Raccontare un legame senza parole
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Questo brano nasce durante la pandemia, un periodo che ha costretto molti a guardarsi dentro. La musica, in quel momento, è stata più un rifugio o uno strumento per capire meglio quello che stavi vivendo?
Entrambe le cose. La musica per me è sempre stato sia un rifugio che un mezzo potente per esprimere me stessa. In quel periodo in particolare.
La struttura è piena di cambi emotivi, quasi come se stessi descrivendo più persone dentro la stessa persona. È stato naturale o hai lavorato molto per trovare questo equilibrio?
Anche in questo caso entrambe le cose. Ho lavorato molto per costruire la struttura del brano perché mi piacevano e mi emozionavano tutti I passaggi, per quanto alcuni molto diversi fra di loro. Comunque la cosa fondamentale è stata quella di esprimere il carattere di mio figlio, volubile, vivace, turbolento e giocoso contemporaneamente, e anche il rapporto fra me e lui. Ludico ma anche profondo e conflittuale.

Si percepisce una tensione che poi si scioglie solo in parte. È un finale aperto, non del tutto risolto. È così che vedi anche il rapporto tra genitore e figlio, qualcosa che non si conclude mai davvero?
Si, esatto, è così. Il rapporto fra madre e figlio si evolve continuamente e non c e mai una fine nella chiusura del cerchio emotivo.
Oggi che il brano esiste ed è fuori da te, ti capita di ascoltarlo ancora come madre o ormai lo senti come qualcosa di indipendente, quasi appartenesse a chi lo ascolta?
È difficile rispondere a questa domanda, peraltro molto acuta e interessante, Fa riflettere. Posso dire che ogni volta che suono il brano, ma anche quando lo ascolto, mi emoziona molto. Credo che a livello inconscio, e forse neppure troppo inconscio, il suono di questa composizione mi riporta automaticamente a mio figlio. Forse più avanti potrei percepirlo in modo diverso, se riuscissi a slegare il contesto emotivo che lo lega a Federico, e viverlo come un brano a se stante, e in modo più ‘obiettivo’. D' altronde il fascino della musica è anche questo: noi amiamo un brano perché ci intriga la melodia o anche perché ci ricorda una persona o/e un periodo storico particolare? Spesso le due cose non sono così separate. A meno che noi non cambiamo così tanto che certi gusti, certi stili, in futuro, non ci risuoneranno più come adesso.
Ufficio Stampa
Cristiano Romanelli
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