Arte e Cultura
ELEONORA MAZZONI "Gertrude, Lucia e le altre" anteprima al Piccolo di Forlì
"Gertrude, Lucia e le altre - Dritti al cuore 20.01.2025": un podcast a cura di Rosario Tronnolone che ora diventa uno spettacolo con Eleonora Mazzoni, scrittrice e attrice, che porta in scena, con fforza e passione, un monologo tratto dal suo libro "Il cuore è un guazzabuglio" (Einaudi Editore).
Una appassionata e dettagliata biografia di Alessandro Manzoni, nel rapporto continuo tra la sua vita e quella delle donne dei Promessi Sposi.
La tournée, partita il 13 febbraio al Teatro Piccolo di Forlì, proseguirà a Ferrara e, dopo l'estate, a Roma.
Scrive Eleonora Mazzoni:
"Nel romanzo ho parlato di un Manzoni alternativo rispetto a quello che siamo abituati a trovare nelle antologie scolastiche: ho riscoperto un uomo ribelle, giovane e fuori dagli schemi del suo tempo. Ora prendo spunto da questa sua vita interessantissima per parlare delle donne che ha conosciuto più da vicino, sia quelle reali che quelle alle quali ha dato vita ne ‘I promessi sposi’"
L’idea registica, scenica e musicale della messa in scena è di Simonetta Solder mentre Lino Guanciale presta la voce per il personaggio di Alessandro Manzoni.
I promessi sposi è il romanzo degli italiani per eccellenza, amato, odiato, sorbito da studenti come una medicina amara da prendere perché “fa bene”. Ma Manzoni era distante anni luce da quel signore austero, perennemente di mezz’età, dallo sguardo grave e mesto, che troneggia su ogni libro
a lui dedicato. Ironico e affabile conversatore, nonostante la balbuzie, ambizioso, anche se sempre alla mano, uomo dalle passioni fortissime, reso fragile, durante l’infanzia, dall’abbandono maternoe dalla mancanza di un padre, da giovane Alessandro fu ribelle, anticlericale e libertino. Anche la
sua famosa conversione non lo trasformò in un bigotto baciapile: la fede, impastandosi con lo spirito illuministico in cui era cresciuto, fu sempre lotta, slatentizzò le crisi di panico che lo accompagnarono per tutta la vita e non spense il fuoco nei confronti delle donne. Spingendolo
ancora di più all’impegno politico contro l’oppressore straniero.
Nel Seicento, ricorda l'attrice in scena, la donna di estrazione popolare era destinata a fare la contadina, la serva, oppure a lavorare “a giornata” come operaia tessile, bambinaia, lavandaia. Le contadine aiutavano anche gli uomini nei campi oltre a occuparsi delle faccende di casa. Mentre le donne aristocratiche o borghesi erano destinate al matrimonio e la loro istruzione era orientata perlopiù al saper leggere, scrivere e al culto della religione.
Manzoni, ne I Promessi sposi, ben descrive alcune figure femminili e le loro condizioni, tipiche di questo periodo. In particolare quella della protagonista Lucia Mondella e quella della monaca di Monza che simboleggiano la contadina soggetta ad attenzioni indesiderate da parte dei nobili proprietari e la donna nobile ("la Signora") costretta dalla famiglia a prendere i voti pur non avendo alcuna vocazione.a monaca di Monza, personaggio de “I Promessi Sposi”(1), il cui destino era già stato deciso dai genitori prima che nascesse.
La piccola Gertrude venne cresciuta con l’idea che la vita di una donna fosse inevitabilmente legata al chiostro; studiò all’interno di un monastero. Fu convinta di prendere i voti fin quando non iniziò a confrontarsi con le sue coetanee le quali avrebbero preso marito una volta completati gli studi. Allora gli orizzonti della piccola si allargarono, vide il mondo sotto un’altra prospettiva, illudendosi di poter cambiare il suo futuro. Decise, dunque, di parlare al padre della sua voglia di sposarsi e vivere fuori dal convento. E’ proprio qui che sta la tragicità dell’episodio che Eleonora Mazzoni rivive in scena: la povera Gertrude, una volta tornata a casa, venne isolata dall’intera famiglia, rinchiusa in una stanza per giorni; subì una crudele violenza psicologica, aggravata dalla sua debolezza. Fu costretta ad accettare la volontà della sua famiglia. Ma, non riuscendo a resistere al proprio istinto, una volta divenuta monaca, tradì i voti intraprendendo una relazione con un laico.
La giovane non ebbe possibilità di scelta e questo la rese una donna crudele e superba, tanto che veniva temuta da tutto il convento per la sua intolleranza e per la sua malvagità. Sfogava la sua insofferenza con le allieve, e si macchiò anche di omicidio. Questi suoi atteggiamenti appaiono come una sorta di ribellione alla vita che le venne imposta, e mettevano alla luce la sua debolezza e la sua mancanza di forza nel reagire contro le decisioni della sua famiglia, che si disinteressava completamente al volere della figlia, a tal punto di ignorarla nel momento in cui questa dimostrò di non avere i loro stessi desideri. Manzoni, narrando la storia della Monaca, fa evincere la totale mancanza di affetto da parte della famiglia nei confronti di Gertrude.
Di segno opposto la figura di Lucia "Mondella" (cioè legata alla vita nei campi, al lavoro) dall'aspetto e dal comportamento timoro, presentata inizialmente da Renzo, ma in realtà ferma a resistere a desideri e sorprusi maschili.
Apparentemente fragile e indifesa ma in realtà nel corso del romanzo emerge che una grande forza la sorregge che deriva dalla sua profonda fede nella provvidenza. Alcuni episodi mettono in luce questa sua tenacia e caparbietà come quello con Fra Galdino in cui insiste per dare al Cappuccino più noci per raggiungere lo scopo di far arrivare prima il suo messaggio a Fra Cristoforo o quando decide di prendere i voti, e rinunciare a Renzo, piuttosto che cadere nelle mani di don Rodrigo.
E poi Agnese, madre di Lucia, impulsiva, sbrigativa e pratica con un temperamento molto lontano dai sentimenti virtuosi e pacati della figlia.
Rappresenta la saggezza popolare. Dà consigli, basandosi sulla sua esperienza di vita, che in buona fede ritiene efficaci mentre in realtà spesso sono sbagliati. Molto protettiva nei confronti della figlia è lei che escogita le soluzioni più ingegnose per risolvere la situazione, fino ad ideare il matrimonio a sorpresa.
Il carattere forte e determinato la porta a non fermarsi davanti ai potenti ed a contrastare, insieme alla figlia e Renzo, don Rodrigo.
Uno spettacolo che racconta un Manzoni dinamico, inquieto, libero, sempre alla ricerca del nuovo e all’avanguardia in ogni campo, lontano dalla figura impolverata che ci è stata tramandata per tradizione, partendo dai tre personaggi femminili più emblematici de I promessi sposi – la Monaca
di Monza, Lucia e la madre di Cecilia – e intrecciandoli alle donne della sua vita – Giulia Beccaria ed Enrichetta Blondel. Sullo sfondo un’Italia e un’Europa agitate da moti, rivolte, idee sovversive, cospirazioni e persecuzioni, in un clima di sorveglianza massima, spionaggio scrupoloso e censura
assoluta.
369 gradi
"Gertrude, Lucia e le altre"
Le donne del rivoluzionario Manzoni
di e con Eleonora Mazzoni
liberamente tratto da Il cuore è un guazzabuglio di Eleonora Mazzoni (ed. Einaudi, 2023)
idea registica, scenica e musicale Simonetta Solder
la voce di Alessandro Manzoni e dei personaggi de I promessi sposi è di Lino Guanciale