Coesione nella varietà: “Woman On My Mind” dei Fading Into Silence

In “Woman On My Mind” l’elettronica non è un elemento decorativo, ma una parte viva del racconto metal. Synth, texture e sound design cambiano pelle a ogni brano, seguendo le oscillazioni emotive della narrazione e amplificando tensione, vuoto e ossessione.
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Ragazzi, quando componete, nasce prima l’idea emotiva o la scelta sonora?

In realtà le due cose nascono insieme. Quando iniziamo a scrivere qualcosa a livello strumentale, stiamo già cercando di comunicare un’emozione precisa attraverso la melodia, il suono, il giro di accordi. Non c’è una fase in cui pensiamo prima al “come suona” e poi a “cosa racconta”: l’intenzione emotiva è già dentro la musica fin dal primo momento. Da lì l’idea del brano prende forma in modo naturale, lasciando che suono ed emozione si sviluppino insieme.

In che modo decidete che tipo di elettronica utilizzare per ogni brano? Come la fate sposare con gli altri strumenti?

Ogni brano chiede qualcosa di diverso. A volte l’elettronica serve a creare spazio e distanza, altre volte a rendere tutto più claustrofobico. La scelta nasce sempre dal mood del pezzo e dal tipo di impatto che vogliamo ottenere, non da un genere specifico. Per farla funzionare con chitarra, basso e batteria abbiamo cercato una linea guida chiara per gli strumenti “tradizionali”, lasciando invece all’elettronica la libertà di cambiare pelle. In questo modo non entra mai in competizione con il resto, ma diventa parte del linguaggio del brano.

Quanto è stato importante il lavoro di Federico Ascari nel rendere coeso un materiale così variegato?

Per noi è stato più che fondamentale. Insieme a Federico Ascari abbiamo lavorato fin dall’inizio sui suoni di partenza di chitarra, basso e batteria, studiandoli nel dettaglio per costruire una base solida e coerente. Questo ha permesso a tutto il lavoro di elettronica e sound design di inserirsi in modo naturale. Grazie al suo lavoro di mix, i vari elementi elettronici non restano mai separati o decorativi, ma si fondono perfettamente con il resto della band, diventando parte integrante del suono dell’album.

Pensate che il genere vi permetta di raccontare le vostre emozioni al meglio?

Più che il genere in sé, è la libertà all’interno del genere che ci permette di raccontarci davvero. Il metalcore ci dà una base emotiva molto diretta, fisica, ma non ci sentiamo limitati dai suoi confini. In Woman On My Mind abbiamo usato quello che serviva, quando serviva, senza preoccuparci troppo delle etichette. Finché una scelta sonora riesce a trasmettere quello che sentiamo, per noi è quella giusta.

https://open.spotify.com/intl-it/album/7e3MIo8n9UrZEhydkQuXnE

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Giulio Berghella
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