A Pojana Maggiore la lingua italiana diventa strumento di inclusione e comunità

A Pojana Maggiore un’esperienza pilota ha dimostrato che l’integrazione può trasformarsi in una straordinaria occasione di crescita collettiva. Il corso di italiano non ha coinvolto soltanto i partecipanti provenienti da Marocco e India, ma ha generato una positiva contaminazione con l’intera comunità locale. Lingua, culture ed esperienze diverse si sono incontrate, creando nuove relazioni, fiducia e appartenenza: un modello concreto da consolidare e replicare.
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Oltre venti cittadini provenienti da Marocco e India hanno partecipato al percorso promosso nell’ambito di “Collettivo Creativo”. Amministratori e progettisti: «L’integrazione si costruisce attraverso occasioni concrete»

Conoscere la lingua del luogo nel quale si vive e si lavora non significa soltanto imparare nuove parole. Significa poter parlare con i colleghi, comprendere una comunicazione, rivolgersi agli uffici pubblici, seguire la vita scolastica dei figli e partecipare con maggiore consapevolezza alle attività della comunità.

È questa la visione che ha guidato il corso di italiano realizzato a Pojana Maggiore, al quale hanno partecipato più di venti persone provenienti dal Marocco e dall’India.

Il percorso, condotto dalla docente Silvia, ha alternato esercitazioni orali e scritte, partendo dalle basi della lingua italiana e dalle situazioni più comuni della vita quotidiana. Saluti, alfabeto, numeri, colori, articoli, mesi, stagioni e lessico di uso corrente sono diventati strumenti per acquisire maggiore autonomia e sicurezza nelle relazioni sociali e professionali.

L’attività è stata curata da GiovaniMentor APS all’interno di Collettivo Creativo, progetto dell’Unione dei Comuni del Basso Vicentino che coinvolge i Comuni di Pojana Maggiore e Asigliano Veneto.

«Una comunità è veramente accogliente quando consente a ogni persona di comprenderla, viverla e contribuire alla sua crescita», afferma la Paola Fortuna Sindaca di Pojana Maggiore e Presidente dell’Unione dei Comuni del Basso Vicentino. «La lingua è il primo ponte tra persone con storie diverse. La partecipazione registrata dimostra che esiste un bisogno concreto al quale le istituzioni devono rispondere con continuità e attenzione».

Il progetto nasce nell’ambito dell’Avviso pubblico ANCI – II Edizione, finalizzato all’assegnazione di spazi e immobili pubblici a giovani under 35 per la realizzazione di iniziative innovative. Una cornice pensata per valorizzare il protagonismo giovanile, ma capace anche di generare servizi utili all’intera popolazione.

«I piccoli Comuni possono diventare laboratori di innovazione sociale», sottolinea Fabrizio Ceccato, Sindaco di Asigliano Veneto . «Iniziative come questa aiutano le persone ad acquisire autonomia e rafforzano il senso di appartenenza. L’integrazione non riguarda soltanto chi arriva: è un percorso che coinvolge tutta la comunità e la rende più coesa».

Ideato e sviluppato da Projenia SCS, Collettivo Creativo punta a trasformare gli spazi pubblici in luoghi nei quali i giovani possano progettare attività, incontrarsi e offrire nuove risposte ai bisogni del territorio.

«Il risultato ottenuto conferma che i progetti dedicati ai giovani possono produrre benefici molto più ampi», dichiara Luca Mauriello CEO di Projenia SCS. «Quando istituzioni, associazioni e competenze professionali lavorano insieme, uno spazio pubblico può diventare un punto di riferimento per la formazione, l’inclusione e la costruzione di nuove relazioni».

Il corso non ha rappresentato, quindi, soltanto un’occasione formativa. Durante gli incontri si è sviluppato un percorso di conoscenza reciproca nel quale l’apprendimento linguistico ha favorito il dialogo, la fiducia e la partecipazione.

«Non possiamo considerare pienamente integrata una persona soltanto perché ha trovato un lavoro», osserva Fausto Faggioli, coordinatore del progetto. «La vera integrazione comincia quando quella persona può comunicare, conoscere la cultura e lo stile di vita del territorio, collaborare e sentirsi riconosciuta come componente della comunità. La lingua è il punto di partenza, ma l’obiettivo finale è l’appartenenza».

L’esperienza proseguirà nei prossimi mesi. Gli organizzatori hanno infatti annunciato una seconda edizione del corso, le cui date saranno comunicate a breve, per offrire ad altri cittadini una nuova opportunità di apprendimento e dare continuità a un percorso che mette al centro persone, relazioni e comunità.Il progetto testimonia come la formazione inclusiva possa diventare una politica territoriale concreta: uno strumento per ridurre le distanze, favorire la partecipazione e costruire comunità nelle quali nessuno debba sentirsi ai margini.

Ufficio Stampa

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