IL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELLE NAZIONI UNITE LODA GLI SFORZI DEL MAROCCO PER RISOLUZIONE DEL CONFLITTO DEL SAHARA
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Venerdì 29 Ottobre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha votato una nuova risoluzione in merito alla questione del Sahara che tra l'altro prolunga di un anno la missione MINURSO. I siti di informazione sono unanimi nel commentare il successo del Marocco. Infatti, Tredici paesi su quindici hanno quindi votato a favore del testo della risoluzione. Quattro dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza (Stati Uniti d'America, Regno Unito, Cina e Francia) hanno votato a favore della risoluzione. E due paesi africani su tre, Niger e Kenya, hanno votato a favore della risoluzione, con l'Algeria che non è riuscita a trascinare Niamey e Nairobi nel suo blocco, nonostante le forti spinte. D'altra parte, e questa è una sorpresa, la Tunisia ha scelto la parte del suo vicino a ovest.
Insomma, i risultati di questo voto sono a tutti gli effetti in linea con le ultime tre risoluzioni del Consiglio di Sicurezza sul Sahara (2018, 2019, 2020), ugualmente sancite da 13 voti a favore, e due astensioni. La paventata divisione della comunità internazionale, brandito da Algeri "non è avvenuta". D'ora in poi, i riflettori saranno puntati sull'Algeria, che sarà la parte bloccante di qualsiasi soluzione al conflitto del Sahara nel caso in cui persista nella sua ostinazione a non partecipare alle tavole rotonde. E se riconsidera la sua posizione, sarà l'ennesima umiliazione per questo regime, che sta accumulando battute d'arresto e violazioni dei suoi impegni. In entrambi i casi, il Regno del Marocco si trova in una posizione comoda. Un altro punto che non piacerà al regime algerino è l'espressa richiesta fatta dal testo della risoluzione sul censimento dei rifugiati nei campi di Tindouf.
A questo proposito, l'Algeria e il Polisario si sono sempre opposti al censimento delle popolazioni, presumibilmente rifugiati a Tindouf, annunciando cifre fantasiose e ipertrofiche. Come nelle precedenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza, non si fa menzione di un referendum sull'autodeterminazione. Questa opzione è quindi definitivamente sepolta dalla comunità internazionale. E' lo spirito di realismo, compromesso e pragmatismo che ora prevale come unica via per una soluzione al conflitto del Sahara.
Questa risoluzione non è solo una spinta ad una soluzione politica della questione. Soluzione da sempre sostenuta ed attuata dal Marocco ma anche un momento per far riflettere quelle forze e quelle nazioni che non si vogliono accorgere che insistere nel sostenere le forze separatiste che operano conto il Marocco significa operare contro gli interessi del popolo e dell'unità araba e del magreb.
Ovviamente sarebbe necessario maggior coraggio da parte delle nazioni dell'Unione Europea abbandonando un atteggiamento ambiguo verso coloro che direttamente o indirettamente sostengono le forze separatiste che operano contro il Regno.
La decisione degli Stati Uniti e di recete anche della Colombia di riconoscere il Marocco entro i propri confini naturali e legali è un esempio e modello da seguire. Continuare a sostenere una posizione ambigua non giova a nessuno. Del resto anche il fatto che nella risoluzione non si faccia più menzione di alcun referendum è la implicita ammissione della legalità dell'appartenenza delle provincie meridionali al Regno che, è bene ricordarlo hanno dimostrato la loro appartenenza anche recentemente . Quando con una partecipazione superiore al 50% hanno legittimamente votato per il rinnovo della camera del Marocco. Finiamola con il sostenere chi vuole la divisione ma lavoriamo per l'unità del magreb arabo.
Marco Baratto




