"La mia famiglia a Taipei" ("Left-Handed Girl") di Tsou Shih-Ching al POP UP Cinema Jolly di Bologna
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Cosceneggiato, prodotto e montato da Sean Baker @Oscar per il miglior film e Palma d’Oro (Anora), e diretto da Tsou Shih-Ching, La mia famiglia a Taipei (in originale Left-Handed Girl) è il film presentato in anteprima alla Semaine de la Critique sulla Croisette, vincitore del Premio per il miglior film alla Festa del Cinema di Roma 2025, ora a Bologna, al POP UP Cinema Jolly, dal 22 Dicembre 2025.
Il film racconta la storia di Shu-Fen, madre single alle prese con debiti, depressione e la difficoltà di crescere due figlie: la ribelle ventenne I-Ann e la curiosa I-Jing, di appena cinque anni. Attraverso lo sguardo disarmante della più piccola, si esplora la fragilità dei legami familiari in una società sospesa tra tradizione e modernità, dove essere mancini è ancora considerato un segno del diavolo.
Il film ci immerge nel mondo frenetico di questo piccolo, ma densamente popolato, paese, sotto la continua minaccia della Repubblica Popolare Cinese, che non ha mai ufficialmente riconosciuto Taiwan (o Taipei cinese per i cinesi continentali) ancora sede del governo della Repubblica di Cina (1912-1949) spazzata via dalla rivoluzione maoist; secondo la propria Costituzione, e per dodici Stati al mondo, Città del Vaticano compresa, questa è l’unica Cina esistente.

Questa situazione pesa sul vissuto del popolo di Taiwan: anche il film non ne fa mistero, presentando personaggi che “cinesizzano” il proprio nome per poter vivere con meno problemi nel prossimo e incerto futuro.
Una storia declinata al femminile, con al centro una famiglia formata da tre donne, madre e due figlie, che si arrabattano per la sopravvivenza in una società dove gli uomini rivestono ancora una posizione predominante.
Cinema orientale ma aperto ad una visione universale, con una interpretazione vivace ed immediata, che cattura la nostra continua attenzione e, spesso anche il nostro stupore, grazie all’ottimo lavoro dei direttori della fotografia, Chen Ko-Chin e Kao Tzu-Hao e, sopratutto, per la sincerità proposta e l'interpretazione di un cast splendidamente assemblato.
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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