Il Ritratto dell’Artista, la nuova mostra al Museo Civico San Domenico, Forlì

Dal 23 Febbraio al 29 Giugno 2025, a cura della Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì e Civita Mostra
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Il Ritratto dell’Artista
Museo Civico San Domenico Forlì, Piazza Guido da Montefeltro

 Dopo il successo della mostra dedicata ai Preraffaelliti, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì propone per il 2025, nel 20.mo anno dalla prima esposizione, un nuovo progetto, "Il Ritratto dell'Artista"

 Da Marco Palmezzano, Silvestro Lega, Antonio Canova,  Adolfo Wildt e Giovanni Boldini, fino alla recente mostra dedicata alla Confraternita Preraffaellita, negli anni questo ciclo unitario è diventato un vero e proprio progetto culturale del tutto originale, che ha fatto di Forlì una "città d'arte".

Nello specchio di Narciso.
Il volto, la maschera, il selfie

Il primo è stato Narciso, che guardandosi nello specchio dell’acqua ha conosciuto il proprio volto. Il primo autoritratto. Poi è arrivato il selfie.

Nei secoli, ritrarre il proprio volto, la propria immagine è stato – per ogni artista – una sfida, un tributo, un messaggio, una proiezione, un esercizio di analisi profonda che mostra le aspirazioni ideali e le espressioni emotive, ma che rivela anche la maestria e il talento.

Poi serve uno specchio. Timore, prudenza o desiderio, persino bramosia di guardarsi. Allegoria di vizi e virtù.

Nell’autoritratto il pittore si sdoppia nel duplice ruolo di modello e di artista. L’occhio si posa sull’immagine riflessa per ritrarsi e l’immagine ritratta è un alter da sé ed è un sé. Spesso ne viene fuori una maschera. Personaggio più che persona. Per molti artisti è così, dal Seicento al Novecento.

Ma il ritratto non sempre è da solo. Il ritratto dell’artista non è l’immagine scura di uno che ti guarda. L’artista recita, si mette in mezzo, sbuca da una sua opera che parla d’altro: in mezzo a un racconto mitologico, a una storia sacra, a un evento storico. Come fanno Botticelli, Perugino, Dürer, Hayez e molti altri.

Nudo o vestito, truccato o travestito, sorridente o malinconico, attraverso l’immagine di sé, l’artista rintraccia il proprio mondo interiore, il significato della propria arte, l’unicità del proprio stile. Per questo non è necessario ritrarsi interamente, basta un volto o un piede.

Ciò che rende così affascinante e quasi irrinunciabile l’autoritratto agli occhi degli artisti – e non solo – è la sua capacità di sostituirsi interamente alla persona di cui è copia. L’immagine funziona da doppio del soggetto, come nel mito di Narciso ripreso da tutta la storia della pittura e della letteratura fino ad approdare, nel Novecento, alla psicoanalisi freudiana.

Il ritratto dell’artista è un autografo esistenziale. Segno, traccia, memoria, riflesso da tradurre in un’immagine definitiva, giocata nel tempo, contro il tempo, oltre il tempo.

. A partire dal mito di Narciso, che guardandosi nello specchio dell'acqua ha conosciuto il proprio volto, pulsa attraverso i secoli in ogni forma artistica: dalle maschere del teatro antico ai mosaici pavimentali, dai codici miniati ai disegni, dalla pittura alla scultura, alla video arte, fino al gesto, ormai comune e quotidiano, del selfie.

Informazioni

ORARI DI VISITA

Da lunedì a venerdì: 9.30-19.00
sabato, domenica, giorni festivi: 9.30-20.00
La biglietteria chiude un’ora prima.

Ulteriori dettagliPRENOTAZIONI MOSTRA

Tel. 0543.36217
[email protected]
www.mostremuseisandomenico.it

Orario call center 
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Chiuso nei festivi

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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