INTERVISTA SULLE PROSSIME REGIONALI TOSCANE. FRANCO BANCHI:” CON TOMASI, AUTONOMI DAI PARTITI”
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Le elezioni regionali toscane si avvicinano, l'autunno, tolti i mesi estivi, è dietro l'angolo. Prof. Banchi, lei che conosce bene cosa si muove intorno al Pegaso, cosa può dirci?
Assistiamo ad una situazione quasi paradossale: nel centro-sinistra solo Italia Viva è apertamente per il governatore Giani, tutti gli altri, PD compreso, sono enigmatici, chiudono ed aprono a giorni alterni. Nel potenziale “campo larghissimo” siamo al tatticismo ad oltranza. Nel centro-destra invece ormai nessuno si mette di traverso al candidato in pectore, Alessandro Tomasi, Sindaco di Pistoia e segretario regionale di FDI. Il gradimento sta arrivando a rate; ma, uno ad uno, tutti i partiti del centro-destra danno il loro via libera. Prevedo che presto arriverà anche quello di Forza Italia. Con un centro-sinistra così è d'obbligo lanciare presto la volata.
Questi due candidati, al momento non ufficializzati, appaiono totalmente diversi. Stile e metodo molto lontani. Che ne pensa?
Ha ragione, senza dubbio alcuno. Giani è un presenzialista, procede in estensione e non in profondità. E' il maestro della toccata e fuga. Tomasi, forte della concretezza dell'amministratore, già da mesi sta girando per tutta la regione, senza badare ai paesi ed alle città più sotto la luce dei riflettori. Ha battuto palmo a palmo la “Toscana minore”, quella dei campanili storici e dei municipi. Il suo metodo lo porta a guardare i problemi dalla base per salire al vertice. Ascolta molto ed è pronto, grazie ad una bella squadra intorno, a presentare un suo progetto per questa regione fatta di tanti territori plurali. Una e molto diversa.
Qualcuno parla di una vera e propria sorpresa elettorale. Le sembra possibile?
Non amo fare previsioni. So che la “Toscana felix” dipinta dal governatore non esiste. A volte sembra di essere in un nuovo ed infinito Truman show. La vera Toscana, quella di cui parlavo prima, ama la concretezza, il fare e non l'apparire. I dossier che sono aperti mettono i brividi: sanità e servizi alla persona, infrastrutture, competitività del made in Tuscany, sicurezza, desertificazione commerciale, turistizzazione forzata e tanto altro.

Poi c'è la partita dei valori in gioco, che sembra radicalizzarsi. Sbaglio?
Sì. il governatore Giani ha dato una strappo difficilmente riducibile approvando la legge sul fine vita ( che il governo ha impugnato ). Probabilmente la volontà di ingraziarsi la Schlein, che non è certo una sua “partigiana”, ha provocato questa sua fuga in avanti, che lo ha sbilanciato non poco.Per la prima volta da molti anni il mondo cattolico ha ritrovato una fondamentale compattezza, che non potrà non avere effetti anche politico-elettorali. Anche la posizione sui 5 referendum assunta da Giani sembra strumentalmente legata a favorire la sua ricandidatura.
Rimaniamo sui cattolici toscani. Come stanno avvicinandosi a questo prossimo appuntamento elettorale?
Le confesso che, andando in giro in Toscana per incontri e convegni, colgo una diversa consapevolezza rispetto al passato. Un mix tra esigenza di un fermo radicalismo sui valori identitari da una parte e domanda pressante per ricostituire la presenza politica organizzata dei cattolici. Certo è una richiesta senza sconti, pena il ricorso all'astensione. Fare sul serio, ecco l'appello perentorio. Per riassumere in una battuta: i cattolici sono stanchi di essere aggettivati e sballottati di qua e di là. Il che non vuol dire stare nel mezzo. Almeno per quanto mi riguarda, nessun dubbio sulla collocazione alternativa al centro-sinistra.
Allora sorge spontanea una domanda conclusiva: dove collocare la presenza sua e di questo significativo mondo nel contesto delle prossime elezioni regionali ?
A mio parere sicuramente nel centro-destra, ma nel rispetto di quello che ho detto poco prima. Quindi mi auguro che la nostra presenza si concretizzi in una lista elettorale autonoma dai partiti, che appoggi Tomasi attraverso una giusta mediazione tra spirito civico dei territori, sicure professionalità e buon governo, rappresentanza dei corpi intermedi ed una robusta dose di esperienza politica sul campo.
Ufficio Stampa
Franco Banchi
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