Hays Italia | Anno al traguardo, team sotto pressione: per 1 azienda su 3 il "rush" di fine anno riaccende il pericolo burnout
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Giornata Mondiale della Salute Mentale – 10 ottobre 2026
Anno al traguardo, team sotto pressione: per 1 azienda su 3 il "rush" di fine anno riaccende il pericolo burnout
In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale (10 ottobre), Hays e Serenis analizzano come trasformare il picco di lavoro di fine anno in un'opportunità di gestione sostenibile e tutela del benessere
Tra scadenze imminenti, e target annuali da centrare, la fine dell'anno si trasforma spesso in una corsa contro il tempo per aziende e professionisti. In questa fase ad alta intensità, la sostenibilità organizzativa e la tutela della salute mentale diventano leve cruciali per garantire continuità e retention.
Secondo i dati di Hays, leader globale nella selezione e nelle soluzioni per le risorse umane, 1 azienda su 3 individua nel sovraccarico di lavoro e nel rischio burnout la minaccia principale alla stabilità dei propri team.
I cosiddetti “periodi di picco” fanno parte della vita aziendale, specialmente in vista della chiusura dell’anno. La sfida consiste nel trovare un equilibrio che consenta di rispondere alle esigenze di business senza compromettere il benessere dei professionisti.
Come commenta Alessio Campi, People & Culture Director di Hays Italia: “La vera sfida della leadership oggi non è chiedere alle persone di fare di più, ma mettere i team nelle condizioni di dare il meglio in modo sostenibile nel tempo. Spingere solo sul breve periodo può compromettere motivazione, retention e performance futura. Leadership significa anche avere il coraggio di mettere in discussione scadenze non realistiche, quando qualità e affidabilità sono a rischio. Non si tratta di abbassare le aspettative, ma di costruire impegni credibili e risultati sostenibili”.
Riconoscere i segnali di allarme e garantire il recupero
Capire la soglia tra un fisiologico periodo d'ansia da prestazione e una condizione di sovraccarico prolungato è fondamentale sia per i singoli sia per i leader aziendali.
Spiega Martina Migliore, psicoterapeuta e Head of Business Learning & Culture di Serenis: “Viviamo in un’epoca veloce e performante dove c’è poco spazio per il benessere individuale, nonostante l’aumento di consapevolezza e informazioni sul tema. Qui il punto non è raccontarci che dobbiamo rallentare o fermarci a tutti i costi: sappiamo quanto è utopistico e anche fallace. La pressione non è qualcosa di negativo tout-court: essere attivi e in grado di darsi un obiettivo e portarlo a termine aumenta l’autoefficacia. Il punto è che quando la pressione viene percepita come ineluttabile e continua, attiva un meccanismo di difesa nel cervello che blocca ogni possibilità di agire, questo è il vero stress lavoro correlato”.
Quando, al contrario, stanchezza, distacco emotivo o senso di inefficacia persistono e iniziano a influenzare la performance professionale o la vita privata, è opportuno prestare attenzione ai principali indicatori di rischio, tra cui:
- Stanchezza persistente che non si risolve con il normale riposo;
- Difficoltà oggettiva a disconnettersi dalle mansioni lavorative;
- Irritabilità e calo della concentrazione o dei ritmi del sonno;
- Sensazione diffusa di inefficacia professionale o affaticamento emotivo.
Dalla gestione dell'emergenza alla prevenzione sostenibile

Oltre a supportare i collaboratori nelle fasi critiche, la prevenzione strutturata rappresenta il pilastro di un'organizzazione sana. Rivedere i carichi di lavoro, stabilire obiettivi realistici, promuovere la cultura della disconnessione e garantire orari flessibili sono passi essenziali. La mancanza di flessibilità, infatti, emerge come ulteriore nota dolente: il
21% delle aziende segnala rigidità orarie tra le cause principali di perdita dei talenti, mentre il
20% soffre la concorrenza di competitor più aperti al lavoro da remoto.
Sull'importanza del recupero, la psicoterapeuta Martina Migliore di Serenis sottolinea: “Le pause di recupero non implicano il fermarsi senza far nulla, al contrario sono fondamentali per potenziare creatività e problem solving: solo bloccando il meccanismo di allarme e protezione cerebrale possiamo metterci nella condizione di recuperare davvero le energie ed essere pronti ad affrontare ciò che abbiamo di fronte”.
In conclusione, la tutela del benessere e il raggiungimento dei risultati aziendali possono viaggiare sulla stessa linea. “In un mercato caratterizzato da crescente complessità e scarsità di competenze, la capacità di proteggere l'energia delle proprie persone è diventata una vera priorità strategica. Investire nella salute mentale non significa soltanto fare welfare: significa preservare engagement, attrattività, innovazione e capacità competitiva nel lungo periodo. Per lungo tempo benessere e performance sono stati considerati obiettivi contrapposti. Oggi sappiamo che non è così.”, spiega Alessio Campi.
Informazioni su Hays
Hays plc (il “Gruppo”) è leader mondiale specializzato nella selezione del personale e nelle soluzioni per le risorse umane. Il Gruppo è esperto nel recruiting di professionisti qualificati e specializzati in tutto il mondo. Hays opera in sei settori di specializzazione a livello globale e in ulteriori settori di specializzazione a livello locale, nei quali detiene una posizione di leadership di mercato. Hays opera sia nel settore pubblico sia in quello privato, offrendo servizi di selezione per posizioni a tempo indeterminato, contratti a progetto e incarichi temporanei. Al 30 giugno 2026, il Gruppo contava oltre 8.100 dipendenti in 155 uffici distribuiti in 23 Paesi. Per l'esercizio chiuso al 30 giugno 2026, il Gruppo ha registrato ricavi netti pari a 905,5 milioni di sterline e un utile operativo di 48,6 milioni di sterline. L’azienda ha supportato l'inserimento di circa 40.000 professionisti in posizioni a tempo indeterminato e circa 203.000 persone in incarichi temporanei.
Per mercati, i ricavi netti provenivano per il 13% da Australia e Nuova Zelanda, per il 32% dalla Germania, per il 19% da Regno Unito e Irlanda e per il 36% dal resto del mondo. Per linee di attività, il lavoro temporaneo ha rappresentato il 64% dei ricavi netti, mentre la selezione a tempo indeterminato ha contribuito per il 36%. Per settori, Technology è la divisione più rilevante del Gruppo, con il 26% delle commissioni nette, seguita da Accounting & Finance (15%), Construction & Property (12%) ed Engineering (10%).
Contatti ufficio stampa Hays:
Roberto Grattagliano – 338 9291793 – roberto.grattagliano@mypr.it
Elena Soccal – 345 4434931 – elena.soccal@mypr.it
Marta Rutigliano – 351 0397141 – marta.rutigliano@mypr.it
Claudia Frasson – 342 7569494 – claudiafrasson@mypr.it
Ufficio Stampa
