupero dell'area occupata dagli impianti dell'Italsider, ex Ilva, fanno ancora discutere.
Dopo trent’anni dalla dismissione, il recupero dell’area di Bagnoli non è ancora nemmeno iniziato. Dopo leggi, piani regolatori, accordi di programma, conferenze di servizi, una società per la bonifica e una società di trasformazione urbana, due commissari di governo e tante cabine di regia, niente è stato fatto e il sito versa in uno stato di penoso abbandono, chiuso tra l’altro ai cittadini da un alto muro.
L’errore di fondo, derivante da ignoranza, è stato fin dai primi anni 90 quello di non comprendere la reale vocazione del territorio. Eppure, nel vincolo paesistico, apposto dal MIBACT già nel 1999 è scritto tutto e la relazione alla proposta di vincolo, che racconta la storia del sito fin dall’età romana, è stata pubblicata dalla Fondazione Biblioteca Benedetto Croce nel 2002, consultabile in rete su questa pagina.
Il luogo, pertanto, è celebre sin dall’antichità per la sua straordinaria ricchezza termale e si chiamava appunto Balneum Balneoli, ma nei vari piani e progetti approvati e mai attuati, delle terme non esiste traccia. Si prevedono sulla carta un parco e una spiaggia, ma non un parco e una spiaggia termali, mentre si continuano a conservare, in luogo sottoposto a vincolo paesistico, ammassi di ferraglia considerati “archeologia industriale” e si progettano carceri, ospedali per tartarughe e farfallari. Sembra che l’ignoranza si unisca alla follia. Come definire altrimenti l’ostinazione nel voler conservare il pontile nord della fabbrica, che sfregia il paesaggio quanto la colmata, ma che una certa propaganda provinciale ha fatto passare per “la passeggiata a mare più bella del mondo”?
Le terme di Bagnoli, il polo più importante dalla fine del XIX secolo – tra i principali stabilimenti ricordiamo le Terme Sannino, Cotroneo, Manganella, Tricarico, Rocco e il Bagno di Giuncata – si inseriscono in un più vasto contesto termale che caratterizza l’intera aerea dei Campi Flegrei, dalle Terme Puteolane e di Agnano fino all’isola d’Ischia, unico punto nel quale, per fortuna, sono ancora attive e valorizzate, con il ritorno economico e turistico noto a tutti.
Pertanto, dichiara il sindacalista Giuseppe Alviti, constatato il totale fallimento di questa classe politica e appellandosi alle future generazioni nella speranza che riescano ad esprimerne una migliore, non ci si può che augurare che tutto l’inutile dibattito al quale siamo stati costretti ad assistere per decenni, costato peraltro centinaia di milioni di euro ai contribuenti italiani, sia rivisto, mettendo al centro la risorsa termale e attuando finalmente il dettato legislativo del 1996, che dispone la rimozione della colmata e il ripristino della morfologia naturale della costa, operazione preliminare e senza la quale parlare di recupero di Bagnoli è solo offensivo dell’intelligenza dei cittadini.