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POLTRONE VIVENTI, PELLE DI PESCE E ABITI INTERATTIVI INNOVAZIONE, DESIGN E SOSTENIBILITÀ I NUOVI MANTRA DEI DESIGNER EUROPEI

Milano, XX febbraio 2019 – Sedute organiche che vengono nutrite per raggiungere la forma desiderata, oggetti di vetro per l’home decor derivati da rifiuti speciali, nuovi materiali alternativi alla pelle animale ricavati dai pesci, abiti illustrati per bambini che attraverso la realtà aumentata e l’interazione con un’app si arricchiscono di nuovi contenuti.
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Riciclo, sostenibilità e uso spinto della tecnologia si confermano il mantra al centro della creatività e delle innovazioni sperimentate dalle nuove generazioni di designer europei che, sotto il cappello Worth Partnership Project, iniziativa finanziata dal programma COSME dell’Unione Europea, saranno in mostra dal 20 al 26 Aprile all’Opificio 31 di Via Tortona 31.

“Con la sua capacità di influire positivamente sulla durata dei prodotti, sulla facilità con cui possono essere smontati, riparati e rigenerati e sul consumo di risorse preziose e non rinnovabili – sottolinea Korinna Mollá di Aitex, capofila del Consorzio a guida di Worth Partnership Project  sempre più il design assume un ruolo di primo piano nell’ambito dell’economia circolare. Per i nuovi designer europei, la chiave di tutto è ridurre al minimo i consumi di materie prime e rinnovare materiali, processi, prodotti e servizi a essi collegati attraverso un uso pervasivo della tecnologia.”

In particolare, i progetti in mostra sono frutto della Seconda Call di WORTH Partnership Project che ha raccolto 462 candidature ricevute, includendo 978 partner provenienti da 36 paesi, 88 partnership transnazionali vincitrici e 27 Paesi europei coinvolti.

“WORTH Partnership Project – ha commentato Anna Athanasopoulou, European Commission Head of Unit for Tourism, Emerging and Creative Industries, DG for Internal Market, Industry, Entrepreneurship and SMEs – si è confermato l’incubatore ideale dove esplorare creatività e innovazione e incoraggiare la condivisione di conoscenze e competenze tra designer, artigianato tradizionale e digitale e l’industria manifatturiera. Con l’obiettivo di aiutare le piccole imprese a integrare creatività e innovazione nel modo in cui producono beni o forniscono servizi, affinché crescano e rimangano competitive sul mercato.”

Alcuni progetti in mostra

LUCID Frutto della collaborazione tra krown.bio, azienda biotecnologica e La Gadoue Atelier, studio di design dei Belgio, Lucid è un invito a riflettere sulle odierne tecniche di produzione. La seduta è realizzata al 90% con materiali naturali quali rifiuti organici, micelio, gomma naturale e canapa che, combinati a processi innovativi, danno vita a un modello di produzione a ridotto impatto ambientale dove un ruolo fondamentale lo gioca il micelio, ovvero il vero organismo fungino costituito da ife formanti ammassi filamentosi. Il processo di produzione prende il via con la creazione di uno stampo dove viene versata una mistura di materiali naturali e micelio chiamata substrato. Tale mistura è viva, letteralmente. Il micelio si ciba delle sostanze nutritive contenute nei rifiuti organici e cresce fino a riempire l’intero stampo e ad assumere una consistenza solida. La forma così composta viene dunque estratta dallo stampo e disidratata per eliminare il micelio. Ed ecco che si ottiene una struttura leggera ed estremamente resistente. Krown.bio lavora sui composti del micelio dal 2015. “L’inizio non è stato facile: lavorare in modo abbastanza pulito per prevenire la contaminazione e assicurarsi che l’organismo cresca ad una buona velocità mantenedo un limite sufficiente, è stata una sfida. Ma con il supporto del nostro partner Ecovative, ora abbiamo un prodotto stabile che può essere utilizzato per il designer d’interni, l’imballaggio o come materiale da costruzione” spiega Jan Berbee di Krown.bio.

COMMON SANDS Nato per volontà di Studio Plastique, design firm belga, in collaborazione con Arcam Glass, atelier artistico specializzato in oggetti di vetro, Common Sands mira a creare un ciclo economico virtuoso che risolva i problemi di smaltimento di alcune risorse “problematiche” al secondo ciclo di vita. Con l’obiettivo di non discostarsi né dal quotidiano da cui questi rifiuti provengono, né dall’anima dell’oggetto stesso. Non a caso, a seconda dei diversi apparecchi da cui venga estratto il silicio, il risultato sarà un tipo di vetro diverso. Common Sands è una collezione di decorazioni per la casa che utilizza i componenti di silicio presenti negli elettrodomestici da cucina.“E’ ancora un gesto troppo naturale – sottolinea Theresa Bastek di Studio Palstique – lanciare un involucro di plastica o una buccia di banana per terra, con la differenza che l’imballaggio di plastica è un materiale artificiale che dovrebbe essere tenuto all’interno del ciclo di vita delle cose create dall’uomo, non è compatibile con nessun altro ciclo; la buccia di banana invece può tornare alla natura e al suo ciclo senza impattare sull’ambiente. Ciò comporta una responsabilità di chi progetta a prendersi cura non solo di come le risorse vengono elaborate e utilizzate, ma anche di ciò che accade loro dopo che hanno servito la loro particolare funzione.”

Si chiama FISH_FISH ed è il progetto che ha raccolto la visione di design dello spagnolo KRALOVA, la società di ricerca per la conservazione e la protezione degli oceani e degli ambienti marini Blu Marine Service Soc Coop. Obiettivo: sviluppare un nuovo materiale biologico e biodegradabile per creare una collezione di scarpe no-gender utilizzando la pelle di pesce come materiale di scarto. “E’ possibile un design cool fatto in modo sostenibile e beneficiando della migliore delle partnership, quella tra l’Umo e la Terra – sottolinea Zuzana Kralova, founder di KRALOVA Studio – Il progetto Fish_Fish mira a dimostrare che anche l’industria calzaturiera può riciclare e riutilizzare materiali grezzi e innovativi che soddisfano i requisiti di durata, comfort e valori indispensabili di sostenibilità”

Frutto della sinergia tra lo studio di design francese Arkellia, la pmi siciliana Eithne e l’associazione di arti e mestieri finlandese Modus, WEAR-ABOUTS esplora nuovi approcci educativi basati su modelli illustrati intelligenti come prodotti culturali interattivi che operano all’intersezione tra illustrazione, educazione, turismo e moda. Questo progetto vuole esplorare cosa accadrebbe se le illustrazioni potessero uscire dai libri e trasformarsi in disegni tessili su indumenti cosa direbbero delle storie intriganti che li hanno ispirato e come parlerebbero a chi li indossa. Con questa prospettiva, WEAR-ABOUTS crea abiti per bambini connessi a un dato luogo geografico e interattivi affinché possano essere “letti” attraverso un’app dedicata. “WEAR-ABOUTS – racconta Laetitia Barbu di Arkellia – crea abiti per bambini che si ispirano a un determinato luogo e agiscono come prodotti turistici esperienziali intelligenti che stabiliscono una connessione profonda tra quel luogo e chi lo indossa. Consentono ai giovani e alle famiglie di scoprire una regione / area visitata in modo nuovo e non convenzionale, in particolare utilizzando la realtà aumentata”.

Mowo, move with wood, è una collezione di sedie ergonomiche realizzata con elementi modulari. Il progetto nasce dalla collaborazione tra la designer austiaca Lisa Stolz e l’ungherese Tamas Babits, founder dell’azienda produttrice di compensato Licit, con l’obiettivo di esplorare sedute morbide ed elastiche in legno. La collezione Mowo, composta da “CC Series”, una serie di sgabelli di uso            quotidiano, per sala da pranzo o ufficio e da “Aera”, una struttura in multistrato intrecciato che si adatta al peso e alla forma del corpo che sostiene consentendo piccole deformazioni all’interno del suo volume. Questo risultato è stato possibile grazie all’utilizzo dello “spessore minimo di materiale”, che permette al compensato di piegarsi e torcersi sotto carico di un peso.“Il movimento è una celebrazione della vita ed è stato l’ispirazione principale della collezione – spiega Lisa Stolz – La flessibilità delle strutture invita l’utente a muoversi, mentre le forme simmetriche insieme all’assenza di schienali incoraggiano chi si siede a esplorare diverse posizioni di seduta. Attraverso questo tipo di seduta si riattivano il flusso sanguigno e la circolazione e si possono prevenire dolori alla schiena e tensioni muscolari.”

 

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