Energia, debiti e crisi sociale: gli avvocati Cacciola e Carpentieri portano al Senato la voce di imprese e famiglie

Il caro energia sta mettendo in ginocchio famiglie e imprese italiane, tra rincari record e accesso al credito sempre più difficile. Mercoledì 2 aprile 2025 gli avvocati Francesco Cacciola ed Elvira Carpentieri sono intervenuti al Senato della Repubblica per portare all’attenzione delle istituzioni le gravi conseguenze economiche e sociali del caro energia su imprese e famiglie italiane.
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Mercoledì 2 aprile 2025 gli avvocati Francesco Cacciola ed Elvira Carpentieri sono intervenuti al Senato della Repubblica per portare all’attenzione delle istituzioni le gravi conseguenze economiche e sociali del caro energia su imprese e famiglie italiane.

L’avv. Elvira Carpentieri, presidente del Centro Studi sulla crisi economica delle famiglie italiane, ha offerto un’analisi puntuale del fenomeno del sovraindebitamento, aggravato dall’aumento esponenziale delle bollette. Secondo i dati presentati, solo nel secondo trimestre del 2025 le spese energetiche sono cresciute del +18,2%, mentre oltre un terzo delle famiglie italiane spende più del 10% del proprio reddito per l’energia. La povertà energetica è ormai una realtà per milioni di persone, in particolare al Sud e tra i nuclei a basso reddito.

“Questi rincari – ha dichiarato Carpentieri – non sono solo numeri. Sono il peso quotidiano che schiaccia famiglie intere, costrette a scegliere se pagare una bolletta o indebitarsi”.

Nel suo intervento, ha ribadito la necessità di politiche strutturali e coraggiose, che superino i semplici bonus una tantum. Le proposte includono l’aumento del potere d’acquisto, il contrasto al lavoro povero, l’ampliamento degli sportelli di consulenza e una maggiore educazione finanziaria.

L’avv. Francesco Cacciola, invece, ha acceso i riflettori sul dramma vissuto dalle piccole e medie imprese italiane, schiacciate dai rincari e dall’impossibilità di accedere al credito. “Senza liquidità, e con le banche che segnalano invece di sostenere, le imprese sono obbligate al fallimento”, ha affermato.

Con aumenti del +22,5% nei costi energetici tra fine 2024 e inizio 2025, il rischio è quello di una nuova ondata di chiusure, in particolare nei settori della manifattura, logistica, ristorazione e trasporti. Cacciola ha invocato misure urgenti per trasformare i debiti in sostenibili, rafforzare le garanzie statali e incentivare il passaggio alle energie rinnovabili.

Un doppio intervento, quello di Carpentieri e Cacciola, che restituisce dignità e voce a due mondi troppo spesso dimenticati: quello delle famiglie in difficoltà e quello delle imprese che 

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