Fondazione Don Gnocchi: con la Biobanca è possibile prevedere come evolve la malattia

Nasce la Biobanca della Fondazione Don Gnocchi: un progetto innovativo per studiare i processi di guarigione individuali. I biomarcatori raccolti avranno una funzione predittiva, permettendo di superare le cure standardizzate e tracciare traiettorie di recupero su misura.
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La Fondazione Don Carlo Gnocchi lancia la prima Biobanca dedicata alla riabilitazione. Attraverso la raccolta di campioni biologici, i medici potranno personalizzare le terapie e prevedere la risposta dei pazienti a malattie neurodegenerative, cardiovascolari e respiratorie, ma anche a disturbi neuropsichiatrici e ai tipici “acciacchi” dell’età avanzata.

Fondazione Don Gnocchi: con la Biobanca è possibile prevedere come evolve la malattia

Come la Biobanca della Fondazione Don Gnocchi cambierà l’approccio alle cure

Per la prima volta, i campioni biologici di pazienti aiuteranno a comprendere come funziona il processo di guarigione in ciascuno di loro. Un’opportunità resa possibile dall’apertura della prima Biobanca dedicata alla riabilitazione, progetto portato avanti dalla Fondazione Don Carlo Gnocchi. L’idea è scandire il percorso di cura attraverso la raccolta dei campioni biologici che avverrebbe, previo consenso del donatore, prima, durante e dopo il trattamento. Dal confronto sarebbe possibile osservare come l’organismo del singolo evolva. Gli indicatori biologici raccolti (sangue, siero, DNA, plasma e saliva) hanno infatti anche una funzione predittiva: consentono ai medici di capire in anticipo se il paziente risponderà o meno a una determinata terapia. I campioni vengono conservati per 25 anni all’interno dei bidoni di azoto liquido, a una temperatura compresa tra i -80 e i -150 gradi. I risultati relativi alle malattie neurodegenerative, pneumologiche, cardiovascolari e cerebrovascolari, nonché ai disturbi neuropsichiatrici infantili e alle fragilità connesse all’invecchiamento, saranno poi condivisi tramite letteratura scientifica.

La direttrice scientifica della Fondazione Don Carlo Gnocchi: biomarcatori predittivi per terapie personalizzate

Come ha ricordato Mario Clerici, direttore scientifico dell’Irccs S. Maria Nascente di Miano, i biomarcatori predittivi costituiscono una delle sfide più rilevanti nell’ambito della ricerca biomedica, poiché permettono di superare gli approcci standardizzati e di leggere la traiettoria di recupero di ogni singolo paziente. Maria Cristina Messa, direttrice scientifica della Fondazione Don Gnocchi, ha sottolineato: “Come per i farmaci, molti pazienti, seppur affetti da patologie simili, rispondono in maniera diversa. Poter conservare i campioni biologici in una banca permette di dare sostanza a studi longitudinali che possono durare anche anni, conservando ciò che il paziente ci ha affidato come un bene prezioso”. Per realizzare la Biobanca ci sono voluti 800.000 euro e il supporto del Ministero della Salute, della Banca d’Italia e della Fondazione Barbaglia. La Fondazione Don Carlo Gnocchi ha ambulatori e ricoveri in nove regioni e conta 356.961 pazienti (dati 2025).

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Arianna Palumbo
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