Arte e Cultura
Al Comunale Nouveau di Bologna "Roberto Devereux" di Donizetti con la regia di Alfonso Antoniozzi, ripresa da Luisa Baldinetti, le scene di Monica Manganelli ed i preziosi costumi di Gianluca Falaschi
"Roberto Devereux" di Donizetti, la terza delle sue cosiddette "opere sulla regina", dopo Anna Bolena e Maria Stuarda, consistente in una rivisitazione piuttosto libera della storia di Elisabetta I e del Conte di Essex, suo ex favorito che fece giustiziare per tradimento,, riproposta, dopo una assenza di 34 anni, al Comunale Nouveau di Bologna, con ultima replica Mercoledì 22 Aprile 2026.
Nella recita del 21Aprile i ruoli sono stati interpretati da Matteo Desole (Roberto Devereux), Ekaterina Bakanova (Elisabetta I), Aoxue Zhu (Sara) e Simone Piazzola (Duca di Nottingham). Hanno completato il cast Pierluigi D’Aloia nel ruolo di Lord Cecil, Nicolò Donini in quello di Sir Gualtiero, Giuseppe Nicodemo e Gianluca Monti, che si scambiano nei panni di un familiare di Nottingham, e Tommaso Norelli e Sandro Pucci che si alternano in quelli di un paggio. Il Coro del TCBO è preparato da Giovani Farina.
La regia di Alfonso Antoniozzi, ripresa da Luisa Baldinetti con le scene di Monica Manganelli ed i preziosi costumi di Gianluca Falaschi, è funzionale alla tragedia, con un ampio spazio scenico che ha il nero come fondale principale, come sottolineato anche da una danza "macabra" già a inizio opera.
Il talento di Donizetti per la melodia e la sua comprensione della voce umana sono pienamente evidenti in Roberto Devereux , ma la partitura va oltre, rivelando le possibilità drammatiche insite nella migliore tradizione del bel canto. L'avvincente finale dell'opera appartiene interamente a Elisabetta, in una variazione della classica scena della pazzia come viaggio interiore e crisi spirituale (la regina Elisabetta storica, ovviamente, non impazzì mai nel senso convenzionale del termine).
Protagonista dell'opera è il secondo Conte di Essex, che non è riuscito a sconfiggere gli irlandesi per conquistare la regina Elisabetta. È accusato di tradimento. Donizetti e il suo librettista inventano un'altra coppia, il duca e la duchessa di Nottingham, e li riuniscono in una sorta di trama da soap opera.
Essex è anche l'amante di Sara, la duchessa, alla quale ha donato l'anello di Elisabetta come pegno d'amore; Sara, in cambio, gli offre una sciarpa blu. Quando la sciarpa viene ritrovata addosso a Essex, il duca la riconosce come appartenente alla moglie e decide di vendicarsi. Roberto viene condannato a morte, mentre Nottingham cerca di impedire alla moglie di restituire l'anello alla regina; ma quando lo fa è troppo tardi: Roberto è già morto. Elisabetta impazzisce e, tormentata dal fantasma di Roberto, abdica.
"Roberto Devereux", opera che esplora la tensione tra il dovere pubblico della sovrana Elisabetta I e le sue passioni private, tra Il potere ed il tempo: un'opera per un sovrano, un lavoro per Ekaterina Bakanova, la prima donna del bel canto in questo dramma e per Matteo Desole, un Roberto Devereux passionale.
Nei panni di Elisabetta, Ekaterina Bakanova è maestosa, ed affronta la scrittura belcantistica con disinvoltura. La sua scena finale è una grande prova di resistenza: è piuttosto lunga e la vediamo vagare tra le mani, impazzire: una donna distrutta con il cuore spezzato.
La Bakanova è ben affiancata da Matteo Desole nel ruolo di Roberto. Le loro voci si armonizzano perfettamente, quella di lui è forte e la sua presenza scenica è autorevole.
Aoxue Zhu, nel ruolo di Sara, interpreta con bravura le sofferenze inflittele dai due uomini della sua vita. Dimostra un innegabile senso dello stile. Buona la prova di Simone Piazzola (Duca di Nottingham)