Italia dei Diritti-De Pierro, ponte sullo Stretto grande opera o gigantesco bluff?
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Non si placano le polemiche, soprattutto da parte di chi è contrario alla costruzione del ponte sullo Stretto, contro Salvini e il suo comportamento tenuto durante l'annuncio del via libera del CIPESS per la costruzione del ponte. Il gesto di lanciare baci ai manifestanti contrari all'opera è stata vista come una provocazione che non è passata inosservata neanche al movimento politico Italia dei Diritti-De Pierro che ha subito espresso solidarietà a chi è rimasto vittima dell'arroganza di Salvini. Ma lo stesso movimento presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro pone l'accento su alcune situazioni che ancora metterebbero in pericolo la realizzazione dell'opera e lo fa attraverso il responsabile nazionale per la Politica Interna Carlo Spinelli:
"Abbiamo assistito a uno spettacolo di dubbio gusto, un Ministro della Repubblica che invia baci in modo ironico e provocatorio verso i manifestanti contrari alla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, un atteggiamento che, a mio parere, non è in linea con i comportamenti di chi, votato dagli italiani siciliani compresi, ci dovrebbe rappresentare in Parlamento. Al di là di queste considerazioni, mi preme sottolineare che il via libera definitivo dato dal CIPESS sbandierato dal leader leghista con relativa dichiarazione dello stesso su di un imminente inizio dei lavori relativi all'opera, non significa affatto che il ponte si farà. Infatti - continua Spinelli - le incognite sono ancora tante e mettono in pericolo la costruzione del ponte o quanto meno rischiano fortemente di ritardarne l'inizio dei lavori e di conseguenza la consegna dell'opera. Manca ancora l'approvazione della Corte dei Conti e l'iter non inizierà prima di due mesi, non c'è ancora il parere favorevole del Parlamento Europeo che dovrà valutare incidenza ambientale e se ci sono i motivi imperativi di interesse pubblico, c'è poi l'incognita dei ricorsi giudiziari ai quali ricorreranno i proprietari dei beni espropriati, le associazioni ambientaliste e quelle contrarie alla costruzione del ponte che potrebbero allungare e di tanto i tempi per l'inizio dei lavori.

C'è poi la realizzazione del progetto esecutivo che potrebbe richiedere fino a due anni di tempo. Questo sta a significare che quanto dichiarato da Salvini in merito a un imminente inizio dei lavori con conseguente apertura dei cantieri potrebbe essere più uno slogan propagandistico che altro. Inoltre la costruzione del ponte da sola potrebbe non bastare per risolvere i problemi di collegamento tra la Calabria e la Sicilia decantati dal Governo soprattutto per quanto riguarda il trasporto su rotaia, infatti visto che l'85% circa della rete ferroviaria siciliana è a binario unico e in parte non elettrificata, se non adeguata limiterebbe capacità, velocità e frequenza dei treni riducendo l'utilità del ponte almeno per ciò che riguarda il traffico ferroviario e questo potrebbe rappresentare un problema di difficile risoluzione. Basti pensare che la tanto attesa tratta ad alta velocità Catania Palermo finanziata dal PNNR non si farà perché, non rispettando i tempi previsti per la fine dei lavori fissata al 30 giugno 2026 non riceverà i fondi europei.
Quindi per velocizzare e rendere più facili i collegamenti tra la Sicilia e il Continente, il solo ponte non basta e rischia così di diventare una cattedrale del deserto, a meno che non si adeguino le infrastrutture viarie dell'Isola partendo da Messina, rendendo così per anni la città un cantiere aperto con tutti i disagi che ne conseguiranno. C'è poi il nodo risarcimenti - prosegue l'esponente IdD, che sta facendo discutere ma del quale non tutti sono al corrente. Infatti nel caso in cui il ponte non venisse costruito, lo stato dovrà risarcire la società incaricata per la realizzazione dell'opera con soldi pubblici per un ammontare, secondo la società Stretto di Messina del 5% del costo totale che è di 13,5 miliardi di euro anche se altre fonti parlano addirittura di un risarcimento che potrebbe arrivare fino al miliardo e mezzo. Infine il problema sicurezza, questo ponte a campata unica, viene costruito in una zona ad alto rischio sismico, sarà veramente sicuro? In base a queste considerazioni la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina rischia di diventare un bluff che servirebbe solo come attività di propaganda per Matteo Salvini e la Lega e se così sarà, lo scopriremo troppo tardi. Di sicuro i dubbi sul completamento dell'opera entro il 2032/33 ci sono tutti - conclude Spinelli - viste le incognite e i tanti ostacoli ancora da superare".
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