Carinaro, clima teso tra i fedeli della comunità: l'appello del prof. Eramo contro gli attacchi social al parroco Don Antonio Lucariello

«Il parroco — evidenzia il professore — deve impiegare il suo tempo prezioso al servizio dei fedeli nell'ascolto e nella cura pastorale, e non certo sprecare energie per rispondere ad accuse e critiche sterili». D'altronde, la porta del pastore resta aperta a chiunque desideri un confronto sincero, poiché «il parroco di tutti è con tutti».
Comunicato Precedente

next
Comunicato Successivo

next
Preferisci Informazione.News su Google

«Unità, rispetto e basta con gli attacchi gratuiti». È un grido d'allarme e, al tempo stesso, un accorato appello alla riconciliazione quello lanciato dal professor Marco Francesco Eramo, docente di Scienze Umane originario di Carinaro e attualmente in servizio nei licei della provincia di Ancona. Al centro della riflessione del professore c'è il clima di forte tensione che, da qualche mese, vede protagonista il parroco di Carinaro, don Antonio Lucariello, bersagliato da critiche e polemiche sollevate sul web da profili anonimi.

​Una situazione che non colpisce solo la guida spirituale, ma che si estende anche ai componenti del comitato festa, finiti nel mirino di contestazioni che la comunità parrocchiale definisce immotivate e laceranti.

​Nel suo intervento, Eramo non usa mezzi termini per stigmatizzare le modalità con cui vengono portati avanti questi attacchi. Puntare il dito contro il parroco e la parrocchia di Santa Eufemia nascondendosi dietro a falsi profili, immagini caricaturali e tastiere digitali è, secondo il docente, un comportamento inconciliabile con il vero amore per la comunità.

​«Chi ama Santa Eufemia non semina divisione», sottolinea Eramo, rivolgendo una domanda provocatoria ma diretta ai contestatori seriali del web: «Vi siete mai chiesti se la nostra Santa Patrona approverebbe questo vostro comportamento da perfetti persecutori?». Un richiamo forte alla figura di Santa Eufemia e all'insegnamento evangelico della carità, contrapposto all'atteggiamento di chi agisce sotto mentite spoglie.

​Il docente entra poi nel merito delle motivazioni che sembrano alimentare il malcontento, spesso legate a dinamiche e logiche interne ai festeggiamenti patronali. Eramo ricorda con fermezza il ruolo istituzionale e canonico della guida religiosa: dal punto di vista civile e canonico, il parroco è il legale rappresentante della parrocchia ed è chiamato ad amministrare i beni comunitari con saggezza e nel rigoroso rispetto delle norme diocesane.

​Decisioni che, inevitabilmente, possono scontentare le ambizioni o gli interessi particolari dei singoli. Ma il parroco, agendo da buon padre di famiglia, ha il preciso dovere di impedire che logiche egoistiche prevalgano sul bene collettivo, generando scompiglio e disunione.

​«Il parroco — evidenzia il professore — deve impiegare il suo tempo prezioso al servizio dei fedeli nell'ascolto e nella cura pastorale, e non certo sprecare energie per rispondere ad accuse e critiche sterili». D'altronde, la porta del pastore resta aperta a chiunque desideri un confronto sincero, poiché «il parroco di tutti è con tutti».

​A qualche mese di distanza dalla conclusione dei solenni festeggiamenti patronali — vissuti, secondo il comitato e i fedeli, come un autentico momento di amore, armonia e fratellanza —, l'invito che arriva dal mondo scolastico anconetano ma profondamente radicato nel territorio casertano è quello di voltare pagina.

​La ferita aperta nel tessuto sociale e di fede di Carinaro deve essere ricucita attraverso la collaborazione e la carità operosa. L'appello conclusivo è un invito chiaro a deporre le armi della polemica digitale per riscoprire il senso autentico dell'essere comunità: «Mettiamo dunque da parte lo spirito critico e distruttivo. Rivestiamoci di carità e di operosità, ricordando che una vera comunità di fedeli si riconosce dalla capacità di mettersi umilmente al servizio del prossimo».

Ufficio Stampa

Alessandro Borriello
 Rassegna Stampa (Leggi tutti i comunicati)

rassegnastampa26@gmail.com

;