ONLIT: vuoto tecnico e di leadership: il caos del traffico aereo e il silenzio dell’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile)
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ONLIT: vuoto tecnico e di leadership: il caos del traffico aereo e il silenzio dell’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile)
Il primo weekend d’estate 2025 avrebbe dovuto segnare l’inizio della stagione turistica con milioni di italiani e stranieri in viaggio. Invece, per centinaia di migliaia di passeggeri, si è trasformato in un incubo. L’avaria al sistema radar di venerdì 27 giugno, che ha paralizzato per due ore gli aeroporti del Nord-Ovest con un impatto su 320 voli, ha messo a nudo tutte le contraddizioni di un sistema vicino al collasso estivo. E, soprattutto, ha rivelato il vuoto tecnico e decisionale che oggi regna in ENAC, l’ente del Ministero dei Trasporti che dovrebbe garantire sicurezza ed efficienza nel trasporto aereo sul territorio.
La ricostruzione ufficiale parla di un’interruzione della connettività dati tra i radar e la sala operativa di ENAV, gestita da un "fornitore esterno" – subito indicato come TIM. Peccato che il colosso delle telecomunicazioni si sia detto estraneo ai fatti, scaricando la responsabilità su altri operatori. Nel caos delle accuse incrociate, si è mossa la Polizia Postale e potrebbe presto aprirsi un’inchiesta della Procura di Milano, sollecitata dal Codacons.
Ma dov’era l’ENAC in tutto questo ? L’ente, che per legge è il regista del trasporto aereo, si è limitato ad annunciare un’indagine e a promettere un report al governo. Il presidente di Enac, con un approccio salomonico piuttosto che una guida risoluta, ha emesso il solito comunicato rassicurante, senza assumersi la responsabilità di chiarire pubblicamente cosa sia realmente accaduto. Ancora più grave è il silenzio del nuovo Direttore Generale, presentato come la figura in grado di rilanciare il settore. Eppure, di fronte a una delle peggiori crisi del traffico aereo degli ultimi anni, nessuna dichiarazione, nessuna proposta concreta, nessuna rassicurazione per i passeggeri. Con un’esperienza limitata nel settore, il dubbio che possa davvero guidare una svolta diventa sempre più legittimo.
Quello di sabato non è un caso isolato. Da mesi il trasporto aereo italiano naviga in acque tempestose: Infrastrutture obsolete con aeroporti congestionati e tecnologia aeroportuale inadeguata. Compagnie aeree in difficoltà : ritardi e cancellazioni ingiustificati, assistenza ai passeggeri carente con viaggiatori lasciati nel caos, senza informazioni chiare e non secondario un enorme aumento delle tariffe aeree ingiustificato
Eppure, mentre l’Europa investe in digitalizzazione, resilienza e sostenibilità ambientale in Italia si continua a navigare a vista. L’ENAC, invece di essere un faro, sembra un’istituzione in panne, incapace di imporre soluzioni o anche solo di farsi sentire quando serve. Il settore ha bisogno di leadership competente, trasparenza e investimenti produttivi, non di nuovi aeroporti. Se la nuova direzione dell' ENAC non dimostrerà di avere l’autorevolezza e la visione per guidare il cambiamento, il rischio è che il prossimo blackout estivo sarà solo questione di tempo. Intanto, milioni di passeggeri continuano a pagare il prezzo di un sistema senza regia. E il primo weekend d’estate ha dimostrato che, senza un intervento deciso della regia pubblica (l'Enac), sugli attori che pensano solo ai profitti (compagnie aeree, controllo del volo, handler e gestori aeroportuali) il caos è destinato a ripetersi.
Ufficio Stampa
dario balotta
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