Bologna, in questa storia dal lieto fine, ha voluto rispondere, nello specifico, all’appello internazionale, rilanciato dal Rotary Club di Patan, di un piccolo ospedale nei pressi di Katmandu che, negli ultimi anni, ha ridato un volto a migliaia di bimbi e giovani ustionati o nati con gravi e complesse malformazioni.
Un ponte tra l’Italia e il Nepal ‘ferito’ e dimenticato. Un Paese in ginocchio non solo per i postumi del recente terremoto ma anche per le mille emergenze che ogni giorno si ripropongono in una tra le realtà più povere della Terra.
Bologna, in questa storia dal lieto fine, ha voluto rispondere, nello specifico, all’appello internazionale, rilanciato dal Rotary Club di Patan, di un piccolo ospedale nei pressi di Katmandu che, negli ultimi anni, ha ridato un volto a migliaia di bimbi e giovani ustionati o nati con gravi e complesse malformazioni.
Un gesto di solidarietà concreta interpretato con quella coralità che caratterizza le grandi azioni umanitarie che nascono in Emilia Romagna: centodiecimila dollari raccolti in pochi mesi (grazie al Global Grant avviato dal Rotary Club Bologna con il supporto dei Rotary Club Bologna Nord - Rotary Club Bologna Valle del Savena - Rotary Club Bologna Sud - Rotary Club Bologna Valle dell’Idice-Rotary Club Bologna Valle del Samoggia - Rotary Club Vignola-Castelfranco E.- Bazzano e del Distretto 2072 - Emilia Romagna e Repubblica di San Marino) per dotare l’ospedale di Kirtipur di quel minimo di tecnologia che permetterà, d’ora in poi, di portare a termine gli interventi con una buona dose di sicurezza e tranquillità.
“Il vostro dono, da noi, fa la differenza tra la vita e la morte” ha affermato il dottor Shankar Man Rai, direttore del piccolo presidio ospedaliero, accogliendo la missione bolognese che, nei giorni scorsi, è volata in Nepal, non solo per inaugurare le sale operatorie dotate dei moderni macchinari donati da Bologna ma anche per eseguire alcuni interventi chirurgici estremamente complessi e delicati. Un bambino menomato o ustionato, va ricordato, in quei territori viene automaticamente escluso dal consesso sociale.
“Non un’avventura in capo al mondo - ricorda il presidente del Rotary Club Bologna Fabio Raffaelli - ma una missione per aprire la strada a nuove ed importanti iniziative. Il Paese ha bisogno di tutto: il terremoto ha solo aggravato una situazione sempre caratterizzata dall’emergenza. Un legame nuovo ed intenso all’insegna della reciprocità, vero motore di ogni azione internazionale rotariana. Un Global Grant realizzato in tempi record, grazie anche all’aiuto della Rotary Foundation che raddoppia la cifra raccolta dai club. Senza dimenticare il fondamentale apporto dei sostenitori come Interethnos Interplast Italy–3i Onlus, la famiglia Segafredo, il Rotary E-Club del Distretto 2072”.
Circa otto gli interventi eseguiti, durante la settimana di permanenza in Nepal, dal professor Paolo Morselli dopo aver esaminato decine di casi giunti da ogni parte del Nepal, in un tipico viaggio della speranza (una giovane ragazza aveva fatto più di dodici ore in bus, attraversando le zone più remote del Paese). La scelta è caduta non solo sui pazienti più gravi ma soprattutto su quei soggetti che necessitano di un’esperienza complessa come quella del chirurgo bolognese. “E’ fondamentale mostrare loro – confessa Morselli – le tecniche operatorie più avanzate, in modo che possano poi adottarle nel corso degli interventi futuri. Interventi sì, dunque, ma anche formazione a tutto campo, per dare una chance in più a tanti di questi ottimi specializzandi nepalesi”.
Gabriele Mallapaty, vice presidente del Rotary Club Patan e ‘motore’ dell’iniziativa da parte del Nepal, ha in più occasioni (e come lei tutti gli alti dirigenti dell’Associazione e del locale Ministero della Sanità) elogiato la grande generosità e disponibilità degli italiani (e questa volta degli emiliano romagnoli, sempre in prima linea dove c’è da offrire fondi, competenze e soprattutto cuore.
Le due frasi che, in maniera efficace, possono sintetizzare la missione umanitaria made in Bo? La prima è del dottor Rai, stupefatto da tanta generosità: “Con il Rotary è davvero tutto possibile allora?”. La seconda è ‘firmata’ dal professor Morselli, visitando una piccola bimba: “Non so davvero dove possa trovare il coraggio di ridere”.