LA ZONA D'INTERESSE anteprima al Cinepalace di Riccione. Regia di Jonathan Glazer

Da Domenica 26 Gennaio 2025
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LA ZONA D'INTERESSE anteprima al Cinepalace di Riccione,  da Domenica 26 Gennaio 2025, ore 21.

 Regia di Jonathan Glazer

Con Christian Friedel, Daniel Holzberg, Medusa Knopf, Ralph Herforth, Sandra Hüller

Genere dramma, guerra, storia

Durata:01:46

The Zone of Interest . Lettere bianche.
Gradualmente, le lettere bianche svaniscono raffreddandosi, lasciandoci di nuovo nell'oscurità mentre la musica suona in schemi discendenti, per diversi minuti.
Il suono del canto degli uccelli emerge attraverso la musica, all'inizio
debolmente. Anche le cicale.

Il film è il racconto della vita di una famiglia, e del suo assurdo e abietto tentativo di costruire una normalità borghese in un luogo che di normale non ha proprio nulla. Nella scena iniziale già descritta, mentre lo schermo è ancora nero, alla musica dissonante di Mica Levi si mescolano, prendendo piano piano il sopravvento, cinguettii di uccelli, rumore di acqua che scorre, cicale. E dal nero emerge un paesaggio paradisiaco (cielo azzurro, vegetazione rigogliosa, un fiume), e una famiglia che si gode un pic-nic estivo per poi tornare a casa. E la casa è lì, a ridosso del muro del campo: di là dal muro c’è l’orrore, di cui ci arrivano solo suoni indistinti (latrati di cani, urla di dolore, fucili che sparano), di qua un giardino lussureggiante curato in prima persona, e con maniacale attenzione, da Hedwig, la moglie del comandante. 

Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Martin Amis, "La Zona d’interesse" è la storia di una famiglia tedesca apparentemente normale che vive - in una bucolica casetta con piscina - una quotidianità fatta di gite in barca, il lavoro d’ufficio del padre, i tè della moglie con le amiche, le domeniche passate a pescare al fiume. Peccato che l’uomo in questione sia Rudolf Höss, comandante di Auschwitz, e la deliziosa villetta con giardino in cui vive con la sua famiglia in una surreale serenità è situata proprio al confine con il campo di concentramento, a due passi dall’orrore, così vicino e così lontano.

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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