Economia
Maria Rosaria Boccia denuncia: “Sono stata ignorata quando ho reso note irregolarità su fondi pubblici, ora vengono usati contro di me”
Maria Rosaria Boccia denuncia: “Sono stata ignorata quando ho reso note irregolarità su fondi pubblici, ora vengono usati contro di me”
Le sue denunce, viste da quasi tutti i membri del governo, del Parlamento e del Ministero della Cultura, non sono state riprese da alcun giornale italiano in quei primi due giorni, nonostante l’importanza del contenuto divulgato. Giusto a 48 ore di distanza, “Il Mattino di Napoli” ha pubblicato un articolo firmato da Leandro del Gaudio, ex collaboratore di Gennaro Sangiuliano al quotidiano Roma dal 1998 al 2001, quando Sangiuliano era direttore, che ha scatenato un’eco nazionale.
La stampa nazionale, compresi i principali organi centrali, ha iniziato a riportare l’argomento solo dalle redazioni locale campane, mentre su questioni legate al “caso Boccia‑Sangiuliano”, come gli audio, le mail, il presunto caso di stalking, e le dimissioni di Sangiuliano, sono sempre arrivate notizie dalle redazioni centrali.
Maria Rosaria Boccia ribadisce:
- È inaccettabile che i giornali abbiano taciuto le sue prime denunce su utilizzo illecito di denaro pubblico.
- È evidente che oggi la sua immagine viene distorta e sfruttata, collocandola in un contesto di “gogna mediatica” finalizzata a screditarla pubblicamente.
- In Italia, chi denuncia non è automaticamente colpevole: si resta indagati fino alla chiusura delle indagini, seguono eventuali processi e si diviene colpevoli solo dopo tre gradi di giudizio.
La Boccia segnala inoltre che:
- Tali comportamenti violano i principi deontologici dell’informazione, dati gli evidenti ritardi e le distorsioni nell’eco mediatica.
- Presenterà esposti all’Ordine dei Giornalisti e segnalerà le circostanze alle Procure competenti, richiedendo l’apertura di indagini nei confronti di chi ha deciso di svilire la sua immagine.
- Vi è una chiara persecuzione mediatica nei suoi confronti, un atteggiamento sistematico volto a danneggiarla sotto ogni profilo.
È importante sottolineare che i firmatari degli articoli pubblicati in queste ore si accodano a una narrazione costruita per distogliere l’attenzione dalla verità, contribuendo a un sistema mediatico opaco.
A questo punto è lecito porre una domanda che nessuno, nel mondo dell’informazione italiana, sembra avere il coraggio di fare:
com’è possibile che quando si parla di Maria Rosaria Boccia, la stampa si trasformi in una macchina da guerra, pronta a scavare fino al “pisello sotto ai dieci materassi dell’Addormentata nel bosco” pur di trovare qualcosa che faccia rumore, mentre invece sull’esistenza di un’indagine per stalking, tuttora in corso presso la Procura della Repubblica, che coinvolge Gennaro Sangiuliano per fatti che mi riguardano, non si trova una sola riga pubblicata?
Perché nessuna testata ha ritenuto di approfondire, verificare, o semplicemente chiedere lumi alle autorità competenti sullo stato di quella procedura giudiziaria? È forse un tema meno rilevante rispetto alle ricostruzioni personali e sensazionalistiche che puntualmente vengono pubblicate su di me?
Se la libertà di stampa si esercita solo quando fa comodo ai potenti, allora non è più libertà, ma complicità. Vedremo se, questa volta, qualcuno troverà il coraggio di raccontare anche quello che finora è stato tenuto nascosto.
Questa mattina sono state presentate le prime querele nei confronti di testate giornalistiche e singoli giornalisti che, a vario titolo, hanno diffuso notizie false, parziali o manipolate sul mio conto, contribuendo a ledere la mia immagine, la mia dignità personale e professionale e a rafforzare un clima di ostilità pubblica del tutto infondato.
Le azioni legali avviate rappresentano solo l’inizio di un percorso di tutela giudiziaria che proseguirà fino a quando non verrà ripristinato un principio basilare: la verità non si piega al potere mediatico, né alla volontà di chi tenta di ridurre al silenzio chi denuncia.
Ogni parola falsa pubblicata da oggi in poi sarà documentata, contestata e portata in sede giudiziaria, in Italia e all’estero, laddove necessario.
Le Cronache
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