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LA FENESTRELLE OTTOCENTESCA IN TUTTE LE LIBRERIE LA CURA DELLE PAROLE di Maurizia Girlando, Santelli Editore

Esce in questi giorni in tutte le librerie l’ultimo libro di Maurizia Girlando, edito da Santelli. L’autrice, che ha vissuto tutte le estati della sua infanzia a Fenestrelle e delle sue montagne serba un ricordo indelebile quanto dolce, ambienta la storia del suo nuovo La Cura delle Parole alla fine dell’800, tra Fenestrelle e Torino, dando vita a un romanzo delicato, appassionante e coinvolgente.
Torino, (informazione.news - comunicati stampa - editoria e media)

Al termine della Prima Guerra Mondiale, tre donne si trovano nella stessa casa: Olga, un’anziana maestra, Ortensia e Gisella, due sue ex alunne.

Olga vede due uomini trasportare il corpo di Gisella, che ha tentato il suicidio gettandosi nelle acque del Po, e insieme ad Ortensia decide di prendersi cura di lei. Saranno le parole a salvare Gisella e ad unire la vecchia insegnante e le sue allieve.

La loro vita, raccontata con amore, inserita nella Grande Storia cerca di guarire le ferite e permette al lettore di rivivere, in un clima di sorellanza, un lungo periodo della storia d’Italia e del Piemonte: le Grandi Esposizioni, il Cinematografo, l’affermarsi dell’industria meccanica, le prime fotografie ed infine la Grande Guerra.

I primi racconti sono quelli della Val Chisone e di Fenestrelle, dove la giovane Maestra Olga viene inviata ad insegnare in una pluriclasse e dove si intrecciano le storie degli abitanti del luogo, pastori e minatori così distanti da Torino. È a Fenestrelle che Olga conosce la famiglia di Gisella, la sua talentuosa allieva che vedrà nascere e crescere fino alla partenza della giovane per la città, perché a casa c’erano troppo bocche da sfamare. Gisella verrà ospitata a Torino dagli zii benestanti e progressisti che l’accoglieranno con amore e, assecondando i suoi talenti, le insegneranno il lavoro di tipografa prima e illustratrice poi.

 

Dalle pagine de La Cura delle Parole emerge la Fenestrelle di fine ‘800: i pascoli, le miniere, la vita contadina, la scuola, il freddo, la fame. E poi, raccontati con attenzione storica e rispetto, i personaggi che hanno fatto la storia del paese: il signor Pin e la sua ricetta del Genepy, i soldati del Forte…

E poi c’è Torino che il lettore vede crescere e modernizzarsi attraverso il tempo nelle parole di Olga e Gisella: le piazze, i nuovi viali, il fermento dei primi ‘900, la moda che cambia ed evolve, Don Bosco, la povertà, il colera, le lavandaie sul Po e l’arrivo del progresso con i Grandi Magazzini e l’illuminazione per le strade.

 

La cura delle parole è una danza di storie, raccontate con fedeltà storica e attenzione ai dettagli dalla penna femminile e delicata di Maurizia Girlando. Le parole sono i racconti di Ortensia, Gisella e Olga che cercano di guarire le ferite, le conseguenze della Guerra, la violenza, le passioni. La cura è quella dei gesti, la preparazione del cibo, le carezze, l’affetto che lega le tre donne in un unico destino.

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