«Altro che distretto biologico: la Franciacorta è diventata una monocoltura di vigneti»Europa Verde: «Vigneti e cantine crescono senza freni, con il via libera dei Comuni.
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«Altro che distretto biologico: la Franciacorta è diventata una monocoltura di vigneti»Europa Verde: «Vigneti e cantine crescono senza freni, con il via libera dei Comuni. Habitat e biodiversità restano solo parole»
«Altro che distretto biologico: la Franciacorta rischia di trasformarsi in una vera e propria monocoltura di vigneti». È l'allarme lanciato da Dario Balotta di Europa Verde, di fronte alla continua espansione delle superfici vitate e delle cantine nel territorio.
«I vigneti – sottolinea Balotta – sono certamente una delle ricchezze della Franciacorta, ma non possono diventare l'unica destinazione possibile del territorio. Negli ultimi anni assistiamo a una crescita senza freni di vigneti e strutture per la produzione vinicola, spesso con l'avallo delle amministrazioni comunali».
A preoccupare è anche la situazione nella zona del lago. «Tra Iseo e Paratico, dove la presenza dell'acqua contribuisce a mitigare sensibilmente il clima, la crescita dei vigneti è stata impressionante. Ma l'espansione non riguarda soltanto le aree pianeggianti: anche i vigneti e le cantine in quota avanzano in modo aggressivo, arrivando in contesti di particolare pregio ambientale».

Europa Verde cita, tra gli esempi, la cantina Belvedere a Clusane d'Iseo e la cantina realizzata nell'area naturale delle Polle, casi che secondo Balotta dimostrano quanto sia debole la tutela del territorio. «Si parla continuamente di habitat, biodiversità e sostenibilità – continua Balotta – ma poi, quando si tratta di tutelare concretamente il territorio, queste parole sembrano perdere ogni significato. La realtà è disarmante».
Un esempio emblematico arriva da Cremignane, dove, nonostante 104 firme di protesta, un terreno seminativo situato vicino al parco giochi è stato trasformato in vigneto.
«È questo il modello di sviluppo che vogliamo per la Franciacorta? – conclude Balotta – Un territorio sempre più occupato da vigneti e cantine, dove i terreni agricoli, gli spazi verdi e gli habitat naturali vengono progressivamente sacrificati? La Franciacorta ha bisogno di equilibrio, non di una crescita quantitativa senza limiti. E anche le recenti prese di posizione sul rischio di un eccesso di produzione vinicola del Gambero Rosso dovrebbero far riflettere: continuare a piantare vigneti senza interrogarsi sui limiti del territorio e del mercato non è sostenibilità, è consumo di territorio».
Dario Balotta portavoce Europa Verde Brescia
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