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“L’Uomo Nero non esiste” il romanzo dalla trama insospettabile dell’autrice emergente Simona De Cupis
“L’Uomo Nero non esiste”
il romanzo dalla trama insospettabile dell’autrice emergente Simona De Cupis
ROMA - Anna tiene a bada il dolore di un trauma subito da bambina, adottando la tecnica della sua famiglia: l'oblio. Ne dimentica dinamica ed artefice, custodendo dentro di sé solo l'eco dell'umiliazione subita. Per lei sarà l'Uomo Nero, senza un volto né un nome, che le ha rubato la pace. Sospesa tra il reale e l'immaginario, Anna fugge alla ricerca di storie e personaggi speciali che le permetteranno di non soccombere alla sofferenza. La fuga però non le porta leggerezza, non la libera dal peso della ferita, che si riapre ogni volta che un uomo si affaccia nella sua vita. Stanca del sogno di scrivere, rinuncerà al suo lato magico, a cavalcare unicorni e a scorgere fate dietro ai fiori, prendendo decisioni 'concrete e mature' per il suo futuro, mutilandosi però di ogni tipo di incanto. Tuttavia, sarà proprio l'intervento di un personaggio speciale che le consentirà di accogliere il ricordo di ciò che è stato. Avrà ogni tipo di risposta tranne una: cosa definisce ciò che noi chiamiamo reale?
“L’Uomo Nero non esiste” della scrittrice Simona De Cupis è così: un libro insolito, tanto autentico e inteso quanto crudo e surreale, dove nulla è come sembra. Mescolando elementi autobiografici ad elementi romanzati in perfetta simbiosi tra di loro, l’autrice prende per mano il lettore, proiettandolo all’interno di una storia dalla trama insospettabile, nuova, avvincente. Nessuna situazione è più o meno importante rispetto all’argomento e alla narrazione stessa che scorre lucida e fluida tra il ricordo del trauma, la famiglia, gli amici, il lavoro, il sogno nel cassetto di un libro da pubblicare e di un amore difficile da vivere.
“Questa storia è stata una voce nella testa per molto tempo - spiega l’autrice -. La ragazzina che aveva subito questo trauma scalpitava per essere ascoltata, dunque, una volta trovata la struttura della storia, scrivere i suoi pensieri è stata come una liberazione, come rimettere a posto scaffali messi in disordine dal terremoto”.
Una scrittura, dunque, che libera la protagonista/autrice da un pesante fardello attraverso una penna che, come ago e filo, ricuce lacerazioni profonde, trasformando le emozioni nate da un devastante faccia a faccia con il proprio lato oscuro, in parole da condividere con i lettori perché… Chiunque potrebbe combattere con il proprio uomo nero. “Ho capito che per guarire avrei dovuto guardare in faccia quella paura, riconoscerla, afferrarla e lanciarmici dentro per vedere cosa ci fosse dall’altra parte. Avevo trascorso troppo tempo a girarle attorno. Mi sono presa per mano e mi sono buttata nel fuoco, tenendo stretto tutto il coraggio di cui disponevo”.
“Trovare il modo giusto di raccontare questa storia è stata la difficoltà maggiore - prosegue Simona De Cupis -. Avevo pagine di appunti, un’idea, una protagonista ma la trama era bloccata. Ho iniziato il percorso psicologico con la psicoterapeuta che mi ha salvato la vita e parallelamente, senza soffermarmi a comprendere bene come, con il tempo lo sviluppo della storia si è snodato con chiarezza, come se fosse sempre stato lì ad aspettare di essere scoperto”.
A dispetto dell’argomento, “L’Uomo Nero non esiste” racchiude un messaggio forte e potente di rinascita e di speranza: “Con questo libro spero di raggiungere persone che pensano di essere ‘rotte’, inadeguate, colpevoli - conclude l’autrice -. Vorrei essere per loro un’alleata perché so cosa stanno provando. Vorrei dire che solo comunicando, raccontando quello che abbiamo subito possiamo finalmente smascherare l’Uomo Nero e ribellarci al giogo che continua ad esercitare su di noi perché solo noi siamo in grado di dirgli ‘tanto tu non esisti!”.
Biografia
Simona De Cupis è un’autrice emergente che ha pubblicato con Amazon il suo primo romanzo, L’Uomo Nero non esiste. Vive con il marito e il figlio di 3 anni in una casa immersa nel verde e si occupa, di giorno, di previdenza sanitaria, di notte di scrivere storie impastando sentimenti ed emozioni. Sei mesi l’anno la sua fame di magia viene saziata anche dalla polvere del palcoscenico: con la sua compagnia teatrale mette in scena, in un delizioso teatro romano, uno spettacolo diverso per ogni stagione, vestendo i panni di un’attrice duttile ed appassionata. In una perenne intersezione tra realtà e immaginazione alla ricerca dell’equilibrio.
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Comunicato Stampa a cura di
Francesca Nanni
Giornalista & Ufficio Stampa
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