ANTONIO ORNANO "(In) Grato" al teatro Duse di Bologna
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In un’epoca in cui tutti sembrano avere la ricetta perfetta per la felicità, in cui siamo continuamente esortati a essere grati, positivi, centrati, connessi con l’energia dell’universo… c’è chi resta perplesso.
(In) Grato di Antonio Ornano, Matteo Monforte, Simone Repetto, Carlo Turati e con Antonio Ornano: uno spettacolo che prende le distanze dalla narrazione dominante della gratitudine obbligatoria.
Perché, diciamolo: non sempre è facile sentirsi grati. Non sempre abbiamo voglia di celebrare la vita con un sorriso stampato in faccia. E non c’è niente di male.
Tra ironia tagliente e tenerezza disarmante, lo spettacolo ci invita a guardarci per quello che siamo davvero: imperfetti, fragili, spesso fuori tempo rispetto ai ritmi imposti da una società che pretende ottimismo a ogni costo. E se invece di rincorrere la versione ideale di noi stessi, provassimo a fermarci, respirare e ammettere che ogni tanto essere ingrati è semplicemente… umano?
Un monologo che scivola tra comicità e riflessione, tra il bisogno di apparire e il desiderio di autenticità. Un invito a praticare un’ingratitudine gentile, per riscoprire, senza finzioni, la bellezza della nostra meravigliosa fallibilità. Perché sì, sbagliano anche i migliori. E quando succede, diciamocelo: un po’ ci consola.

Attraverso un linguaggio diretto e una narrazione serrata, l'evento esplora il senso di smarrimento che deriva dal tentativo di compiacere il mondo circostante. La scelta di abbracciare una sorta di "sana ingratitudine" diventa uno strumento per recuperare la propria identità, liberandosi dal peso di dover apparire costantemente risolti o vincenti. Al centro della scena emerge così un ritratto onesto e misericordioso dell'umanità, capace di ridere dei propri fallimenti e di ritrovare una dimensione collettiva proprio nella condivisione delle proprie incertezze quotidiane.
Epoché ArtEventi
Antonio Ornano
di Antonio Ornano, Matteo Monforte, Simone Repetto, Carlo Turati
regia Alessandro Nidi
La durata dello spettacolo è di 1 ora e 30 minuti senza intervallo.
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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