Digital News Report 2025: Quattro persone su dieci evitano le notizie: ecco perché
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Secondo il nuovo Digital News Report 2025 del Reuters Institute, il 40% delle persone nel mondo dichiara di evitare attivamente le notizie almeno occasionalmente. L'indagine, condotta su oltre 68.000 persone in 48 paesi, rivela un dato allarmante per l’industria dell’informazione: una crescente fetta di pubblico spegne le notizie per motivi emotivi, cognitivi e di rilevanza percepita.

Tra le ragioni principali:
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Il 39% afferma che le notizie hanno un effetto negativo sull'umore;
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Il 31% si dice sfinito dal volume di informazioni;
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Il 30% cita la copertura eccessiva di guerre e conflitti, mentre il 29% quella della politica;
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Una parte significativa (20%) ritiene di non poter agire concretamente sulle informazioni ricevute;
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Altri evitano le notizie perché generano discussioni spiacevoli (18%) o non le trovano rilevanti per la propria vita (18%)
Commento di Giulio Gargiullo, Digital Marketing Specialist “Questi dati fotografano una crisi silenziosa della fiducia e del coinvolgimento nell’informazione digitale. Nell’era dell’iperconnessione, il sovraccarico informativo ('information overload') e la comunicazione ansiogena stanno portando il pubblico a un digital news burnout. È una sfida cruciale per editori, brand e istituzioni: serve una narrazione più empatica, costruttiva e personalizzata, anche sfruttando l'intelligenza artificiale e la segmentazione avanzata.
Inoltre, per i professionisti del marketing digitale, questa è un’opportunità per ridefinire l’engagement: meno quantità, più qualità. Bisogna fornire contenuti pertinenti, facilmente fruibili e in linea con i valori delle nuove generazioni, che cercano autenticità, impatto sociale e benessere personale anche nell’informazione.”
L'Impatto della "Policrisi" 2020-2025 sui Consumi Informativi
Il 40% di evitamento delle notizie fotografato dal Digital News Report 2025 è il risultato diretto di cinque anni di trauma informativo collettivo. La pandemia COVID-19 ha innescato il primo grande shock da sovraccarico mediatico, con aggiornamenti contraddittori e statistiche quotidiane di morte che hanno normalizzato l'ansia. Le successive guerre in Ucraina e Gaza hanno aggiunto un "overload bellico" che ha desensibilizzato il pubblico, mentre l'inflazione e l'instabilità economica hanno completato un quadro di "Digital News PTSD".
I dati rivelano sintomi chiari: il 39% sperimenta effetti negativi sull'umore, il 31% è sfinito dal volume informativo, il 30% satura della copertura bellica. Non si tratta di disinteresse, ma di autoconservazione psicologica - una generazione che ha sviluppato meccanismi di difesa contro l'iperconnessione tossica.
La sfida per comunicatori e media: reinventare un "giornalismo terapeutico" che informi senza traumatizzare, passando dal "breaking news addiction" a contenuti costruttivi che ricostruiscano la resilienza collettiva invece di distruggerla.
Per maggiori informazioni o interviste:
Giulio Gargiullo Digital Marketing & Communication Specialist
0698381363
www.giuliogargiullo.it
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