ISTRUZIONE/ NEL BRINDISINO UN VERO E PROPRIO ORIENTAMENTO ALLE PROFESSIONI
Sta riscuotendo enorme successo una iniziativa messa in campo dal prof. Tiziano Fattizzo, dirigente del 2° istituto comprensivo “Maria Montessori - Vitaliano Bilotta”.
Francavilla Fontana (BR),
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- Un vero e proprio embrionale orientamento alle professioni prima ancora che una scelta maturata della scuola secondaria di secondo grado. É il progetto (quasi certamente, unico nel suo genere) messo in campo dal 2° istituto comprensivo “Montessori-Bilotta” di Francavilla Fontana, nel Brindisino incentrato sull'orientamento dei giovani allievi e che coinvolge una rete di scuole secondarie di secondo grado che hanno sede nella oramai famosa “Città degli Imperiali”.
Motore dell’iniziativa – di questa, come delle tante altre che costantemente fanno parlare della scuola – è il dirigente del 2° istituto “Montessori-Bilotta” di Francavilla Fontana, il prof. Tiziano Fattizzo.
In buona sostanza genitori, alunni ed insegnanti – seguendo un calendario programmato da tempo ed ormai prestabilito - s’incontrano per un ciclo di interessanti conversazioni pratico-teoriche e successivo dibattito, al cospetto di professionisti: esperti in ogni campo del sapere umano.
E così tra avvocati, economisti, sanitari, imprenditori e tanti altri ancora i ragazzi insieme ai loro docenti e genitori ma soprattutto “con sé stessi” si presume cercheranno di prendere coscienza di ciò che li attende dopo la scuola media, indirizzando così le proprie scelte di studi magari sulla base delle propensioni di ciascuno di loro a svolgere - quando saranno adulti - un’attività lavorativa piuttosto che un’altra.
Certamente un compito piuttosto arduo, che se da un lato non intende imporsi dall’altro cercherà senz’ombra di dubbio alcuno di alleviare le tensioni e cercare di colmare le incognite che ciascuno dei ragazzi, ora alle prese con gli esami di terza media, presto, nell’immediato futuro dovrà affrontare.
Come con la più classica delle domande "Cosa faccio dopo la scuola media?"
Il ciclo di incontri al quale si sono affacciati già tantissimi alunni, genitori e corpo docente dell’istituto, intanto ha cadenza settimanale e, iniziato lo scorso 18 marzo 2014, si concluderà il 6 maggio prossimo con un incontro alla presenza di funzionari del centro per l’impiego del territorio. Abbiamo intervistato l’ideatore nonché promotore di questa interessante iniziativa, il prof. Tiziano Fattizzo, che così ha risposto al nostro Quotidiano Online di Informazione quipuglia.it.
Allora prof. Fattizzo, un compito già arduo e difficile di per sé quello dell’educazione dei giovani dagli 11 ai 14 anni. Perché ha creduto fermamente in questo progetto?
«Ritengo - dice Fattizzo al nostro Quotidiano Online di Informazione quipuglia.it - che il tradizionale percorso di orientamento comunemente adottato dalla scuole medie, che vede gli alunni incontrare i rappresentanti degli istituti superiori della provincia in fugaci ed inutili riunioni o visitare le scuole in occasione di “open day” appositamente organizzati dalle scuole secondarie di secondo grado, non sia sufficiente e spesso controproducente perché offre all’alunno una visione mediata e talvolta distorta dell’ offerta educativa. E’ opportuno che gli alunni e le famiglie conoscano per tempo qual è la realtà lavorativa del proprio territorio e quali le sue prospettive future. Avviare questo approccio a 13 anni può sortire a mio avviso effetti positivi nelle scelte future dei ragazzi».
Quale consiglio si sente di dare agli stessi ragazzi ma anche ai loro genitori, parte integrante in questa delicata fase del percorso formativo dei loro figli?
«Il mio modesto consiglio – precisa il prof. Tiziano Fattizzo intervistato dal nostro Quotidiano Online di Informazione quipuglia.it - è quello di condividere con il proprio figlio la scelta del percorso di studi superiore senza trascurare il tradizionale e, ahimè, spesso poco ascoltato, consiglio orientativo dei docenti. La scelta di un Istituto d’istruzione superiore deve essere ben ponderata perché scelte affrettate o condizionate da aspirazioni familiari o, ancora peggio, da scelte amicali può portare a fallimento scolastico, demotivazione, risultati poco brillanti, irregolarità nella frequenza e, nei casi più gravi, all’abbandono del percorso di studio intrapreso».
Giovanni di Noi
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