Arte e Cultura
Al Teatro Bonci di Cesena "La cambiale di matrimonio" di Gioachino Rossini con l'Orchestra del Conservatorio Maderna-Lettimi diretta da Paolo Manetti regia Alfonso Antoniozzi
Sabato 4 ottobre, alle ore 20.30, La cambiale di matrimonio di Gioachino Rossini allestita dal Conservatorio Maderna-Lettimi di Cesena e Rimini apre la Stagione musicale del Teatro Bonci di Cesena con la tradizionale serata offerta gratuitamente al pubblico della città. Lo spettacolo sarà presentato anche al Teatro Galli di Rimini, martedì 7 (in matinée) e mercoledì 8 ottobre (ore 20.00).
L’opera è una farsa in musica che Rossini compose appena diciottenne, sul libretto di Gaetano Rossi ricavato dall'omonimo dramma di Camillo Federici.
La vicenda si svolge in casa del ricco mercante inglese Tobia Mill: sua figlia, la giovane Fanny, è stata promessa in sposa, suo malgrado e dietro la firma di una cambiale di matrimonio, al maturo canadese Mr. Slook ma è invece innamorata dell’amico di famiglia Edoardo Milfort, che la corrisponde. «Dietro l’apparente leggerezza di una farsa musicale, già si intravede la consapevolezza di un nodo sociale profondo: l’idea che il matrimonio possa ridursi a un contratto economico, a un accordo stipulato tra uomini di affari, in cui la donna non è persona ma merce. La forza comica di questa partitura sta proprio nel sovvertire quel sistema: la figlia che dice no, il giovane che rivendica il diritto di scegliere, la tradizione che si incrina fino a cadere» si legge nelle note del regista Alfonso Antoniozzi.
Un progetto formativo e creativo pressoché unico nell’ambito dei conservatori italiani, avviato a Cesena nel 1996 con la collaborazione dell’Accademia di Belle arti di Bologna e del Teatro Bonci, che coinvolge i giovani artisti in un’esperienza teatrale intensa. I cantanti di varie nazionalità, al debutto sul palcoscenico, sono selezionati nell’ambito delle classi di canto del Laboratorio lirico e gli studenti di Cesena e Rimini compongono l’orchestra (di quasi di 40 elementi), diretta da Paolo Manetti.
Scenografia e costumi sono realizzati dal team creativo Scenicamente di Studenti del biennio specialistico Scuola di Scenografia indirizzo Teatro d’Opera e Spettacolo Musicale dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, guidato da Marcello Morresi.
Lo spettacolo interpreta Rossini come un precursore della cultura pop: la sua musica incalzante, piena di trovate e capace di ridere delle convenzioni, si intreccia con un immaginario che richiama lo spirito creativo e iconoclasta degli anni ’60. Non una semplice trasposizione d’epoca, ma un’operazione teatrale che amplifica il messaggio sotteso all’opera. Ambientata nella Londra degli Swinging Sixties, la farsa borghese si trasforma in racconto di rivoluzione culturale: un universo fatto di regole rigide, ruoli imposti e affetti mercificati è travolto all’improvviso da un’onda di libertà, colore e ironia, proprio come è accaduto, in quegli anni, alla società inglese, che ha visto cambiare in poco tempo moda, musica, morale e linguaggio artistico.
La cambiale di matrimonio è una critica lucida al potere patriarcale, al commercio dei sentimenti, alla logica del possesso. I personaggi si ribellano, si trasformano, si liberano. Il riso diventa gesto politico, il ritmo musicale si fa acceleratore di cambiamento.
«Questa messinscena parte da un esterno vittoriano: una Londra solida, austera, che trasmette ordine e disciplina. Ma è solo il punto di partenza di un percorso» continua Antoniozzi. Lungo tutto lo spettacolo scorrono le immagini del tempo che avanza: i decenni si succedono, la società si trasforma, e poco a poco arriviamo agli anni Sessanta, con il loro vortice di colori, di musica, di libertà conquistate. Ho voluto che l’ambiente stesso diventasse un personaggio, che raccontasse visivamente il cammino da un mondo statico e oppressivo a un’epoca in cui la gioventù rivendica il diritto di decidere per sé.
Così il contratto del titolo, nato in un’Inghilterra ottocentesca ancora schiava di convenzioni sociali, attraversa la storia fino a scontrarsi con un’epoca che più di ogni altra ha messo in discussione padri e mercanti, valori e convenienze, leggi non scritte e imposizioni culturali. La cambiale di matrimonio diventa un piccolo atto di rivoluzione continua, che trova risonanza in ogni stagione in cui qualcuno osa dire no a ciò che altri hanno già deciso per lui. Per questo ho voluto che la scena viaggiasse nel tempo, fino agli anni Sessanta: non per una nostalgia estetica, ma per ricordare che la ribellione dei giovani di allora ha ancora molto da dire ai giovani di oggi. E lavorare e riflettere su questo con gli allievi di conservatorio, praticamente coetanei dell’autore ai tempi della stesura, è stato non solo un privilegio raro ma il modo migliore per ribadire che l’opera non appartiene a chi la conserva, ma a chi la reinventa».
Nel cuore di questa produzione c’è l’idea che anche il teatro più ironico possa dire qualcosa di profondo sul nostro tempo. Che l’opera buffa possa essere rivoluzionaria, senza perdere il sorriso.
Che un giovane Rossini, già nel 1810, sapesse come far saltare i contratti, le cambiali, i padri padroni, con una partitura che non si lascia imbrigliare da nessuna convenzione.
Diplomato in Composizione, Direzione d’orchestra, Musica corale e Direzione di coro, Paolo Manetti ha diretto compagini di rilievo come l’Orchestra Accademia I Filarmonici, I Virtuosi Italiani, l’Orchestra da camera di Mosca, l’Orchestre des Jeunes de la Mediterranée, l’Orchestra dell’Emilia Romagna A. Toscanini. Ha collaborato con solisti come Enrico Dindo, Daniel Chorzempa, Rocco Filippini, Franco Maggio Ormezowski, Ramin Barahmi, Luisa Prandina, Raffaele Trevisani, John Olaf Laneri, Francesco Manara. È docente del Conservatorio Maderna-Lettimi di Cesena e Rimini.
Alfonso Antoniozzi, nato a Viterbo, è uno dei baritoni italiani più riconosciuti a livello internazionale. Ha debuttato giovanissimo e calcato i palcoscenici più prestigiosi, da Salisburgo a New York, dalla Scala a Vienna. Il suo repertorio ha spaziato dall’opera buffa al dramma, imponendosi per raffinatezza interpretativa e presenza scenica. Parallelamente all’attività di cantante ha intrapreso la carriera di regista lirico, collaborando con direttori, registi e teatri di rilievo e firmando allestimenti apprezzati in Italia e all’estero. Insegna Teoria e Tecnica dell’Interpretazione Scenica al Conservatorio Maderna-Lettimi di Cesena e Rimini, trasmettendo alle nuove generazioni la sua esperienza e il suo metodo di lavoro.
Dal 2022 ricopre la carica di Assessore alla Cultura e Vicesindaco del Comune di Viterbo, con un impegno costante per la vita culturale cittadina. Continua a unire la dimensione artistica e quella civile, convinto che la cultura sia strumento di crescita e di libertà.
Conservatorio Maderna-Lettimi di Cesena e Rimini
in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Bologna
La cambiale di matrimonio
di Gioachino Rossini
farsa in musica su libretto di Gaetano Rossi
direttore d'orchestra Paolo Manetti
regia Alfonso Antoniozzi
scenografia e costumi Scenicamente - Team creativo - Biennio di Scenografia Teatro d’Opera e Spettacolo Musicale Accademia di Belle Arti di Bologna
personaggi e interpreti:
Fanny Caterina Morigi, Elena Bertozzi
Edoardo Milfort Qiusheng Zhao
Slook Yunhe Zhao
Clarina Bianca Tomaselli, Sharina Bryan
Mill Hovanes Shakhnazarian
Norton Yang Yang
maestro al clavicembalo Marco Turri
docenti di Canto Alda Caiello, Valeria Esposito, Giorgio Misseri
maestri collaboratori:
al pianoforte Marco Turri, Fabrizio Di Muro
ai sopratitoli Pia Zanca, Isidora Rayen Prado Barra
trucco e acconciature Ilaria Bianchi, Manuela De Carli
maestro luci Diba Moghaddannia
tecnico luci Federico Antoniazzi
tecnici audio-video Alvise Wiel, Matteo Bertani
realizzazione costumi SlowCostume, sartoria teatrale Michela Rossi, sartoria
docenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna:
designer video Filippo Tadolini
scenografia e coordinamento Marcello Morresi
assistente esterno alla scena Andrea Zucchiatti
realizzazione scene Panel System
direttore di produzione Matteo Bertani
Orchestra del Conservatorio Maderna-Lettimi
violini primi: Viola Muzzi, Sokhema Di Croce, Enrico Farsetti, Gabriele Gardini, Emanuele Gennari, Costanza Lugaresi, Anna Negroni, Isacco Pagliarani
violini secondi: Paolo Chiavacci, Valentina Albiani, Giuli Bordiglioni, Valentino Magnani, Sofia Mariani, Beatrice Rosetti, Eleonora Montini
viole: Marta Donati, Emiliano Gennari, Farnaz Khakpour, Michela Zanotti
violoncelli: Matilde Melucci, Saghavaz Elin Foolady, Diego Pesaresi, Olga Rymskykh
contrabbassi: Simone Francioni, Diego Falcone, Aurora Galli
flauti: Margherita Ambrosani, Mattia Maroncelli
oboi: Lucia Fiorio, Giulio Marchetti
corni: Maikol Cavallari, Claudio Catalini
clarinetti: Tommaso Bertozzi, Samuele Bellanova
fagotto: Javier Gonzales
clavicembalo (recitativi): Marco Turri
studenti del biennio del corso di Scenografia, indirizzo Teatro d’Opera e Spettacolo Musicale dell’Accademia di Belle Arti di Bologna
coordinamento Yuanyuan Luo
realizzazione elementi scenici, attrezzeria e assistenti tecnici ai movimenti di scena: Qiqi Chen, Yu Gao, Yumeng Qie, Zhanyu Yan, Ruiying Zeng, Changhong Ma
aiuto alla progettazione scenica: Bingyu Fei, Hu Kun, Melissa Ferretti, Luca Ghelfi, Mengqi Sun, Shuxian Wu, Jiahao Liu
si ringrazia Associazione Di Volontariato Campo Emmaus, Fantafer, il personale del teatro, Margherita Tosato per i disegni esecutivi, Gaia Cicuttin ed i tecnici di Panel System per le finiture decorative
durata: 1 ora e 15’ senza intervallo
Informazioni:
Teatro Bonci
piazza Guidazzi 8, 47521 Cesena - tel. 0547 355959
info@teatrobonci.it
Orari biglietteria (solo giorni feriali)
dal martedì al sabato ore 10.00-13.00 e 16.00-19.00 e fino a inizio spettacolo nei giorni di rappresentazione serale. Le domeniche di rappresentazione pomeridiana, apertura da un’ora prima a inizio spettacolo
Online: info@teatrobonci.it |cesena.emiliaromagnateatro.com | vivaticket.com
Ingresso gratuito