Se il genitore insulta, il figlio resta in panchina: il "modello Perugia" per salvare il Fair Play

Conviviale del Panathlon Club sulla cultura sportiva nel basket, Agostinelli (Pontevecchio): « Ciascuno rispetti i ruoli, i genitori facciano i genitori», ingresso ufficiale per Alessandro Sorci
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Perugia, (informazione.news - comunicati stampa - sport)

(Perugia) «Il tecnico fa il tecnico, l’atleta fa l’atleta e, soprattutto, il genitore fa il genitore». Non usa giri di parole Giulio Agostinelli, presidente della Pontevecchio Basket, per sintetizzare l’emergenza educativa che sta attraversando il mondo dello sport giovanile. La frase ha fatto da filo conduttore alla serata organizzata dal Panathlon Club Perugia, Presidente Luca Ginetto,  presso il ristorante Parthenope, dal titolo significativo: “Il basket è… Fair Play”.

Se il genitore insulta, il figlio resta in panchina: il "modello Perugia" per salvare il Fair Play

La linea dura contro il tifo violento: il dibattito è ruotato attorno alla coraggiosa iniziativa intrapresa da Basket Academy, Sicoma Valdiceppo e Pontevecchio Basket.  La mancata convocazione degli atleti qualora i genitori si rendano protagonisti di comportamenti irrispettosi sugli spalti. Un provvedimento che ha diviso l’opinione pubblica, ma che i vertici societari difendono con orgoglio.

«Lo rifarei subito», ha ribadito con fermezza Paola Gionangeli, presidente della Sicoma Valdiceppo. «In alcuni casi il fine ha giustificato il mezzo e i genitori hanno finalmente corretto il tiro». Le ha fatto eco Edoardo Casuscelli (Basket Academy), citando un episodio emblematico: «Un giorno un ragazzo è venuto a chiedermi scusa lui per il comportamento del padre, che sosteneva di avere il diritto di fare ciò che voleva in quanto tifoso. Noi formiamo uomini, non solo atleti: l'intervento è necessario».

Se il genitore insulta, il figlio resta in panchina: il "modello Perugia" per salvare il Fair Play

Arbitri nel mirino: l'allarme della FIP. La conseguenza più grave di questo clima di ostilità è la crisi delle vocazioni arbitrali. Claudio Di Toro (Comitato Italiano Arbitri Fip Umbria) ha denunciato rapporti settimanali infarciti di insulti pesanti, spesso di natura sessista verso le giovani direttrici di gara. Una situazione che rende difficile il reclutamento di nuovi fischietti, nonostante il sostegno delle società.

Nonostante le tensioni sugli spalti, il movimento cestistico umbro gode di ottima salute. Gianni Antonelli, Presidente regionale Fip, ha tracciato un bilancio positivo del post-pandemia: «I risultati arrivano: giovani convocati in nazionale, tecnici umbri in serie A, come Francesco Taccetti a Trieste. Manca solo una squadra di vertice assoluto per coronare il movimento».

Simboli e nuovi ingressi: durante l'evento, sono state consegnate alla Basket Academy e al Perugia Rugby le tabelle del Panathlon contenenti la "Carta dei Doveri dei Genitori" e la "Carta dei Diritti dei Ragazzi nello Sport", da affiggere all'ingresso degli impianti come monito costante.

Se il genitore insulta, il figlio resta in panchina: il "modello Perugia" per salvare il Fair Play

La serata ha segnato anche un momento istituzionale importante con la presentazione del socio n. 63: Alessandro Sorci, Presidente dell'Atletica Perugia, che entra ufficialmente nella famiglia del Panathlon.

Non è mancato il momento agonistico "sul campo". Prima della cena, i soci si sono sfidati al palazzetto di Ponte San Giovanni in una prova di tiro a canestro. Ad aggiudicarsi il trofeo è stato Andrea Giovi (allenatore della Monviso volley femminile), che ha battuto allo spareggio il Presidente del Panathlon Luca Ginetto dopo una serie di tiri dalla lunetta e da sotto ad alta tensione.

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