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"Eight" di Ella Hickson, debutto nazionale a Rimini nella produzione di Le Città Visibili

Firma la regia Michele Di Giacomo, la traduzione è di Monica Capuani. Con Tamara Balducci, Camilla Berardi, Gabriele Brunelli, Michelangelo Canzi, Rita Castaldo, Michele Di Giacomo, Valeria Perdonò, Simone Tudda. Ultima replica al Museo della Città di Rimini il 30 Agosto. Al Bonci di Cesena il 10 Settembre 2025
Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

Eight, della drammaturga e regista britannica Ella Hickson, una delle nuove e più importanti voci del teatro inglese, al debutto nazionale per la rassegna Le Città Visibili a Rimini, ala nuova del Museo della città, ultima replica oggi, sabato 30 Agosto 2025, prima di arrivare al Teatro Bonci di Cesena, Mercoledì 10 Settembre alle ore 21.

Firma la regia Michele Di Giacomo, la traduzione è di Monica Capuani, con Tamara Balducci, Camilla Berardi, Gabriele Brunelli, Michelangelo Canzi, Rita Castaldo, Michele Di Giacomo, Valeria Perdonò, Simone Tudda.

La prima opera teatrale della Hickson, scritta quando la stessa, lo sceneggiatore, il cast e la troupe di Eight erano tutti studenti o ex studenti dell'Università di Edimburgo, è ideata in otto monologhi, di circa 15 minuti ciascuno, presentati in prima al Fringe Festival di Edimburgo nel 2008 e poi negli Stati Uniti con grande successo, vuole essere un ritratto di gruppo sullo stato della nazione e di una generazione cresciuta in un mondo in cui tutto è diventato accettabile,

 "Uno sguardo a ciò che è accaduto a una generazione cresciuta in un mondo in cui tutto è diventato accettabile".

Prima dello spettacolo, al pubblico  viene chiesto di votare quali quattro degli otto monologhi vorrebbero vedere: dal piano superiore dell'ala nuova del Museo di Rimini tutti e otto i personaggi si presentano per alcuni secondi, ma solo i quattro con il punteggio più alto, inviato tramite cellulare da ogni spettatore, si esibiscono.

Tutti ci ricordano che con ogni scelta che facciamo, scegliamo anche di lasciare qualcosa dietro di noi.

 Quatro stanze accolgono, a turno, i quattro gruppi di spettatori per seguire i monologhi scelti, con un dato comune, che c'è una sofferenza in tutto il testo, vissuta con forza nella recitazione dei quattro interpreti.

Veniamo via via trascinati in un mondo interiore, fino ad esplorare questioni profonde sul nostro rapporto con gli ideali, con la vita, con la famiglia, con i riti quali il Natale.

 Ad esempio, il nostro rapporto con gli ideali di perfezione corporea (il personaggio Danny) oppure con osservazioni estremamente pertinenti sugli effetti psicologici della guerra e sui complessi emotivi dell'identità maschile della classe operaia.

 Sofferenza per la fine di una storia e degli ideali, oggi che "essere sovversivi è un vezzo, non una necessità", nell'ultima avventura di un queer ai margini, o  nella fine della famiglia e dei riti, o nella guerra.

 "Scrivere Eight è stata una delle esperienze più dolorose di tutta la mia vita", racconta la Hickson. "Quando inizi e c'è tutto quel clamore e non hai alcun controllo sulla tua traiettoria, è davvero spiacevole. È quando la situazione si fa più silenziosa che inizi a stabilire cose molto più durature e solide".

Una riflessione dura che ci coinvolge, perchè, "se il mondo non può essere un palcoscenico, può, questo palcoscenico, essere il mondo", perchè questo mondo oggi lo abbiamo costruito e pilotato noi, attraverso l'uso di una intelligenza esterna.

di Ella Hickson 

 regia Michele Di Giacomo 

 traduzione Monica Capuani 

Con Tamara Balducci, Camilla Berardi, Gabriele Brunelli, Michelangelo Canzi, Rita Castaldo, Michele Di Giacomo, Valeria Perdonò, Simone Tudda
Regista assistente Matteo Gatta
Produzione Le città visibili, coproduzione Alchemico Tre

 Debutto nazionale

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