Amaro Freitas, il pianista brasiliano, alla Chiesa Mater Afmirabis di Riccione
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Sovversivo, concettuale e molto brasiliano" così la stampa internazionale definisce Amaro Freitas, il pianista brasiliano che si è esibito alla Chiesa Mater Afmirabis di Riccione, in uno dei tre concerti che lo vedono al piano solo (uno Yamaha doppia coda) in Italia, a Venezia, Milano e, appunto, a Riccione per "Viva Riccione Jazz", iniziativa promossa dal Comune di Riccione e dalla Associazione Gaspare Tirincanti.
Freitas inizia con un delicato omaggio a Papa Francesco e, subito, si capisce come questo artista sia speciale, perché è protagonista della sua arte ed estremamente consapevole delle ragioni per cui fa ciò che fa, del modo in cui lo fa e di come vuole essere riconosciuto per questo. Trasferisce i sogni dal diario al pianoforte, unisce rumori e voci, cori di chiesa, Jazz & Maracatu, ricorda la musica di Thelonius Monk, le collaborazioni con Milton Nascimento e Criolo, con predicatori.
Troviamo in tutto questo una grande ricerca spirituale, che ci rimanda anche nella memoria le opere e gli scritti di Dom Helder Camara, lui pure, come Freitas, nato a Recife, nel Nord del Brasile.
I suoi 13 album hanno rivoluzionato la musica strumentale brasiliana e non solo: Amaro ha 34 anni, un tono di voce molto gentile e disapprova la moderna avversione a restare fermi e soli. Gli piace ascoltare la musica per il gusto di farlo, senza prestare troppa attenzione ai dettagli tecnici, e questa abitudine lo ha spinto a voler essere se stessoe a mostrarlo nel suo modo di fare musica.
"Sono molto ossessionato dalla musica, sono pazzo, in realtà. Quindi o studio, o ascolto musica, o mangio e penso alla musica""

"La parte lirica del mio sound è composta da diverse possibilità" -aggiunge Amaro- "da diversi strati. La parte lirica e melodica, in mezzo al caos, è legata a questo contatto con la musica sacra. Cori, quartetti, armonie, tutto questo è vicino alla musica classica, in cui la bellezza della melodorea, Alive (1991). "Mi ha cambiato la vita. Quando ho iniziato a lavorare non solo con la consonanza, ma anche con la dissonanza. Poi ho ricevuto un DVD di Oscar Peterson, e poi è arrivato un altro pianista di nome Gonzalo Rubalcaba, sono rimasto letteralmente folgorato dalla musica strumentale, da quanto fosse emozionante, soprattutto dal vivo perché era così unica."
Il pianista si muove in un territorio vasto, da riconoscere e ne fa il suo più grande pregio: non è ciò che ci si aspetta dal Jazz, non è ciò che ci si aspetta dalla nostra musica. Le composizioni sono intriganti proprio per il continuo gioco di costruzione e decostruzione. Da una parte, progressioni che ci lasciano facilmente trasportare, dall'altra, sequenze imprevedibili che ci travolgono e ci conducono subito nel caos, alternando dinamismo estremo a pause e lentezza armonica.
Un concerto di grande fascino giustamente vissuto nella storica Chiesa di Riccione.
Prossimo appuntamento di Viva Riccione Jazz:
Domenica 27 Aprile 2025, ore 21, al Cocoricù, con Enrico Rava & Fearless Five Inc.
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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