Come gestire una crisi aziendale in Italia

Arrivata a un punto nodale la crisi Saxa Grestone. Oltre 40 tavoli di crisi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy non bastano per descrivere le crisi industriali e occupazionali che scuotono il Paese. Di certo l'Italia in questi mesi si sta dimostrando un terreno più attenzionato dai fondi stranieri disposti a investire nel Bel Paese.
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Oltre 40 tavoli di crisi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy non bastano per descrivere le crisi industriali e occupazionali che scuotono il Paese. Di certo l'Italia in questi mesi si sta dimostrando un terreno più attenzionato dai fondi stranieri disposti a investire nel Bel Paese. 

"Ma la domanda che ci dobbiamo fare - si chiede Massimo Lucidi giornalista economico e Presidente della Fondazione E-novation - è se esista un modello di relazioni industriali capace di tutelare l'interesse nazionale, il capitale straniero e   i posti di lavoro e le competenze sui territori. Sono convinto che il caso e la lettura dei documenti di Xeta Investments ci aiuti in tal senso". 

Con lo sciopero proclamato dal sindacato Filctem Cgil del Lazio e la mobilitazione con un presidio costante ed il blocco totale della fuoriuscita di tutte le merci e dei macchinari dallo stabilimento, la vertenza Saxa Grestone a Roccasecca ha toccato un nuovo nodo: "il concordato preventivo in continuità" perde forza perché i numeri non tornano. E a dirlo senza mezzi termini e a chiare lettere sono le ultime posizioni, col totale fermo industriale, espresse dal fondo Xeta Investment, società facente capo al fondo Anchorage e guidata da Roberto Pucciano, rappresentata operativamente da Davide Cognolato.

"La situazione di crisi industriale e finanziaria del Gruppo Saxa era esistente ben prima dell’ingresso di Xeta Investments nella compagine societaria della capogruppo Saxa Gres" - si legge nel documento redatto dagli uffici legali del fondo Xeta Investment - "tant’è che la procedura di concordato preventivo che ha visto coinvolta tale società e la controllata Saxa Grestone (e che è stata preceduta da ben due percorsi di composizione negoziata della crisi che si sono conclusi senza addivenire al raggiungimento di accordi con i creditori sociali) è stata avviata dalla precedente proprietà. Xeta Investments è intervenuta, pertanto, non solo a procedura già avviata, ma anche in un contesto già contraddistinto da elevata criticità e caratterizzato da una ingentissima esposizione debitoria maturata nel corso degli anni. Peraltro, Xeta Investments ha potuto “apprezzare” la reale gravità della situazione in tutta la sua portata solamente successivamente al suo ingresso nella compagine sociale di Saxa Gres. L’eredità ricevuta era quindi di eccezionale squilibrio, generatasi in anni in cui il Gruppo ha continuato ad accumulare debito sul presupposto di un progetto industriale senz’altro innovativo ma anche sulla base di una rappresentazione di solidità finanziaria quantomeno discutibile.

Xeta Investments ha scelto di affrontare tale situazione con spirito di continuità industriale e pieno senso di responsabilità verso il territorio, i lavoratori e i creditori. Ciò sulla scorta della rappresentazione - ricevuta in sede di acquisizione - che vi sarebbe stato un nutrito gruppo di creditori finanziari disponibili a valutare la partecipazione - in forma significativa - al risanamento del Gruppo. Su tali imprescindibili basi negli ultimi mesi sono state impiegate ingenti risorse (economiche, professionali e umane) nel tentativo concreto di costruire una soluzione di rilancio credibile e sostenibile, coinvolgendo investitori industriali e finanziari, con completa apertura a considerare eventuali soluzioni alternative che consentissero il risanamento del Gruppo Saxa. Il tutto senza affidarsi a pubblici proclami, ma attraverso un costante aggiornamento delle Istituzioni e delle Organizzazioni Sindacali in occasione degli incontri al tavolo di Crisi del MIMIT quando, tempo per tempo, sono stati illustrati l’evoluzione e l’avanzamento del progetto. 

Sin dal primo incontro con i vari stakeholder è stato chiarito che, in assenza dei predetti presupposti, si sarebbe dovuto fare ricorso ad altre soluzioni di gestione della crisi.

Nel corso delle interlocuzioni sviluppatesi nel tempo, diversi creditori finanziari avevano espresso disponibilità a sostenere il piano di rilancio del Gruppo Saxa. Tali manifestazioni di interesse hanno contribuito a creare un ragionevole affidamento circa la concreta percorribilità dell’operazione. Tuttavia, nonostante le ripetute sollecitazioni, anche a causa del deterioramento del contesto geopolitico, tali iniziali disponibilità non si sono tradotte in impegni definitivi e vincolanti. Gran parte di tali soggetti, infatti, memore della crisi energetica post Covid-19 e stante una situazione di per sé già estremamente complessa, non ha infine confermato i propri originari intendimenti temendo l’incremento dei costi dei fattori primari della produzione.

Si precisa, inoltre, che Xeta Investments ha sempre riconosciuto la centralità dei lavoratori del Gruppo Saxa e il ruolo delle organizzazioni sindacali nel presidiare l’evoluzione della vicenda. La preoccupazione espressa circa il futuro del Gruppo è legittima e condivisa. 

In un simile contesto Xeta Investments ritiene grave e inaccettabile qualsiasi ricostruzione pubblica volta ad attribuirle insussistenti responsabilità là dove, a fronte di una pesantissima situazione ereditata da precedenti gestioni, la stessa ha profuso il massimo impegno professionale, operato costantemente in assoluta buona fede e impiegato significative risorse economiche. Alla luce di ciò, Xeta Investments si riserva di valutare ogni occorrente iniziativa legale a tutela della propria posizione e del ruolo da essa svolto nell’ambito dell’operazione".

Una verità, dunque, più composita e articolata di certo meno urlata di una protesta sindacale quella che viene da fondo Xeta Investment.

"Si precisa da ultimo che le società del Gruppo Saxa hanno incaricato i propri legali di depositare avanti al competente Tribunale di Roma la richiesta di accesso all’amministrazione straordinaria. L’auspicio è che in tale diverso contesto sia possibile individuare una soluzione di continuità per un gruppo industriale che crediamo abbia ampie potenzialità, fino ad oggi purtroppo rimaste inespresse. Continueremo a lavorare per favorire una soluzione che possa supportare la continuità degli stabilimenti del Gruppo, la salvaguardia dei posti di lavoro e il miglior soddisfacimento dei creditori".

Xeta Investments

Per informazioni stampa: Massimo Lucidi

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